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Confessione di un tradimento

E’ un normalissimo giovedì sera, ma è sera tardi. E’ mezzanotte passata. Sono seduta sul divano in soggiorno, aspetto che Edoardo, mio marito, torni a casa. E’ stato all’estero per l’ultima settimana e il suo volo è atterrato da poco più di un’ora. Tra poco dovrebbe arrivare. So che forse dovrei sentirmi in colpa, ma in realtà mi sento eccitata. Ho bisogno di confessargli quello che ho fatto, di vedere la sua reazione. So che non si arrabbierà…. spero.

Indosso solo un babydoll di pizzo nero, le mie curve sono appena velate, pronte per essere ammirate e toccate. Il tessuto sfrega contro i miei capezzoli eretti, facendomi gemere leggermente. Mi sento una puttana, ma è questo che mi piace.

L’attesa mi sta facendo impazzire. Ogni secondo che passa, il desiderio cresce dentro di me. Ho voglia di sentire le sue mani sul mio corpo, la sua bocca sulla mia pelle. Ma so che devo aspettare. Devo aspettare che lui torni a casa, che si sieda accanto a me, che mi ascolti mentre gli racconto quello che ho fatto.

Finalmente sento il rumore della chiave nella toppa. Il mio cuore inizia a battere all’impazzata. Mi alzo dal letto, mi avvicino alla porta. Lo vedo entrare e poi chiudere la porta alle sue spalle. I suoi occhi si posano sul mio corpo seminudo, so cosa sta pensando…. vuole scoparmi.

“Ciao amore”, gli dico, con un sorriso malizioso sulle labbra. Mi sorride, avvicinandosi a me. Mi prende in braccio e mi bacia appassionatamente, posso sentire la sua eccitazione, la sua voglia di me. Ma io mi tiro indietro. “Aspetta”, gli dico. “Devo dirti qualcosa”.

Lo vedo guardarmi, confuso. “Cosa c’è?”, mi chiede. Io respiro profondamente, cercando di trovare il coraggio di dirglielo. “Ti ho tradito”, gli dico, con un sorriso malizioso sulle labbra. Lo vedo sorridere, eccitato.

“Raccontami”, mi dice.

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“Stavo tornando a casa dal lavoro stasera”, inizio a raccontare, “Quando ho incontrato Luca. Ti ricordi di lui? Te ne ho già parlato… è quel mio ex collega che ha cambiato da poco lavoro”.

Mio marito mi guarda, palesemente eccitato. “E poi?”, mi chiede. Io sorrido, continuando il mio racconto. “Lui mi ha invitato a bere qualcosa e io ho accettato. Ci siamo seduti in un bar, abbiamo bevuto qualche drink. E poi, senza neanche rendercene conto, ci siamo ritrovati in un hotel”.

“E poi?”, mi chiede ancora.

Io sorrido e continuo, “Lui mi ha baciata. Mi ha spinta contro il muro prendendomi da dietro. Mi ha leccata, mi ha morso. Mi ha fatto godere come non mai”.

Il gioco continua, Edoardo è sempre più eccitato mentre mi chiede ancora… “E poi?”. “Sono tornata a casa. Mi sono fatta una doccia, mi sono lavata via il suo odore e il suo sudore. Mi sono messa questo babydoll, ho aspettato che tu tornassi a casa”.

“E adesso?”, mi chiede. “Adesso voglio che tu mi scopi. Voglio che tu mi prenda, mi sbatta sul letto, mi faccia godere come solo tu sai fare”, gli rispondo.

Edoardo inizia a baciarmi appassionatamente. Posso sentire la sua eccitazione, la sua voglia di me. Mi prende in braccio e mi porta in camera da letto, mi spinge sul letto e mi sfila il babydoll.

“Sei mia”, sussurra. Mi sento nuda e non solo nel corpo, ma anche nell’anima. Lui mi conosce, sa cosa voglio, cosa desidero.

Mi guarda, con gli occhi pieni di desiderio mentre inizia a leccarmi le labbra, mi morde il collo. Mi stringe i seni, mi succhia i capezzoli. Le sue mani si fermano sulla mia figa, calde, possessive. Mi guarda con un’aria di sfida. “Sei bagnata”, sussurra, un sorriso malizioso che gli si dipinge sulle labbra. “Sei una troia, e mi piace”.

Poi spinge le mie gambe per aprirle e si sdraia per leccarmi la figa, mi succhia il clitoride. Io inizio a gemere.

“Sei una troia, lo sai?” mi dice ancora. Amo sentirglielo dire, mi eccita ad morire.

Mentre mi lecca le sue dita mi penetrano lentamente e profondamente. “Sei mia”, ripete con un sussurro “nessun altro può averti e per questo devo punirti…”.

Mi gira di scatto, si lecca le dita e senza troppa delicatezza me le infila dietro, nel culo fino in fondo. Prima un dito, poi due, poi tre, veloce e violento. Io impazzisco per il dolore e per il piacere, mi manca il fiato… sto per venire.

E poi smette per un secondo… non faccio in tempo a riprendere il fiato che sento il suo cazzo entrare dentro di me. Mi penetra, mi scopa. Mi fa sentire ogni centimetro del suo enorme cazzo duro dentro di me. Mi fa sentire sua, solo sua. E io amo ogni singolo momento.

Con una mano inizia a masturbarmi e giocare con il mio clitoride e io, nel giro di un istante, muoio in un orgasmo dirompente. Vengo come non mai… urlando di piacere. Sono completamente fradicia e sento che anche lui viene, innondandomi di sborra, che sento scendere lungo le mie gambe.

Ho il cuore che batte ancora a mille… Lui si sposta e mi bacia appassionatamente, mi stringe forte a sé. “Ti amo”, mi sussurra all’orecchio. Io sorrido, felice. “Ti amo anch’io”, gli rispondo. Ci addormentiamo, abbracciati. Il mio corpo è stanco, ma la mia mente è felice.

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