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Alla finestra

Scritto da Nina

mia

Letto da Mia

Mi chiudo la porta di casa alle spalle, mi sfilo le scarpe e le lascio all’ingresso. C’è qualcosa di più bello della sensazione liberatoria di lasciare i piedi nudi a fine giornata?

‘Sì’ penso tra me e me, e mi dirigo verso la camera da letto. Mi tolgo i pantaloni, mi sfilo la camicia: lascio tutto distrattamente per terra. Poi mi slaccio il reggiseno e tolgo anche le mutandine: fuori fa caldo, e la sensazione del mio corpo nudo, finalmente libero, è rigenerante. È come se la pelle respirasse. Sì, questo è ancora meglio di sfilarsi le scarpe. 

Senza rivestirmi, vado in cucina. Mi servo un calice di vino rosso, avanzato dalla cena della sera prima. Mi dirigo verso il divano, mi siedo; faccio una lunga sorsata di vino, appoggio il bicchiere per terra e mi sdraio, lasciandomi andare a un lungo sospiro di piacere.

Mi concedo qualche momento di silenzio e di pace, poi accendo la tele e faccio un po’ di zapping. Ma non ascolto, non guardo; è un momento di sana pigrizia mentale e fisica, e ho solo voglia di non fare niente. Me lo merito: oggi è stata una giornata stressante. 

Beh, perché non distendermi… ancora di più? Lascio scivolare la mano lungo il mio corpo nudo, mi sfioro un capezzolo. Poi scendo ancora più giù, piano piano, e appoggio le dita sul mio clitoride. Comincio a massaggiarlo con dolcezza, e mi lascio andare alla sensazione di piacere che cresce. 

Ho un sussulto: mi accorgo che le tende della finestra non sono tirate, e nel palazzo di fronte c’è una ragazza che mi sta guardando. Reagisco istintivamente: scivolo giù dal divano per sparire dalla sua visuale. Rimango sul pavimento per un poco, poi alzo la testa per controllare: sì, è ancora lì. Ma chi è? Non l’ho mai vista prima. 

Prendo la coperta che c’è sul divano e me la butto addosso per coprirmi. Mi alzo, faccio un paio di passi, fingo indifferenza: ma con la coda dell’occhio vedo che lei è ancora lì, e mi sta fissando. Le do le spalle per qualche minuto, prendo il mio calice di vino, e mi avvicino alla finestra bevendone un sorso. 

Decido di alzare gli occhi: i nostri sguardi si incrociano. Ha una fascia rossa che le incornicia il viso, e lunghi capelli neri. Indossa una canottiera bianca. Non mi è concesso vedere altro: la finestra blocca il resto della visuale. 

Mi sorride; io ricambio. Rimaniamo per un poco a guardarci, poi lei mi soffia un bacio dal palmo della sua mano. Ridacchio, e abbasso lo sguardo, in un misto tra l’essere divertita e imbarazzata. La guardo di nuovo, e lei smette di sorridere: fa scivolare le mani lungo il suo corpo, e si prende il seno tra le dita. 

Io trattengo il fiato; poi, entrambe, scoppiamo a ridere. Non è una risata di scherno, è una risata complice, divertita; è tutto così surreale, e spontaneo. Con un cenno della mano, lei, mi indica: io stessa la imito, puntandomi il dito contro, come a voler chiedere: “Io?”. Lei annuisce. 

Capisco, allora: mi sta chiedendo di continuare il gioco. Provo un brivido di eccitazione quando, lentamente, faccio scivolare la coperta un poco più giù, e le mostro i seni nudi. È tutto molto eccitante: potrebbe vedermi qualcuno, oltre a lei. Ma non mi importa, ora. 

Lei inclina la testa di lato, e continua a fissarmi. Sorride, si mordicchia le labbra. Alza allora la mano, e passa la lingua tra la dita aperte. Io sospiro di desiderio: peccato che lei non possa sentirmi. 

Poi succede qualcosa; è tutto molto veloce: lei si gira, si guarda dietro le spalle. Sembra che stia parlando con qualcuno. Mi lancia un’ultima occhiata e poi sparisce, allontanandosi dalla finestra. Io rimango un poco ad aspettarla, ma lei non torna. Faccio spallucce, tiro la tenda e mi sdraio di nuovo sul divano, togliendomi la coperta di dosso. 

Ero rimasta a questo punto, no…? 

Faccio scivolare nuovamente la mano in mezzo alle gambe, questa volta con un po’ più di foga e di desiderio. Sono bagnata… Senza aspettare oltre mi infilo due dita dentro, e comincio a masturbarmi pensando alla ragazza con la fascia rossa. Al modo in cui mi guardava. Inarco la schiena, sospiro di piacere: mi lascio andare ad un orgasmo bellissimo. 


Chiudo gli occhi, mi addormento con un sorriso. 

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