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La cena di Natale tra colleghi

Scritto da Margherita

È la cena di Natale dell’ufficio, arrivo un po’ in ritardo come al solito. 

Ci sono pochi posti liberi, uno è di fronte a un ragazzo che non ho mai visto. Però lui niente male… e per di più è accanto a una delle colleghe più simpatiche dell’ufficio. Andata! Mi siedo qui.

Mi sono messa un maglioncino bordeaux che fa intravedere la maglia con pizzo nero che ho sotto, una gonna di pelle nera, calze a pois bordeaux e un paio di stivaletti con il tacco. Un trucco semplice con rossetto bordeaux in tinta con il resto. 

Mi siedo e mi presento.

Lui si chiama Enrico e lavora nella sezione sviluppo del prodotto.

Moro, occhi scuri, riccioluto. Mi versa del vino rosso, ci guardiamo e iniziamo a parlare del più e del meno. 

A un certo punto veniamo coinvolti dai colleghi a fianco nella loro conversazione. Si parla di mete per le ferie natalizie. Io vorrei andare in montagna e approfittare delle vacanze per sciare. Quest’anno dovrebbe esserci abbastanza neve. Lui pensava di raggiungere i cugini al lago, nella casa della zia dove trascorrono le vacanze da quando erano piccoli.

Parliamo del più e del meno tutti insieme, il primo bicchiere finisce rapidamente.

Mi versa il secondo bicchiere mentre arriva l’antipasto.

La cena continua in totale tranquillità: ridiamo, ci prendiamo in giro e, ogni tanto, ci scappa qualche innocente doppio senso. Sento che sale l’allegria, fuori dal lavoro siamo tutti più rilassati e simpatici. 

Enrico sembra davvero un tipo interessante, ha un sacco di passioni e ha una voce davvero eccitante. 

Mentre la collega accanto a me mi sta raccontando del suo ultimo appuntamento non posso fare a meno di osservarlo, è davvero molto carino. 

In quel momento lui si gira e i nostri occhi si incrociano… mi mordo le labbra… non smette di guardarmi, mi mangia con gli occhi. 

Bevo, finisco anche il secondo bicchiere, questo ragazzo mi eccita. Fa davvero caldo.

A un certo punto non resisto più, mi tolgo la scarpa e allungo il piede sotto il tavolo. Sto raccontando alla mia collega della cena della vigilia organizzata dai miei parenti, ma con la coda dell’occhio guardo la reazione di Enrico quando sente il mio piede in mezzo alle sue gambe. 

È sorpreso, lo sento sussultare, si gira verso di me e mi guarda con uno sguardo intenso. 

Spingo in mezzo alle sue gambe, sento la sua erezione che si gonfia. Insisto, è duro e grande… 

Per fortuna ora è la mia collega che sta raccontando qualcosa… non ho idea di cosa. 

Sono bagnata in mezzo alle gambe, mi giro verso di lui e, mentre mi strofino sul suo pene in erezione, lo guardo e mi mordo le labbra.

A questo punto mi sento del tutto disinibita e voglio giocare. Propongo un brindisi: “ai nuovi incontri!” i bicchieri tintinnano, lui mi mangia con gli occhi.

Finisco il bicchiere in un sorso e mi giro verso la mia collega, “vado un attimo alla toilette” , ma prima di rialzarmi spingo ancora un attimo sulla sua erezione. 

“Vuoi che ti accompagno?” mi chiede lei, mi giro verso di lui fissandolo con mentre mi passo la lingua sulle labbra, “no grazie, dopo voglio uscire anche a fumarmi una sigaretta” 

Vado al bagno, non passa nemmeno un minuto che Enrico entra dalla porta.

Non mi lascia il tempo di fiatare, mi bacia e mi spinge dentro una delle toilette vuote. 

Mi tocca il seno.

È bravo, bacia bene. Mi morde il labbro e mi infila le mani sotto al maglione.

Non mi faccio pregare, gli metto una mano nei pantaloni la sua erezione è più dura di prima. 

Lui fa altrettanto, mi alza la gonna e mi abbassa le collant. Sono un bagno di calore lì sotto, infiala due dita dentro di me e inizia a muoverle sapientemente. Dopo poco le tira fuori e le lecca “sei buona”. 

Cazzo quanto mi eccita. Ma non possiamo fare molta conversazione, qualcuno potrebbe sentirci. Le mie calze sono ormai alle caviglie, gli sbottono i pantaloni, mente lui continua a giocare tra le mie gambe con le mani. Finalmente il suo cazzo è libero. È davvero eccitato, non posso fare a meno di prenderglielo in bocca… Non pensavo ad altro da tutta sera. Provo a inginocchiarmi davanti a lui, ma lui mi fa rialzare. Vuole scoparmi.

Mi porge un preservativo, glielo metto mentre lui continua a giocare con le dita dentro di me.

Non ci stacchiamo gli occhi di dosso. Mi prende per i fianchi e mi solleva, mi fa appoggiare contro il muro. Poi finalmente me lo mette dentro, spinge forte mente mi strige il culo. Io ho le gambe attorno al suo busto e seguo il suo ritmo. Cercando di non ansimare troppo forte.

Qualcuno entra nel bagno. Si libera dalla mia stretta e mi fa girare. Mi chiude la bocca con la mano ed entra di nuovo dentro di me. Continua a spingere con dolcezza, ma andando sempre più velocemente. 

Con una mano mi impedisce di urlare, mentre con l’altra gioca con il mio clitoride. I suoi fianchi spingono contro il mio culo, sempre più forte e sempre più a fondo. 

La persona che è entrata in bagno potrebbe sentirci. Gli mordo la mano per non gridare. Lui aumenta il ritmo e raggiungiamo insieme l’orgasmo. 

Ci ricomponiamo e recuperiamo dal pavimento i vestiti. 

“Buon Natale Enrico” gli sussurrò quando sento che il bagno è libero.

Apro la porta e mi avvicino al lavandino mi do una sistemata ai capelli, il sesso è il miglior fard che esista penso, poi esco e raggiungo i miei colleghi.

Dopo pochi minuti ci raggiunge anche Enrico. Come se nulla fosse.

“Quindi mi dicevi cara, per capodanno pensavi a una baita sulla neve? che bella idea!”

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