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Caccia al tesoro

Scritto da Nina

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Letto da Mia

Mi arriva un tuo messaggio. 

So che sei tu ancora prima di sbloccare lo schermo del cellulare… ti ho messo una suoneria diversa da tutti gli altri. Così posso godermi quel brivido eccitante lungo la schiena, ogni volta che mi scrivi senza preavviso. 

Ci conosciamo da qualche mese  e ancora non riesco ad abituarmi alle tue idee folli. 

Se è per questo, spero di non abituarmi mai. 

Sei un fuoco che brucia e sono convinta di aver sperimentato più cose con te in questi ultimi tempi che nel resto della mia vita. 

E poi, inutile mentire… non so resistere al tuo sorriso, né alle tue labbra morbide, né ai tuoi seni grandi e soffici, né tantomeno al tuo odore; che anche dopo una settimana continuo a sentire nelle narici. 

Insomma, mi arriva un tuo messaggio. 

Sto lavando i piatti e lo scatto di sorpresa mi fa quasi scivolare un bicchiere dalle mani. 

Afferro in fretta il telefono. 

Il mio corpo mi precede. Ha capito che quando si tratta di te, si tratta di sesso. 

Inizio automaticamente a fremere. 

Mi hai inviato una foto. Intravedo le tue labbra. Tieni tra i denti il lembo del maglione e con una mano ti stringi un seno. Stai sorridendo. 

La foto è a tempo e non posso fare a meno di lamentarmi per questo. 

Sai esattamente come torturarmi. 

Mi godo ogni secondo di te, prima che l’immagine scompaia. 

Di seguito, ci sono solo una posizione indicata su Google maps e la frase: “Non mettere le mutandine… Buona caccia al tesoro”. 

Non so cosa tu abbia in mente, ma non vedo l’ora di uscire di casa e scoprirlo. 

Mi ritrovo nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale. Riconosco la tua macchina.  Troppe volte ci abbiamo scopato. 

Mi viene da sorridere. 

Mi arriva un altro messaggio da parte tua. 

Mi dici di avvicinarmi e di aprire il bagagliaio. 

Mi volto di scatto. Se mi hai scritto adesso, sai che sono arrivata. 

Magari mi stai guardando… anzi, ne sono certa. 

Eppure mi guardo intorno e non ti vedo. Mi avvicino alla tua macchina, controllo che non ci sia nessun altro in giro, poi mi chino ad afferrare l’orlo della gonna e la sollevo. Solo un attimo. Il pensiero che tu possa avermi vista, mi eccita da morire. 

Mi arriva un altro messaggio. Sorrido. 

Proprio come sospettavo…

Mi scrivi che sei felice che io abbia seguito i tuoi ordini, che io sia nuda sotto la gonna.

Chissà dove sei. Non sai quanto vorrei baciarti adesso. Ti immagino a seguire passo passo i miei movimenti, eccitata da morire come me. 

Allora torno a seguire la caccia al tesoro. Prima arrivo alla fine, prima arriverò a te. 

Apro il bagagliaio e mi trovo davanti una scatola piccola e bianca. 

Dentro, un paio di mutandine. 

Le guardo meglio e improvvisamente iniziano a vibrare. Mi scappa un gridolino di sorpresa. Ora penso di aver capito quale sia la tua idea e mi eccita parecchio sapere di essere totalmente alla tua mercé. 

Hanno smesso di vibrare. Le indosso. 

Mi arriva subito un altro messaggio in cui mi dici di prendere l’ascensore e di salire al piano superiore. 

La faccenda si fa sempre più interessante. 

Aspetto l’ascensore. Non so quando deciderai di attivare la vibrazione e non so come potrei reagire, né se la gente intorno se ne accorgerebbe… e tutti questi dubbi rendono la situazione ancora più stimolante. Stringo le cosce per calmare la mia fica che ha iniziato a pulsare senza sosta. 

Accendi la vibrazione… per un secondo. Sussulto di piacere e mi lascio scappare un gemito.

Mi controllo alle spalle, per controllare che nessuno mi abbia visto e ti vedo. 

Stringi in una mano il telecomando. Non mi aspettavo di incontrarti così presto. 

Mi dici che non potevi starmi lontana. Poi scoppi a ridere. 

Sei così bella. Con quei capelli lunghi e neri, gli occhi nocciola, il vestito di maglia che ti accarezza i fianchi. Te lo strapperei di dosso. 

Tu ti avvicini. Mi intimi di non voltarmi e sento i tuoi passi avvicinarsi a me, il tuo respiro sul collo. Le tue labbra mi sfiorano la pelle. Le mutandine vibrano di nuovo. Stavolta mi lasci ansimare più a lungo; il tuo corpo premuto contro la mia schiena. 

Poi l’ascensore arriva al piano e saliamo, per fortuna, solo io e te.  

All’ultimo secondo, però, un ragazzo riesce a far scivolare una mano tra le porte e, con un leggero cenno di saluto, si posiziona tra di noi. 

Intercetto il tuo sguardo. 

Stai facendo di tutto per non ridere. Non poteva andarti meglio, non è vero? 

Ti odio e ti adoro allo stesso tempo. 

L’ascensore è lentissimo. C’è una leggera musica di sottofondo a coprire il rumore, quando decidi di far partire ancora  – a tradimento – la vibrazione. 

Devo appoggiarmi alla parete, strizzo gli occhi.

Il ragazzo si volta a guardarmi, ma non dice nulla. 

Mi mordo il labbro. Hai cambiato la frequenza della vibrazione. Sento il clitoride sempre più gonfio e bagnato. Mi schiarisco la gola, per nascondere i sospiri di piacere. 

Il tuo sguardo è fisso su di me; il mio schizza da te al display dell’ascensore. 

Sto per esplodere. 

Il piacere è quasi insopportabile.  

Se dovessi venire, non credo riuscirei a contenere i gemiti. 

È tutto così eccitante. Tu sei eccitante. 

Alle spalle del ragazzo, ti afferro la mano e la stringo forte. 

Cerco di farti capire che sono al limite. 

Tu spegni la vibrazione e io tiro un sospiro di sollievo. 

Allungo le dita verso l’inguine, mi accarezzo da sopra la gonna, sono completamente bagnata… 

Con un trillo, l’ascensore si ferma al piano zero. Il ragazzo finalmente scende. 

Saluta cordialmente e noi rispondiamo al saluto. Io respiro a fatica. 

Lasci appena il tempo alle porte di chiudersi e mi spingi contro la parete. Mi baci il collo, mi mordi. 

Fai partire di nuovo la tortura. Più veloce, sempre più veloce. Io inizio ad ansimare, poi a gemere. Mi tappi la bocca con una mano. Io ti mordo piano le dita. 

Ci guardiamo. Il tuo viso a due centimetri dal mio… ansimiamo entrambe. 

“Vediamo se riesci a farmi venire prima di arrivare al piano…”

Mi guardi fissa, con un sorriso e capisco che hai accettato la sfida. Cambi ancora frequenza. 

Sempre più veloce, sempre più intensa. 

Sto davvero per scoppiare. Le mutandine sono diventate un lago. 

Torni a tapparmi la bocca. 

Io inizio a tremare. Mi infili una mano tra le gambe e spingi il vibratore contro il mio clitoride, per farmelo sentire ancora di più. 

In uno spasmo feroce, ti serro la mano tra le cosce, affondo il viso nell’incavo del tuo collo e soffoco un gemito. 

Dio, è stato così intenso. 

Tu mi sorridi e mi baci. 

Poi, un attimo prima che si aprano le porte, fai in tempo a sussurrarmi di risparmiare le forze, perché la caccia al tesoro è appena iniziata. 

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