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Troppo caldo

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Scritto da Francesca

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Letto da Mia

Oggi fa troppo caldo. Raggiungere le mie amiche in Versilia mi stanca solo all’idea di mettermi in macchina e guidare per 70 km. Così eccomi qui, un sabato pomeriggio d’estate al fresco del mio climatizzatore, un libro, il mio divano ed un bicchiere di… Cazzo! Ho finito il te alla pesca ed osservando l’unica bottiglia cominciata che mi strizza l’occhio dal frigo, pure l’acqua! Ok, niente panico, il supermercato è abbastanza vicino e l’aria condizionata non manca neanche li. Infilo al volo le scarpe da ginnastica sotto i miei short e scendo.  

In pochi minuti parcheggio davanti al super e mentre chiudo l’auto noto di fronte a me una ragazza di colore, avra’ 20 anni, qualche anno in meno rispetto a me. 

Anche lei sta andando a fare la spesa credo, arriva dalla parte opposta del parcheggio. 

E’ tremendamente bella… Capelli mori corti, occhi nocciola, un adorabile nasino all’insù e due labbra incredibilmente carnose. Una maglietta azzurra le mette in risalto un bel seno, di quelli a pianta larga e capezzoli duri, un paio di pantaloncini bianchi un po’ troppo comodi per la sua taglia esile, esaltano ancora di più il colore della sua pelle. 

Mentre mi avvicino noto che anche lei non mi stacca gli occhi di dosso. Continua a fissarmi. Entriamo praticamente insieme nel super…

Poi lei allunga un po’ il passo e si mette a camminare davanti a me, non so se l’abbia fatto apposta, ma le guardo il culo…veramente stupenda. 

E’ un periodo che ho un arretrato tremendo, la mia mente è già in subbuglio, vorrei farmela…solo a questo riesco a pensare. Poi la perdo, non riesco più a vederla, ma continuo a pensarci…

Mentre sono tra gli scaffali, prendo velocemente le cose che mi servono, afferro anche qualcosa da bere…pensando che mi piacerebbe invitarla da me.  

Esco dal supermercato sperando di ritrovarla e lei è ancora li, vicino alla mia auto che aspetta. Le faccio un gran sorriso, lei ricambia. Senza dire una parola mi aiuta a caricare l’acqua nel portabagagli, poi mi guarda con occhi interrogativi, ed io sono eccitata come una ragazzina. Devo trovare le parole giuste. 

Le chiedo se mi accompagna a casa per aiutarmi con la spesa, l’ascensore è rotto e 2 casse d’acqua sono davvero troppo pesanti per me, – in cambio ti offro una Coca con ghiaccio– le dico. Dentro di me mi pento subito di queste parole così stupide, ma lei mi guarda e scoppia a ridere. 

E’ molto diretta e mi dice – sai di solito sono gli uomini che inventano scuse cosi! Io sorrido ma sono rossa in viso dalla vergogna, cerco di darmi un contegno le dico che vivo da sola, che non ho uomini e che con me può stare tranquilla. Lei mi guarda, sorride e mi dice –dai va bene, ho il pomeriggio libero e sono felice di aiutarti, sono sicura troverai il modo di sdebitarti -. 

Ho il cuore in gola. Annuisco e lei sale in auto. Mentre andiamo a casa mi accorgo di avere le mutandine bagnate. Lei è molto naturale, parla, mi racconta di essere senegalese e di vivere a Carpi con i genitori. E’ bellissima, innocente, disinvolta. Mentre cambio marcia la mia mano le sfiora una gamba, lei non fa una piega anzi, la lascia premere forte contro il mio dorso, allora ci provo; stacco la mano e l’appoggio sulla sua gamba dicendole che ha una pelle molto bella, lei sorride mi prende la mano e l’accarezza. Il sangue mi ribolle dentro….mi guarda e con il suo tono di voce basso e delicato mi dice “sono bravissima a fare massaggi”. Sono imbarazzatissima, ma anche eccitatissima per cui annuisco. Lei mi prende la mano e se la porta in mezzo alle gambe, attraverso la fessura dei suoi pantaloncini morbidi sento il suo sesso nudo, non porta gli slip. 

Io guido confusa, sudata, alzo il climatizzatore ma non mi fa niente, non vedo l’ora di essere a casa. Parcheggio l’auto in garage, scarichiamo l’acqua e la portiamo su, ovviamente con l’ascensore che non era affatto guasto, lei mi sorride. 

Le mostro il salone e la invito a sedersi sul divano, le porto da bere e mi siedo accanto a lei. Avvicino le mie labbra alle sue, lei mi lascia fare, la bacio e sento la sua lingua contro la mia, la muove bene con intensità e dolcezza. Mi dà piccoli morsi sulle labbra, poi si alza e fa – Vuoi vedermi nuda? 

Annuisco, la porto in camera, ci spogliamo a turno e adesso anch’io sono nuda. Ci stendiamo sul letto. Lei mi guarda mentre si tocca la figa poi mi avvicina le sue dita e mi invita a leccargliele, lo faccio. 

Con l’altra mano lei inizia a toccarmi, strofinandomi la coscia con il suo piede, io mi bagno e lei se n’è decisamente accorta. Mi stacco da quella posizione meravigliosa e mi tuffo con la bocca tra le sue gambe. Il suo odore è meraviglioso, mi dà alla testa sentirla mugolare, sentire che inizia a bagnarsi anche lei. Gliela lecco come una pazza, sono sudata e lei anche, ma non accendo l’aria condizionata, voglio essere completamente travolta dai suoi umori, tutti. 

Lei rotea il bacino e mi spinge il viso sulla sua fica, alza le gambe e mi fa trovare anche il suo buco del culo, stupendo e stretto. La lecco ovunque, fica, culo, fica, culo, mentre lei gode e mi dice qualcosa in una lingua che non comprendo. 

Il suo orgasmo riempie le mie narici e la mia bocca, totalmente. Sono eccitatissima, la guardo e la supplico ti prego fammi godere… Lei mi fa girare a pancia in giù, si sdraia sopra di me, sento i suoi seni tosti e forti sulla mia schiena e mette la sua fica a contatto col mio culo. Sento la sua lingua leccarmi dietro un orecchio, ho i brividi, poi mi sussurra di toccarmi. 

Lo faccio ed è bellissimo essere schiacciata dal suo esile peso, sento il suo alito addosso, la sua lingua nell’orecchio e le sue parole. Continuiamo in questa posizione per un po’ finchè le chiedo di infilarsi lo strap on che tengo nel comodino. 

Lei si alza agilmente sulle ginocchia, e va ad indossarlo. Torna sopra di me, mi inarca il bacino, penetra la mia fica bagnatissima con quel fallo di gomma e inizia a spingere. E’ bravissima, non c’è che dire. Spinge e sfila quel tanto che basta per farmi sentire la voglia di venire, ma più tardi che posso…. Sto per esplodere e lo faccio gemendo forte, in preda ad un orgasmo che mi sconquassa da cima a fondo. Mi volto e la bacio dolcemente sulla guancia. Lei mi guarda e mi dice: “ricordati che devi ancora sdebitarti per il mio aiuto…questo è solo l’inizio”.

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