Lunedì mattina, primo giorno di saldi. Sono elettrizzata mentre mi dirigo verso il mio negozio di vestiti preferito. La settimana scorsa ho adocchiato un abito blu di seta davvero carino, ma troppo costoso. Spero che sia tra i prodotti in sconto, così da poterlo acquistare. Arrivo pochi minuti dopo l’apertura, non voglio rischiare che la mia taglia finisca. Il negozio è tranquillo, con solo qualche cliente qua e là. Mi dirigo subito verso la sezione degli abiti eleganti e lì, appeso, c’è lui: l’abito blu notte che mi ha fatto innamorare. E sul cartellino vedo un magnifico bollino giallo con scritto 50%: è proprio la mia giornata fortunata.

Afferro subito la mia taglia e mi dirigo verso i camerini, pronta a vedere come mi sta addosso. Il commesso, un ragazzo alto con la pelle abbronzata e un profumo di sandalo molto sexy, mi segue con lo sguardo. Dopo un paio di minuti lo chiamo e gli chiedo di portarmi una taglia più grande. Mentre aspetto, mi guardo allo specchio, osservando il mio corpo seminudo. È uno di quei momenti in cui mi sento bella e affascinante, i risultati del mio corso di spinning in piscina finalmente si fanno vedere e mi sento davvero bene con me stessa.

Quando il commesso torna con la taglia giusta, gli chiedo di aiutarmi ad allacciare il vestito. Mi guarda con un’espressione di sorpresa, ma accetta. Entra nel camerino e mentre mi stringe i lacci sul retro del vestito, posso sentire la tensione sessuale salire. Il suo respiro sul mio collo, le sue mani che mi sfiorano la pelle… è tutto così eccitante. Il ragazzo, che si chiama Vittorio, mi dice che il vestito mi sta benissimo. Mi guardo allo specchio e annuisco, ma so che non è solo il vestito a farmi sembrare così attraente. È l’eccitazione di trovarmi in uno spazio tanto stretto e intimo con un bellissimo sconosciuto che mi guarda con gli occhi pieni di ammirazione e…desiderio.

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Mi volto verso di lui e gli dico: “Credo che così sia un po’ troppo stretto dietro al collo…”. Lui annuisce, ma invece di slacciare solamente il cordino, le sue mani iniziano ad accarezzarmi il corpo. Non dico nulla e lo lascio fare, non potrei immaginarmi un’assistenza al cliente migliore di questa. Vittorio mi slaccia il vestito e lo fa scivolare a terra. Mi ritrovo con solo gli slip davanti allo specchio con lui alle mie spalle. Guardo il suo riflesso, imbarazzata ed eccitata al tempo stesso, e nei suoi occhi leggo le stesse emozioni.

Mi sento come se stessi per esplodere, il desiderio mi sta consumando. Il ragazzo mi guarda con gli occhi pieni di voglia, le sue mani calde mi accarezzano la pelle, come a voler disegnare ogni curva del mio corpo con delicatezza e precisione. I suoi movimenti leggeri mi fanno rabbrividire. “Sei così sexy”, mi sussurra all’orecchio, afferrandomi il seno nudo. Sento i capezzoli indurirsi sotto al suo tocco. Vittorio sorride, sapendo di avere il controllo sulla situazione. Guardo il mio corpo seminudo riflesso nello specchio e poi guardo il suo viso, non mi sono mai sentita così eccitata.

Lui inizia a baciarmi il collo da dietro. Il contatto con le sue labbra morbide mi fa venire quasi le vertigini per l’emozione. Gemo piano, per paura che qualcuno ci senta, ma lui ha chiuso la porta alle nostre spalle. Le sue mani scendono lungo il mio corpo, accarezzandomi la pancia, i fianchi, poi le cosce. Mi lascio andare, totalmente assuefatta dal suo tocco gentile. Poi mi afferra i fianchi e mi fa girare verso di lui e mi bacia con passione. Sono in suo potere e la cosa mi piace da impazzire, così rispondo al suo bacio con la stessa foga. La sua bocca scende lungo il mio collo, sulle clavicole, fino al seno. Inizia a succhiarmi i capezzoli, si ferma e ci soffia sopra delicatamente, provocandomi un brivido di piacere.

Mi aggrappo a lui, sentendo il mio corpo tremare di desiderio. Vittorio mi spinge contro la porta del camerino e si inginocchia davanti a me. Inizia a baciarmi la pancia, scendendo sempre più giù. Quando arriva al bordo dei miei slip si ferma. Alza lo sguardo e mi chiede con gli occhi se può continuare. Non ho bisogno di parlare, gli accarezzo i capelli con la mano, spingendogli delicatamente la testa verso la mia figa. Il mio respiro si fa affannoso e il mio corpo lo desidera.

Mi scosta gli slip e la sua lingua si muove delicata tra le mie gambe. Mi lecca e si fa strada verso il clitoride. Con una mano tiene il bordo delle mutandine, mentre con l’altra allarga con gentilezza le grandi labbra. Inizia a succhiarmi il clitoride. Non ho mai provato nulla di simile, sono qui, in un camerino con uno sconosciuto. Eppure mi sembra la cosa più normale del mondo. Il mio corpo reagisce al suo tocco, voglio godere e non mi importa di nient’altro.

La situazione è davvero eccitante e Vittorio ci sa davvero fare con la lingua, non ci metto molto a venire. Il mio corpo trema e devo coprirmi la bocca con la mano per evitare di urlare e farci scoprire. Sto ancora riprendendo fiato, quando lui si alza sorridendo soddisfatto del suo lavoro e mi dice che non abbiamo ancora finito. Senza aggiungere altro si slaccia i pantaloni e li abbassa, il suo cazzo è duro e pronto per me dentro i boxer a quadri.

Mi afferra per i fianchi e mi fa voltare verso lo specchio, piegandomi e facendomi appoggiare con le mani sul piccolo divanetto dei camerini. Voglio solo sentire il suo corpo contro il mio, il suo cazzo dentro di me. Mi abbassa gli slip e riprende a baciarmi la schiena. Sono così bagnata che quando mi penetra il suo cazzo entra con facilità dentro di me. Inizia a muoversi con movimenti lenti e profondi, mentre io gemo di piacere, sentendomi riempire totalmente.

L’idea di trovarmi qui, in questo camerino, a fare sesso con un perfetto estraneo mi eccita da morire. Lui continua a muoversi dentro di me, afferrandomi i fianchi e tirandomi a sé per penetrarmi più a fondo. Ancora e ancora. Le mani si aggrappano al morbido divanetto di velluto davanti a me, i suoi colpi sono forti e mi fanno godere come mai prima. Quando mi prende a schiaffi il sedere mentre mi sussurra che sono proprio sexy, non capisco più niente e vengo di nuovo. Lui continua a penetrarmi finchè anche lui non raggiunge l’orgasmo.

Con calma ci rivestiamo, nessuno dei due dice una parola. A quanto pare abbiamo finito il coraggio facendo sesso. Lui si sporge dal camerino per controllare che non ci sia nessuno, poi mi fa segno di uscire. Recupero il vestito blu da terra e mi dirigo verso la cassa. A quanto pare non solo tornerò a casa con l’abito perfetto, ma anche con due orgasmi da urlo.

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