Sono seduto al bancone del mio bar preferito, un luogo familiare dove spesso mi rifugio dopo una lunga giornata di lavoro. Oggi però, non sono qui per rilassarmi da solo. Ho un appuntamento con una ragazza conosciuta su Tinder.
Mi chiamo Carlo e, devo ammetterlo, non sono un tipo da appuntamenti al buio, ma questo Agosto solitario a Milano mi ha fatto cambiare idea. C’è qualcosa in questa ragazza, in quella sua foto con un sorriso malizioso e gli occhi penetranti, che mi ha spinto a provarci.
Guardo l’orologio, è in ritardo. Il barista mi serve un altro bicchiere di vino, lo guardo con un cenno di ringraziamento e lo porto alle labbra. Il vino scorre caldo nella mia gola, mi rilasso un po’. Il bar è affollato, la gente ride e parla ad alta voce.
Mi sento fuori posto, come se tutti sapessero che sto aspettando qualcuno e si stessero divertendo alle mie spalle. Finalmente la vedo entrare. È ancora più bella della sua foto. I capelli castani le cadono sulle spalle, il vestito verde aderente mette in risalto le sue curve.
Mi guarda, mi sorride e si avvicina. Mi sento improvvisamente nervoso, come un adolescente al suo primo appuntamento. “Ciao, sei Carlo?” mi chiede con una voce dolce e sensuale. Le sorrido, annuisco e le indico il posto accanto a me. Ordina un cocktail e iniziamo a parlare. Il ghiaccio si rompe subito, scopriamo di avere molti interessi in comune. Parliamo di musica, di film, di viaggi. Il tempo vola e il bar inizia a svuotarsi. Continuiamo a bere, a ridere, a scherzare.
Mi sento sempre più attratto da lei, dai suoi occhi, dal suo sorriso, dal modo in cui si morde il labbro inferiore quando è pensierosa. La voglio, la desidero. E da come mi guarda, da come si avvicina a me, da come mi sfiora la mano, credo che anche lei mi desideri.
Decidiamo di uscire dal bar, di prendere un po’ d’aria. Camminiamo per le strade deserte, le luci della città si riflettono sui vetri dei palazzi. La prendo per mano, lei si avvicina a me, sento il suo profumo, il suo calore. Passiamo per un parco, decidiamo di fermarci su una panchina, per assaporare il fresco del tramonto.
Il parco è deserto, illuminato solo dalle luci dei lampioni. Ci sediamo sulla panchina, vicini, molto vicini. La guardo negli occhi, mi perdo nel suo sguardo. Mi avvicino a lei, le sfioro il viso con la mano, le accarezzo i capelli. Lei chiude gli occhi, si avvicina a me. Mi bacia, un bacio lungo, profondo, appassionato. Il mio cuore batte forte, sento l’eccitazione salire dentro di me. La bacio, la stringo a me, la voglio.
Lei risponde al mio bacio, mi tocca. Le mie mani scivolano sul suo corpo, accarezzano le sue curve, la sua pelle morbida e calda. Lei si stacca da me, mi guarda con un sorriso malizioso. Si alza in piedi, si gira, si appoggia alla panchina. Solleva la gonna, mi mostra le sue gambe lunghe e sensuali.
Poi alza ancora un po’ la gonna e intravedo che non porta biancheria intima, è nuda! Una vista che mi fa impazzire. Mi avvicino a lei, la bacio sul collo, le accarezzo le gambe. Le mie mani salgono lungo le sue cosce, sento la sua pelle morbida e calda.
La accarezzo, la sfioro, la desidero. Lei si muove, si contorce, gemendo di piacere. Le mie dita arrivano alla sua figa, è bagnata, eccitata. La accarezzo, la masturbo, la sento gemere di piacere. La giro e guardo negli occhi, vedo la sua eccitazione, il suo desiderio. Lei mi guarda, mi sorride, mi bacia.
Mi dice che vuole di più, che vuole sentirmi dentro di lei. Mi eccito ancora di più, la voglio. Le dico di girarsi di nuovo, di appoggiarsi alla panchina. Lei ubbidisce, si gira, si appoggia alla panchina. Solleva la gonna, mi mostra il suo bel sedere, le sue curve sinuose. Mi avvicino a lei, la bacio sul collo, le accarezzo le cosce. Lei si muove, spinge il suo bel culo contro il mio cazzo duro.
La mia eccitazione è al massimo, non riesco più a trattenere. Prendo il preservativo dalla tasca, lo apro, lo indosso. Mi avvicino a lei, la prendo per i fianchi, la penetro. Lei geme di piacere. Mi stringe le mani, mi chiede di continuare…”Più forte…” mi dice.
Il mio ritmo aumenta, la sento gemere sempre più forte. Lei si muove con me, in sintonia, in armonia. Sento l’eccitazione salire, il piacere aumentare. Le mie mani salgono sul suo corpo, accarezzano i suoi seni, i suoi capezzoli duri. La sento bagnata, eccitata, desiderosa.
Mi eccito ancora di più, la voglio. Sento il mio piacere aumentare, l’eccitazione salire. Lei continua a gemere, se ne frega che qualcuno ci possa sentire o tanto meno, vedere. La mia eccitazione è al massimo, non riesco più a trattenere.
Il mio orgasmo è vicino e quando inizio a masturbarla, mentre la penetro da dietro, lei esplode in un urlo liberatorio. Sento il suo corpo contrarsi per il piacere e finalmente anche io raggiungo l’orgasmo, un orgasmo intenso, potente, appagante.
Mi stacco da lei, la giro, la guardo. È bella, è sensuale, è eccitante. Lei mi sorride e mi bacia, in silenzio. Ci sistemiamo e usciamo dal parco tenendoci per mano, camminiamo per le strade deserte. Non diciamo una parola, non ce n’è bisogno.
La riaccompagno alla macchina, la bacio, la saluto. “Ci rivedremo?” le chiedo. “So dove trovarti…” mi risponde lei e poi con un sorriso divertito mette in moto e si allontana.