Sono seduta alla mia scrivania, circondata da pile di documenti e fascicoli. La luce del tramonto filtra attraverso le finestre del mio ufficio, creando ombre lunghe e dorate sul pavimento. Essere un’avvocatessa di successo è sempre stato il mio sogno, ma a volte può essere decisamente impegnativo. Ogni giorno, mi immergo in casi complessi, negozio accordi e combatto battaglie legali.

È un lavoro che richiede concentrazione, determinazione e una buona dose di aggressività. E io amo ogni singolo momento. Anche Marco, mio marito, è un avvocato come me. Siamo sposati da cinque anni, e la nostra relazione è caratterizzata da una forte competizione professionale.

Entrambi siamo ambiziosi e amiamo il controllo. Questo si riflette non solo nel nostro lavoro, ma anche nella nostra vita personale.

Oggi è stata una giornata particolarmente stressante. Ho vinto una causa importante, ma la vittoria è stata dura. Ho dovuto mantenere il controllo, essere assertiva e non mostrare alcuna debolezza. Ora, però, sento il bisogno di lasciarmi andare, di liberare tutta l’energia repressa. E so esattamente cosa fare.

Guardo l’orologio. Sono le sette di sera. Marco dovrebbe essere a casa tra poco. Prendo il telefono e gli mando un messaggio: “Sarò a casa tra mezz’ora. Preparati.” So che capirà. Sa cosa significa quando uso quel tono.

Sa cosa voglio e cosa mi aspetto. Mi alzo dalla scrivania, raccolgo le mie cose e mi dirigo verso l’uscita. L’ufficio è quasi vuoto, solo qualche collega ritardatario è ancora al lavoro. Li saluto con un cenno del capo e mi avvio verso l’ascensore. Mentre aspetto, sento l’adrenalina salire.

So che la serata sarà intensa, e non vedo l’ora. L’ascensore arriva, entro e premo il pulsante del piano terra. Le porte si chiudono e mi ritrovo sola, con i miei pensieri. Mi piace avere il controllo, mi piace sentire che ho il potere. E a Marco questa cosa eccita moltissimo, gli piace sottomettersi a me, lasciarsi guidare dalle mie decisioni.

Arrivo al piano terra e mi dirigo verso la macchina. Il traffico è intenso, ma non mi importa. Ho tutto il tempo del mondo. Mentre guido, la mia mente è già proiettata verso casa, verso Marco.

Immagino il suo corpo, il suo sguardo, il suo desiderio. Sento l’eccitazione crescere dentro di me, un fuoco che brucia lentamente ma inesorabilmente.

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Arrivo a casa e parcheggio la macchina. La luce del salotto è accesa, segno che Marco è già arrivato. Entro e chiudo la porta dietro di me. Mi tolgo le scarpe e mi dirigo verso il salotto. Marco è seduto sul divano, con un bicchiere di vino in mano.

Mi guarda con un sorriso enigmatico, gli occhi che brillano di desiderio. “Ciao, amore,” dice, alzandosi per venire a salutarmi. Mi avvicino a lui, lo bacio sulle labbra, un bacio leggero ma carico di promesse. “Sei pronto?” chiedo, fissandolo negli occhi. Lui annuisce, un sorriso malizioso sulle labbra. “Sempre,” risponde, con un tono di voce che mi fa venire i brividi.

Sento l’eccitazione crescere, il desiderio diventare sempre più forte. Mi allontano da lui e mi dirigo verso la camera da letto. Marco mi segue, senza dire una parola. Entro nella stanza e accendo la luce. La camera è arredata in modo minimalista, con un letto king size al centro e un armadio a muro. Mi avvicino al letto e mi siedo, guardando Marco. “Spogliati,” ordino, con un tono di voce che non ammette repliche.

Marco obbedisce, togliendosi lentamente i vestiti. Lo guardo mentre si spoglia, ammirando il suo corpo muscoloso e ben definito. Ogni movimento è calcolato, ogni gesto è studiato per eccitarmi. Quando è completamente nudo, mi alzo e mi avvicino a lui.

Gli accarezzo il petto, sentendo i suoi muscoli tesi sotto le mie dita. Poi scendo lentamente, fino a raggiungere il suo cazzo. Lo prendo in mano, sentendo la sua erezione crescere sotto il mio tocco. Lo guardo negli occhi, vedendo il desiderio bruciare nelle sue pupille. “Sdraiati sul letto,” ordino, continuando a tenerlo in mano.

Marco obbedisce, stendendosi sul letto con le braccia lungo i fianchi. Mi avvicino a lui, salendo sul letto e mettendomi a cavalcioni sulle sue gambe. Continuo a toccarlo, sentendo il suo cazzo diventare sempre più duro. Mi chino su di lui, baciandolo sul collo, sul petto, sull’addome.

Sento il suo respiro farsi più affannoso, il suo corpo teso sotto il mio tocco. Poi scendo ancora, fino a raggiungere il suo cazzo. Lo prendo in bocca, sentendo il suo sapore, il suo calore. Lo lecco lentamente, sentendo i suoi gemiti di piacere. Continuo a succhiarlo, sentendo il suo cazzo diventare sempre più duro.

Poi mi fermo, alzando lo sguardo verso di lui. “Non muoverti,” ordino, con un tono di voce che non ammette repliche. Marco annuisce, con gli occhi chiusi e il respiro affannoso. Mi alzo dal letto e mi dirigo verso l’armadio.

Apro l’anta e tiro fuori una scatola. Dentro ci sono vari oggetti: corde, manette, fruste. Prendo una corda, un vibratore, del lubrificante e torno verso il letto. Marco mi guarda con desiderio, gli occhi che brillano di eccitazione.

“Allunga le braccia,” ordino, con un tono di voce che non ammette repliche. Marco obbedisce, allungando le braccia sopra la testa. Prendo la corda e comincio a legarlo, facendo attenzione a non stringere troppo. Poi gli divarico le gambe e le lego alle due gambe del letto. Quando ho finito, mi allontano e lo guardo. È completamente mio, pronto a soddisfare ogni mio desiderio.

Mi avvicino a Marco, osservando il suo corpo legato. È una visione che mi eccita e mi fa sentire potente. Sento il desiderio crescere dentro di me, un fuoco che brucia sempre più intensamente.

Mi chino su di lui e comincio a baciarlo, partendo dal collo e scendendo lentamente verso il petto. Sento il suo respiro farsi più affannoso, il suo corpo teso sotto il mio tocco. Continuo a scendere, baciando ogni centimetro della sua pelle, sentendo il suo calore, il suo odore.

Quando raggiungo il suo cazzo, lo prendo in mano e comincio a massaggiarlo lentamente. Sento la sua erezione crescere sotto il mio tocco, il suo corpo reagire ai miei movimenti. Lo guardo negli occhi, vedendo il desiderio bruciare nelle sue pupille. “Ti piace?” chiedo. Marco annuisce, con gli occhi chiusi e il respiro affannoso. “Sì,” risponde, con un gemito di piacere.

Comincio a toccarlo con il vibratore, partendo dal collo e scendendo lentamente verso il petto. Il suo respiro farsi più affannoso. Continuo a scendere, fino a raggiungere il suo cazzo. Lo massaggio lentamente con il vibratore, sentendo la sua erezione crescere costantemente.

Inizio a passare il vibratore tra le sue gambe, lo stuzzico in mezzo alle gambe, tutto intorno alle palle. Lui inizia a contorcersi per il piacere. “Ti prego”, mi sussurra.

So cosa vuole. Cospargo il vibratore di lubrificante e lentamente inizio a spingerglielo dentro, dentro il suo ano. La sua faccia è una smorfia di piacere. Questo plug vibrante è uno dei migliori regali che ci siamo fatti, penso tra me e me.

“Voglio sentirti dentro di me,” dico, con un tono di voce che non ammette repliche. Marco annuisce, con gli occhi chiusi e il respiro affannoso. Mi alzo dal letto e mi tolgo i vestiti, lentamente, sotto il suo sguardo attento.

Quando sono completamente nuda, mi avvicino a lui e mi metto a cavalcioni sulle sue gambe. Prendo il suo cazzo in mano e lo guido dentro di me, sentendo il suo calore, la sua durezza.

Sento il lieve ronzio del vibratore che si muove dentro di lui. Questa situazione mi eccita da morire.

Comincio a muovermi lentamente, sentendo il suo cazzo scivolare dentro e fuori di me. Sento il piacere crescere, il mio corpo reagire ai suoi movimenti. Continuo a muovermi, sentendo il suo cazzo diventare sempre più duro.

Poi mi chino su di lui e comincio a baciarlo, sentendo il suo sapore, il suo calore. Continuo a muovermi, il mio corpo reagisce ai suoi movimenti. Poi mi fermo, alzando lo sguardo verso di lui. “Voglio che mi scopi,” dico, con un tono di voce che non ammette repliche.

Mi alzo dal letto, lo slego e mi metto a quattro zampe, offrendogli il mio culo. Marco si avvicina a me e comincia a scoparmi, sentendo il suo cazzo scivolare dentro e fuori di me. Sentire lui che mi scopa il culo mentre lui viene scopato dal plug è tutto quello che volevo per questa serata.

Marco continua a scoparmi, i suoi movimenti diventano sempre più intensi e veloci. Ogni spinta mi porta sempre più vicina all’orgasmo, ogni gemito mi fa perdere il controllo. “Non fermarti,” gli dico, con un tono di voce che non ammette repliche.

Marco obbedisce, aumentando il ritmo, sentendo il suo cazzo scivolare dentro e fuori di me con sempre più forza. Sento il suo respiro affannoso, il suo corpo teso, il suo desiderio bruciare. Mi chino in avanti, appoggiando le mani sul letto, e inarco la schiena.

Marco mi afferra i fianchi con forza, guidandomi nei suoi movimenti. Ogni spinta è un’onda di piacere che mi travolge, ogni gemito è una scossa che mi fa tremare. Sento il mio corpo tendersi, il mio respiro farsi sempre più corto. Il piacere cresce, esplode, mi travolge.

Vengo con un grido, un’esplosione di piacere che mi lascia senza fiato. Marco continua a scoparmi, sentendo il mio corpo contrarsi intorno al suo cazzo. Poi si ferma, il suo respiro affannoso, il suo corpo teso. “Voglio che tu venga dentro di me,” gli dico. Poi, con un ultimo colpo, viene dentro di me, un’esplosione di piacere che mi riempie, mi completa. Sento il suo sperma caldo riempirmi, il suo corpo tremare, il suo respiro farsi più lento.

Restiamo così, immobili, per qualche istante. Mi giro verso di lui, guardandolo negli occhi. Vedo il desiderio, la soddisfazione, l’amore. “Sei fantastica,” mi dice, con un sorriso malizioso. Gli sorrido, accarezzandogli il viso. “E tu sei mio,” rispondo.

Ci abbracciamo, sentendo il calore dei nostri corpi, il battito dei nostri cuori. Restiamo così, stretti l’uno all’altra, per qualche istante. Perché, in fondo, è questo che ci tiene uniti, che ci fa sentire vivi, che ci fa sentire completi. E non c’è niente di più bello, di più eccitante, di più vero di questo. Poi ci alziamo dal letto, ci rivestiamo e ci dirigiamo verso il salotto. Ci sediamo sul divano, con un bicchiere di vino in mano. Parliamo, ridiamo, ci raccontiamo la nostra giornata.

That’s love!

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