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La mia prima volta da sottomessa

La villa si erge maestosa davanti ai miei occhi, circondata da un giardino curato con precisione certosina. L’edera rampicante ne ricopre le pareti, donandole un aspetto antico e misterioso. Sono qui per incontrare Valerio, il mio nuovo dom. Un uomo affascinante, enigmatico, che ha risvegliato in me desideri inesplorati. Mi ha detto che questa sera mi avrebbe introdotto a un mondo nuovo, fatto di piacere e sottomissione.

Entro nella villa e l’aria è carica di un’eccitazione palpabile. Valerio mi attende nel salone principale, vestito con un elegante abito scuro. I suoi occhi, profondi come l’oceano, mi scrutano con intensità. “Sei pronta?” mi chiede, sorridendo. Annuisco, anche se un brivido di paura mi percorre la schiena.

Valerio mi prende per mano e mi conduce in una stanza nascosta, accessibile solo attraverso una porta segreta. L’ambiente è illuminato da candele profumate, che diffondono una luce soffusa e calda. Al centro della stanza, un letto a baldacchino, circondato da una serie di attrezzi che non riesco a identificare.

Lui mi avvicina al letto e mi ordina di spogliarmi. Obbedisco, sentendo il mio cuore battere all’impazzata. Mi sento vulnerabile, esposta ai suoi occhi famelici. Ma c’è anche un’eccitazione crescente, un desiderio irrefrenabile di essere sua, di appartenere a lui.

Quando sono completamente nuda, Valerio mi lega le mani con una corda di seta rossa. La sua voce è calma, rassicurante, mentre mi spiega ogni passaggio. “Questo è un rituale di iniziazione,” mi dice. “Ti farò provare il piacere della sottomissione.”

Mi benda gli occhi e mi ordina di aprire la bocca. Sento la sua mano sul mio mento, che mi guida. Poi, un sapore metallico: mi sta facendo succhiare un anello d’argento, freddo e duro. “Lo terrai in bocca per tutta la durata del rituale,” mi dice. “Sarà il tuo simbolo di sottomissione.”

Lentamente, mi fa sdraiare sul letto e inizia ad accarezzarmi il corpo. Le sue dita sono esperte, sanno dove toccarmi per provocarmi. Mi accarezza il seno, pizzicando delicatamente i capezzoli. Poi, scende lungo il ventre, fino a raggiungere la mia figa, che è già bagnata.

Mi penetra con un dito, poi due. I suoi movimenti sono ritmici, ipnotici. Sento il mio corpo rispondere ai suoi tocchi, il mio desiderio crescere fino a diventare incontrollabile. “Vuoi il mio cazzo, vero?” mi sussurra all’orecchio. Annuisco, incapace di parlare.

Si spoglia lentamente, rivelando un corpo scolpito e potente. Il suo cazzo è duro, pronto per me. Mi penetra con forza, facendomi gridare di piacere. I suoi colpi sono profondi, possenti. Mi sento sua, completamente sua.

Continua a scoparmi, il suo ritmo diventa sempre più incalzante. Ogni colpo mi fa gemere, mi fa sentire viva. La sua mano si sposta sul mio clitoride, massaggiandolo con movimenti circolari, mentre continua a penetrarmi con forza. Sento il mio orgasmo avvicinarsi.

“Vieni per me,” mi ordina. “Voglio sentirti godere.” Obbedisco, il mio corpo si contrae intorno al suo cazzo duro. Il mio orgasmo è potente, mi lascia senza fiato.

Ma lui non si ferma. Continua a scoparmi, portandomi verso un altro orgasmo. Questa volta, il piacere è ancora più intenso. Grido, mi aggrappo alle lenzuola. Sento il mio corpo dissolversi in un’esplosione di piacere.

Finalmente si ferma e mi guarda con un sorriso di soddisfazione. “Sei stata brava,” mi dice. “Hai superato la prima parte del rituale.”

Mi libera dalle corde e mi aiuta a sedermi sul letto. Mi sento stanca, ma anche eccitata. Voglio sapere cosa mi aspetta nella prossima parte del rituale.

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Mi porta in un’altra stanza, piena di specchi. Mi fa sedere su una sedia, davanti a uno specchio. “Guardati,” mi ordina. “Vedi come sei bella, quando sei sottomessa?”

Mi guardo allo specchio e vedo una donna diversa. I miei occhi sono brillanti, le mie guance arrossate. Sembro più viva, più vera. “Sì,” rispondo. “Sono bella.”

Valerio mi sorride, poi mi ordina di toccarmi. “Voglio guardarti mentre ti masturbi,” mi dice. “Voglio vederti godere davanti a me.”

Inizio a toccarmi, seguendo i suoi ordini. Le mie dita scivolano sulla mia figa bagnata, trovando il mio clitoride sensibile. Mi masturbo davanti a lui, sentendo il mio desiderio crescere.

Lui si avvicina a me, il suo cazzo duro in mano. “Apri la bocca,” mi ordina. Obbedisco, pronta a prenderlo in bocca. Ma lui mi sorprende, versando del miele sul suo cazzo. “Lo leccherai via,” mi dice.

Inizio a leccare il suo cazzo, assaporando il dolce sapore del miele. Lo prendo in bocca, succhiandolo con avidità. Sento il suo piacere crescere, il suo respiro farsi più affannoso.

Mi afferra i capelli, guidando i miei movimenti. “Succhia il mio cazzo,” mi ordina. “Voglio venirti in bocca.”

Io continuo a succhiare con più forza. Sento il suo cazzo pulsare nella mia bocca, poi il sapore salato del suo sperma. Ingoio tutto, sentendo un’ondata di eccitazione.

Dopo avermi fatto pulire, mi conduce in un’altra stanza. Questa volta, al centro c’è un grande cavalletto di legno. “Questa è la parte finale del rituale,” mi dice. “Ti farò provare il piacere del dolore.”

Mi fa sdraiare sul cavalletto, legandomi le mani e i piedi. Mi sento vulnerabile, esposta. Ma c’è anche un desiderio di scoprire cosa mi aspetta.

Senza dire una parola, inizia a colpirmi con una frusta leggera. Ogni colpo mi fa gemere, ma non fa male. È più una carezza, un tocco eccitante. Sento il mio corpo rispondere ai suoi colpi.

Poi cambia frusta. Questa volta, il dolore è più intenso. Mi fa male, ma è un dolore che mi eccita. Il mio desiderio crescere.

Continua a colpirmi, alternando le due fruste. Ogni colpo mi fa gemere, mi fa sentire viva. A un certo punto si ferma e si avvicina con il cazzo duro in mano. “Voglio scoparti,” mi dice. “Voglio sentirti gridare di piacere.”

Mi penetra con forza, facendomi gridare. I suoi colpi sono profondi, possenti. Continua a scoparmi, portandomi verso un altro orgasmo. Questa volta, il piacere è ancora più intenso. Grido il suo nome, mi aggrappo alle corde. Sento il mio corpo dissolversi in un’esplosione di piacere. Poi mi guarda con un sorriso di soddisfazione. “Sei stata brava,” mi dice. “Hai superato il rituale di iniziazione.”

Finalmente mi libera dalle corde e mi abbraccia. Sento il suo corpo caldo contro il mio, il suo respiro sul mio collo. “Sei mia,” mi sussurra. “Sei la mia sottomessa.”

Mi sento felice, appagata. Ho scoperto un nuovo mondo di piacere, fatto di sottomissione e dolore. Un mondo in cui posso essere me stessa, senza paura di essere giudicata.

Valerio mi porta in bagno, dove mi fa una doccia calda. Mi lava con cura, accarezzando il mio corpo con le mani. Sento il desiderio di prendersi cura di me.

Dopo la doccia, mi asciuga e mi fa rivestire. “Sei stata brava,” mi dice. “Hai superato il rituale di iniziazione. Sei pronta a esplorare questo nuovo mondo con me?”

Annuisco, sentendo un’ondata di eccitazione. Sono pronta a esplorare questo nuovo mondo, fatto di piacere e sottomissione. Sono pronta a essere sua, in ogni modo possibile.

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