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A cena da amici

Scritto da Nina

andrea

Letto da Andrea

Settimo piano. 

Ultimo appartamento in fondo al corridoio; sempre lo stesso, da quando andavano insieme all’università. 

Mi fermo di fronte alla porta, con due bottiglie di vino bianco sotto il braccio. Da dietro la porta arriva un vociare indistinto. 

Sono pronto

Sarà il solito sabato sera tra amici, a rivangare vecchie memorie, a ridere come idioti, a ubriacarci guardando la partita.  

Niente di speciale, in fin dei conti, solo un modo come un altro per passare il fine settimana. 

O almeno così pensavo…

Quando mi apri la porta, resto a bocca aperta. Ci metto un attimo a capire che sono quasi due anni che non ci vediamo. Alle nostre rimpatriate di solito non vieni, sei sempre troppo stanca o troppo impegnata. Ma stasera, chissà… deve essere la mia sera fortunata. 

Rimango a fissarti dritta negli occhi. Ricambio il sorriso. I capelli scuri ti accarezzano il viso e scendono giù, fino a toccare le clavicole. La maglia che indossi ti lascia scoperte le spalle, lascia intravedere la linea dei seni e, in una frazione di secondo, mi ricordo di tutte le volte che ho posato le labbra sulla tua pelle calda, coperta di lentiggini. 

Mi piace come arrossisci, mentre intercetto il tuo sguardo. 

Sono sicuro che stai ripensando alla stessa cosa… e forse questa serata finirà per rivelarsi più interessante del previsto.

Ti sporgi verso di me e mi baci sulla guancia. Il tuo profumo mi arriva dritto al cervello. 

Ti faccio scivolare il braccio libero intorno alla vita e ti tiro a me, delicatamente. Non fai resistenza. Nemmeno quando la mia mano scende un po’ troppo in basso…. 

Poi mi sfili di mano le bottiglie e mi precedi in casa. Mi chiudo la porta alle spalle e seguo il movimento delle tue gambe. Indossi un paio di calze scure che ti arrivano fino a sopra il ginocchio, ad ogni passo il vestitino a fiori ti danza intorno, ti lascia scoperte le cosce. 

Le ricordo nude quelle cosce, leggermente divaricate, la mia mano che ci scorre sopra, fino ad arrivare all’inguine. Questo è l’ultimo ricordo che ho di te. 

Riesco ancora a sentire il rumore del tuo respiro nelle mie orecchie… 

La televisione è accesa, la tavola apparecchiata. Saluto tutti, come faccio sempre, ma la mia attenzione è su di te. Sparisci in cucina e, mentre ti pieghi a mettere in frigo il vino, mi ritrovo a sbirciare sotto il tuo vestito. Cerco di indovinare che mutandine porti. Quelle di cotone stampate mi facevano impazzire…

Ti volti e mi trovi ancora fisso a guardarti. Mi fai la linguaccia e scoppi a ridere. 

Rido anche io e mi siedo al solito posto. Ti seguo con gli occhi, mentre – tra tutte le sedie – scegli proprio quella di fronte alla mia.

Ti riempi di vino il bicchiere e mi chiedi se ne voglio un po’. 

Certo che ne voglio… così mentre ti chini a versarmelo posso sbirciare i tuoi seni nella scollatura del vestito. Ti abbassi di più verso di me. Devi aver percepito il mio sguardo.

Vorrei affondare il viso tra i tuoi seni e assaporare i tuoi capezzoli, ma non faccio in tempo ad aprire bocca per dirtelo, che la sala si riempie, gli altri amici prendono posto attorno al tavolo e all’improvviso non siamo più soli. 

Eppure io vedo soltanto te, i tuoi occhi fissi nei miei, al di sopra del bicchiere. Una goccia di vino cola lungo il vetro e tu la raccogli con la punta della lingua. Socchiudo gli occhi per un momento e la immagino sul mio cazzo. 

Mi diventa duro in un secondo. 

Allunghi un piede ad accarezzarmi la caviglia. Fingo di non accorgermene, continuo a chiacchierare, ma un brivido mi schizza dall’inguine alla punta dei capelli. 

Il tuo piede nudo continua a salire. Polpaccio, ginocchio, interno coscia. 

Nessun altro si accorge di nulla. Lo sappiamo solo io e te… e questo piccolo segreto mi sta facendo impazzire. 

Torno ad incrociare il tuo sguardo. Negli occhi ti brilla la luce dell’eccitazione. Copro la bocca con la mano e ti sussurro, a fior di labbra:

“Ti voglio.”

Ti vedo rabbrividire. Non rispondi. 

Ti limiti ad affondare il dito nella ciotola di hummus al centro del tavolo e a portartelo alle labbra. Lo infili lentamente in bocca e inizi a succhiarlo. Mi osservi. Sai bene cosa sto pensando. 

L’erezione preme contro il cavallo dei pantaloni. Mi fa quasi male. 

Scatto in piedi e mi avvio alla finestra a passi veloci. Non ho bisogno di guardarmi alle spalle, per sapere che mi stai seguendo. 

Ci ritroviamo di nuovo soli… in balcone, stavolta. Mi appoggio con le spalle alla ringhiera e rimaniamo a fissarci, per un istante. Poi tu inizi ad avvicinarti. Mi chiedi se da dentro possono vederci. 

No, non ci vede nessuno… e quasi mi dispiace per loro. 

Continui ad avvicinarti. Afferri l’orlo del vestito con le mani e lo sollevi. Mi mostri, pian piano, le tue cosce nude, l’intimo. Come pensavo: quelle mutandine di cotone colorate che mi piacciono tanto. 

Ti afferro per il braccio e ti spingo contro la ringhiera. Faccio aderire il mio corpo contro il tuo, mi chino sul tuo collo. Finalmente poggio le labbra sulla tua pelle. Faccio scivolare una mano sul tuo vestito, ti stringo il seno. Tu inizi ad ansimare…

“Piccola, Fammi sentire che ti piace…”

Ti volti, cerchi la mia bocca con la tua. 

Con l’altra mano ti sposto le mutandine…sento che sei bagnata…lentamente infilo le dita dentro di te…

Ancora mi ricordo il tuo odore…

Sono così eccitato. 

Voglio soltanto entrarti dentro, adesso. 

Tu spingi indietro col bacino, divarichi le gambe…. 

Mi slaccio i pantaloni e abbasso i boxer, quel tanto che basta per tirarlo fuori; poi ti piego in avanti e prima ancora che tu possa chiedermi di mettertelo dentro, ti sto già scopando. 

Ti copri la bocca con il palmo della mano, per soffocare i gemiti. 

Sei calda e morbida… 

Ti stringo i fianchi e affondo dentro di te, con forza, ancora e ancora. Il suono attutito dei nostri corpi risuona nel silenzio del cortile. Dentro casa continuano a ridere, a parlare ad alta voce, senza accorgersi di nulla. 

Mentre ti scopo, continuo a toccarti…il tuo clitoride diventa sempre più sensibile sotto le mie dita…Il tuo corpo, stretto contro il mio, inizia a tremare. Sento che ci stai arrivando al limite e ti scopo più forte. 

Ti aggrappi al mio braccio e mi sussurri di non fermarmi. 

No, non mi fermo…

Voglio sentire come vieni.

Ti sento stringere le cosce e soffocare un gemito tra le dita. E’ meraviglioso sentirti venire…Affondo ancora una volta dentro di te ed esplodo anche io in un orgasmo incredibile… 

Nascondo il volto nell’incavo del tuo collo e ti ascolto riprendere fiato. 

Quando ti volti sei ancora rossa in volto, hai i capelli arruffati. Sei veramente bella. 

Ti sistemi il vestito e mi alzi la zip dei pantaloni, giusto un attimo prima che un paio di amici ci raggiungano in balcone. Ci chiedono che diavolo stiamo facendo fuori al freddo. 

Tu mi guardi e scoppiamo a ridere. 

Sapevo che questa serata si sarebbe rivelata molto più interessante del solito…

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