Sto guidando la macchina dei miei, la bella berlina nera che loro adorano e che non mi prestano mai. Infatti ho approfittato che fossero via per lavoro per prenderla e farmi un giretto. Faccio una curva, un po’ troppo veloce, e sento uno scoppio. Merda, ho bucato una gomma. Sono nei guai. Non posso sicuramente dirlo ai miei e nemmeno chiamare il carroattrezzi, mi beccherebbero subito e poi chi li sente… devo trovare un modo per sistemarla prima che ritornino domani.
Per fortuna qui vicino c’è un gommista, guido lentamente fino a lì, sperando di non fare danni permanenti al cerchione. Nel piazzale c’è un uomo grande e muscoloso che sta lavorando su un’altra macchina. Si ferma e si avvicina appena mi vede parcheggiare: “Cosa ti porta qui, bellezza?” mi chiede, sorridendo. Il suo sguardo è penetrante, mi fa sentire a disagio, come se mi stesse spogliando con gli occhi. Però devo dire che è davvero figo: avrà sui 45 anni, indossa una maglietta bianca sporca di sudore e grasso, sotto cui si intravedono i muscoli del torso, scolpiti e gonfi per lo sforzo, e un paio di pantaloni larghi blu.
“Ho bucato una gomma,” rispondo, cercando di sembrare il più tranquilla possibile. Lui annuisce, guarda la macchina e mi indica di andare a sedermi: “Va bene, entra e aspetta. Ci vorrà un po’, devo finire un lavoro prima” Mi siedo nella sala d’attesa, cerco di distrarmi con il cellulare ma lo spettacolo che ho davanti è davvero imperdibile: il bonazzo che mi ha accolta sta lavorando proprio davanti alla vetrata. I suoi muscoli si contraggono mentre toglie la ruota bucata e la esamina, fa ancora caldo e il sudore gli fa aderire la maglietta ancora di più alla pelle, rivelando un six pack davvero ben fatto.
Cosa cazzo mi sta succedendo? Mi sento strana, non riesco a distogliere lo sguardo e… sì, la situazione mi sta eccitando e pure parecchio. “Martina, ti devi ripigliare, che non è il momento giusto… se non risolvi sta cosa in fretta finisci davvero nei guai” mentre penso questo, il bonazzo si avvicina e mi tende un foglio con il preventivo.
Non riesco a trattenere un’imprecazione: ho rovinato i dischi dei freni continuando a guidare con la gomma bucata… e ora non ho abbastanza soldi per riparare il danno. Glielo dico, cercando di sembrare il più calma possibile. Lui mi guarda serio, il suo viso è imperturbabile, non so cosa stia pensando. Poi dopo un attimo mi sorride e mi dice: “Potresti pagarmi in un altro modo…” Non so se ho capito davvero cosa intenda, è tutto così surreale, pensavo che queste cose accadessero solo nei porno e invece… “Cosa vuol dire?” gli chiedo. Prima di lasciar correre libera la mia fantasia, meglio essere sicura di aver capito, anche se sento la mia figa diventare più calda solo all’idea.
Lui mi viene vicino e mi sussurra all’orecchio: “Tu che credi, tesoro? Potresti usare quel bel corpo per saldare il conto” il suo respiro caldo sul mio collo mi fa venire i brividi. Mi sento confusa, non ho la più pallida idea di cosa fare: non posso chiamare i miei per chiedergli i soldi per la riparazione e, sicuramente, non posso tornare a casa con la macchina in queste condizioni. Non so davvero che fare, ma il mio corpo sembra saperlo.
Lo guardo negli occhi, cerco di sostenere il suo sguardo: mi vuole, mi desidera e questa cosa mi eccita da morire, mi fa sentire sexy e potente. Fanculo… non posso sempre stare a farmi mille paranoie. Mi alzo e lo bacio, così, senza dire nulla, come a siglare il patto tra noi. Non se lo aspettava. Un omone che arretra spaventato da una piccola ragazza come me? Questa cosa mi stuzzica ancora di più e ne approfitto. Le mie mani si allungano verso il suo pacco, lo afferro e inizio a massaggiarlo. Per un attimo temo quasi che mi respinga, forse stava solo scherzando e ora si è spaventato. Ma per fortuna non succede: dopo un secondo risponde al mio bacio, mi afferra il culo con la mano forse e sporca di grasso e mi attira ancora più vicina a sé.
Qualche cliente potrebbe vederci, ma non sembra importargli. Mi prende per mano e mi porta dentro l’officina, dietro a un muro di gomme usate. Mi spinge contro il cofano di una macchina e ricomincia a baciarmi. Le sue mani mi toccano e mi spogliano. Non c’è delicatezza nei suoi movimenti, solo un istinto primordiale, puro e incontrollabile, che mi lascia senza fiato. Di solito gli uomini con cui scopo sono tutti attenti a non sbagliare i modi, i toni, mentre a lui non importa. Il fatto che voglia solo scoparmi, che mi desideri per il mio corpo e che non stia facendo nulla per sedurmi, questa cosa mi fa sentire incredibilmente libera. Non ci sono regole, non ci sono schemi o giochetti da seguire. Per una volta posso semplicemente lasciarmi andare ai miei istinti e farmi guidare solamente dalle mie sensazioni.
Il suo tocco è deciso, ma non violento. Ogni movimento è carico di una passione che non ho mai provato prima. Mi sento viva, come se ogni fibra del mio corpo stesse rispondendo al suo richiamo. Le sue labbra si muovono lungo il mio collo, i denti mi mordono la carne, facendomi gemere di dolore e piacere. Mi sfila la maglietta e quasi mi strappa il reggiseno, mi alza la gonna e mi solleva tra le sue braccia. Non ha bisogno di usarle entrambe, sembra quasi che il mio corpo non abbia peso per lui. Mentre mi sorregge e continua a baciarmi con passione, con la mano libera si slaccia i pantaloni e si abbassa i boxer.
Il nostro respiro si fa più affannoso, ci desideriamo. Con un colpo deciso mi penetra. Per non urlare affondo la faccia nel suo collo e aspiro il suo odore. Ha qualcosa di animalesco che mi fa totalmente andare giù di testa. Inizia a scoparmi, facendomi fare sù e giù sul suo cazzo duro. Mi solleva, mi sposta e mi tira, come se il mio corpo fosse il suo personale giochino. Siamo solo due corpi in questo momento, due corpi che si intrecciano e si fondono, in una sinfonia fatta di gemiti e di respiri strozzati.
Non so cosa mi stia succedendo, ma dopo pochi minuti inizio a sentire una sensazione di caldo che parte dalla mia figa e si riama lungo tutto il corpo. Il piacere sta crescendo, mentre il mio clitoride si struscia contro il suo corpo. Non voglio trattenermi, non mi importa di niente che non sia me. Voglio godere e così faccio, mi lascio andare, abbandono la testa all’indietro e mi faccio trasportare dai suoi possenti movimenti. E poi godo… un orgasmo fortissimo, intenso, come mai prima. Lo sento ridacchiare e lentamente mi fa scendere da quell’abbraccio.
“Vedo che ti sei divertita… molto bene. Ma non ho ancora finito con te…” mi dice guardandomi con gli occhi accesi di desiderio “Ora da brava inginocchiati e fammi venire”. Non me lo faccio ripetere due volte. Mi inginocchio e gli prendo il cazzo tra le mani. Nella foga prima non lo avevo guardato bene: è enorme e circonciso. Inizio a leccarlo, parto dalle palle e risalgo fino alla cappella. Inizio a giocare con il suo frenulo scoperto. Lo picchietto con la punta della lingua, poi scendo di nuovo verso le palle. Sento il gusto della mia figa sul suo cazzo, lui mi afferra per i capelli e mi tiene giù, per farsi leccare meglio. Mi dice di aprire la bocca, anzi me lo ordina. E io obbedisco.
Me lo mette in bocca, quasi mi soffoca, ma stringo la mano a pugno per farmi passare la sensazione di nausea e rilasso la lingua. Inizio a succhiarglielo, prima piano, poi sempre più forte. La sua cappella sbatte contro la mia lingua. Quando sento che è lì per venire, rallento e lo guardo. Mi piace avere il potere in questo momento. Anche se sono qui inginocchiata davanti a lui, mezza nuda e con il suo cazzo in bocca che quasi mi soffoca, sono io che comando.
Lo sto portando all’esasperazione, ogni volta che sta per venire, i miei movimenti rallentano. Mi afferra i capelli e mi guarda con ferocia “Mi vuoi fare impazzire… e sei molto brava, però adesso voglio che mi fai venire”. Non me lo faccio ripetere due volte e inizio a succhiare il cazzo con più intensità. La mia lingua disegna dei vortici attorno alla sua cappella, mentre faccio avanti e indietro con la testa e accompagno i miei movimenti con la mano. Dopo qualche minuto vedo che il respiro gli si strozza in gola e chiude gli occhi. “Dio, sto venendo….” sussurra, non mi fermo finchè non mi riempie la bocca con il suo sperma caldo.
Ingoio fino all’ultima goccia, senza staccare gli occhi dai suoi. Lui riprende fiato e si tira su i boxer. Mi tende una mano per aiutarmi ad alzarmi e mi dice “Passa pure nel pomeriggio a ritirare l’auto, il conto è stato abbondantemente pagato.” Senza dire altro mi sistemo la maglietta, metto il reggiseno in borsa e mi avvio verso l’uscita. Non dimenticherò mai quel momento, quando uscita alla luce del giorno ho realizzato di aver usato il mio corpo per ottenere quello che volevo e che la cosa, non solo non mi pesava, ma mi aveva fatto sentire potente come mai prima.