Giulia ha appena lasciato la sua vita a Roma per trasferirsi a Milano. Le strade sono diverse, l’aria sembra più fredda, anche la luce ha una tonalità nuova. Milano le offre la possibilità di ricominciare, ma con ogni passo avanti sente il peso di tutto ciò che ha lasciato indietro: gli amici, le abitudini, quella routine che, seppur stantia, le dava sicurezza. La palestra è il suo rifugio, l’unico luogo dove riesce a mettere in pausa la mente. Oggi è il suo primo giorno in una nuova palestra.
La scelta è ricaduta su un centro vicino a casa, abbastanza intimo. Non ama i posti affollati, le mettono ansia. Si è iscritta a una lezione di pilates. Ha voglia di scrollarsi di dosso il carico del trasloco, del nuovo lavoro, di tutto quel cambiamento che le pesa sulle spalle. Il corpo è stanco, la mente sovraccarica, ma c’è un certo sollievo nel pensare di poter dedicare del tempo solo a sé stessa.
Entra nello spogliatoio e nota subito una donna dai capelli rossi e gli occhi verdi che la osserva con un sorriso aperto. “Sei nuova?” chiede la donna, rompendo subito il ghiaccio. Si chiama Valeria, è l’istruttrice di pilates. Ha un modo di fare che mette a proprio agio, una leggerezza che Giulia trova rassicurante. Quel sorriso sembra avere il potere di dissolvere, almeno per un momento, tutte le preoccupazioni che si porta dietro.
Durante la lezione, però, Giulia fatica a concentrarsi. Il suo corpo si muove meccanicamente, ma la mente vaga altrove: il nuovo lavoro, il senso di solitudine che la coglie nei momenti più impensati, gli amici rimasti a Roma. Ogni tanto, però, lo sguardo di Valeria la riporta al presente. C’è qualcosa in lei che cattura la sua attenzione, una sicurezza tranquilla che sembra dirle: “Andrà tutto bene”. Non è abituata a sentirsi così vista.
Dopo la lezione, si avvia verso gli spogliatoi. Mentre si cambia, sente la voce di Valeria alle sue spalle. “Ti va di fare una sauna insieme?”, chiede con naturalezza. Giulia esita solo un attimo, poi accetta. C’è qualcosa in quella proposta che la incuriosisce, un invito a lasciarsi andare, anche solo per un po’. Prende il suo asciugamano e la segue.
Entrano nella sauna. Giulia avverte una leggera tensione, ma non è del tutto sgradevole. Non è solo il calore della sauna a farla sentire strana, è la consapevolezza di trovarsi in un contesto così intimo con una donna che la attrae. Valeria sembra perfettamente a suo agio, e la sua tranquillità è quasi contagiosa. Si siedono una accanto all’altra, e iniziano a chiacchierare.
Scoprono di avere molte cose in comune: la passione per lo sport, l’amore per la musica, il desiderio di viaggiare. Il flusso della conversazione è spontaneo, e questo le sorprende entrambe.
Valeria nota il tatuaggio sulla schiena di Giulia, un fiore di loto stilizzato. “Bello,” dice. “Cosa rappresenta?” Giulia abbassa lo sguardo prima di rispondere. “È un simbolo di rinascita. Me lo sono fatta quando ho deciso di cambiare vita.”
Le parole escono quasi come un sussurro, ma Valeria capisce. “Hai coraggio,” le dice, sfiorandole la schiena con delicatezza. Il tocco è leggero, ma Giulia avverte un brivido. Non si tira indietro, c’è qualcosa di liberatorio nell’abbandonarsi a quel momento.
La tensione nell’aria si fa più intensa. Giulia percepisce il desiderio che cresce dentro di lei, ma non è solo fisico. È un desiderio di essere compresa, di connettersi. Si volta verso Valeria e la guarda negli occhi. Non ci sono più parole. Avvicina il viso e la bacia. Valeria risponde al bacio con passione, e inizia a toccare il corpo di Giulia. La sauna è calda, ma il calore che provano loro due è ancora più intenso.
Le mani di Valeria esplorano il corpo di Giulia, accarezzandole i seni, le cosce, i fianchi. Gli asciugamani cadono ed entrambe rimangono nude, completamente in silenzio. Giulia ammira il corpo di Valeria. Ha un corpo forte, con curve sinuose e sensuali. I suoi seni sono bellissimi. Giulia non riesce a resistere, e inizia a succhiarle i capezzoli, facendola gemere di piacere.
Valeria le prende le mani e se le porta in mezzo alle gambe, invitandola a toccarla. Lei obbedisce, e inizia a masturbare Valeria con delicatezza. La sente bagnata, calda, pronta per essere penetrata. Valeria si stende sulla panca di legno, e Giulia si mette sopra di lei. Si guardano negli occhi, e Giulia sente il cuore batterle forte nel petto.
Inizia a penetrare Valeria con un dito, poi due, poi tre. Valeria geme di piacere, e Giulia sente la sua vagina contrarsi intorno alle sue dita. Giulia inizia a muoversi più velocemente, e Valeria la segue con i movimenti del bacino. Il ritmo diventa sempre più frenetico, e Giulia sente l’eccitazione salire sempre di più. Quando con l’altra mano inizia a muoversi con forza sul clitoride di Valeria, la sente venire e contrarsi intorno alle sue dita.
Il volto di Valeria che raggiunge l’orgasmo è meraviglioso da guardare, Giulia non riesce a staccare i suoi occhi. L’eccitazione è alle stelle e inizia a toccarsi da sola.
Improvvisamente, Valeria la ferma. “Tocca a me!”, le dice con voce roca. Lei annuisce, e Valeria si mette sopra di lei. Giulia la guarda con occhi imploranti.
Valeria inizia a scendere lungo il corpo di Giulia, baciandole l’ombelico, i fianchi, le cosce. Quando arriva alla sua figa, Giulia sente un brivido di piacere. Valeria inizia a leccarla con delicatezza, facendola gemere di puro godimento. Giulia si sente trasportata dal piacere, e si lascia andare completamente.
Valeria sa esattamente cosa fare per farla godere. La lecca nel punto giusto, la penetra con la giusta intensità, la succhia con passione. Quando raggiunge l’orgasmo, Giulia grida di piacere. Valeria continua a leccarla, facendole provare un’onda di piacere dopo l’altra. Non riesce a credere a quanto sia intenso il piacere che sta provando.
Dopo averle fatto raggiungere l’ennesimo orgasmo, Valeria si stende accanto a lei, e le accarezza i capelli. “Sei stata fantastica”, le sussurra all’orecchio. Giulia sorride, esausta.
Si sente confusa, ma anche eccitata. E’ stata un’esperienza decisamente fuori dal normale.
“Grazie”, dice con un filo di voce. Valeria sorride, e le risponde: “Il piacere è tutto mio. Diciamo che è il mio benvenuto in città…”.