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Sulla tua pelle: un tatuaggio molto sexy

Mi stupisce vederti entrare dalla porta dello studio, pensavo di non avere appuntamenti questa mattina. Controllo l’agenda aperta sul tavolo davanti a me e no, non è segnato nessun nome.

Non hai l’aria di essere qui per chiedere informazioni. Ti avvicini sicura al bancone e indichi un quadro appeso alle mie spalle con un mio disegno.

“Voglio tatuarmi quello.” dici, senza nemmeno salutare.

Sei davvero molto bella, e ora che ti sei tolta gli occhiali da sole enormi che avevi, posso vedere meglio i tuoi occhi. I capelli sono castani, tendente al biondo, hai l’aria selvaggia, un po’ spettinata, con l’eyeliner sbavato all’angolo dell’occhio sinistro.

“Prima di tutto, buongiorno”.

Puoi essere figa quanto vuoi, ma non entri in studio senza un appuntamento e fai pure l’arrogante. Non con me.

“Mi dispiace, ma quel disegno non te lo posso fare, è stato fatto su misura per una persona, ma se vuoi ti faccio vedere altri modelli simili”.

Mi guardi stupita, non devi essere abituata a ricevere un no come risposta, vero?

Sei infastidita, le guance ti diventano rosse e socchiudi gli occhi, quasi mi volessi fulminare.

Capisco perché sia difficile dirti di no, sei così… cazzo se mi ecciti…

Ma quel disegno non è disponibile. Nè per te, nè per nessun altro.

Passano alcuni secondi in cui mi scruti, ti mordi il labbro inferiore delicatamente, probabilmente lo fai senza accorgertene.

“voglio quello, sono disposta a pagare quanto vuoi. Ma voglio quello” mi dici con tono quasi supplicante.

“Mi dispiace principessa, non te l’hanno insegnato che l’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re?”

Ti sto facendo arrabbiare, le guance ti diventano ancora più rosse e corrucci gli occhi per sembrare una dura. Appoggi le mani sul tavolo che ci divide e ti sporgi verso di me. Pensi di essere minacciosa, ma io ti trovo quasi adorabile.

Sorrido perché mi sono sempre piaciute le ragazze con un bel caratterino e tu sei davvero il mio tipo: non sembri volerti arrendere.

“Guarda, capisco che quel disegno ti piaccia e non è una questione di soldi, ma di rispetto per il lavoro e per chi me l’ha richiesto.”

Si vede che non sei abituata a trovare qualcuna che ti tenga testa. Ti allontani dal tavolo e inizi a passeggiare nervosamente per lo studio, fissando altri disegni appesi alle pareti.

Ti togli il cappotto e lo getti su una sedia, sotto indossi una gonna nera aderente, delle parigine che ti arrivano fino al ginocchio e un maglione nero.

Ti sposti i capelli svelando una profonda scollatura sulla schiena, la tua pelle è così liscia, la vorrei toccare… ma non posso.

La gonna ti scopre le gambe il giusto per farmi immaginare cosa indossi sotto e ti fascia perfettamente, mettendo in risalto il tuo bel culo.

Stai facendo di tutto per nascondere quanto ti dia fastidio questo rifiuto. Ma devo ammettere che per me le donne orgogliose hanno qualcosa di davvero sexy.

Ti giri di colpo “ok, va bene. Fammi vedere che altri tatuaggi puoi fare.” mi dici.

E se fosse: Ti giri di colpo, che altri tatuaggi potrei farti? Mmmh…

Mi sa che ti sei accorta che ti stavo guardando il culo… perché mi sorridi e abbassi lo sguardo… Ti ho messa in imbarazzo. Ma non sembra dispiacerti…

Che tipa che sei, non ti sei nemmeno presentata, e ora ti siedi sul lettino dello studio. Fai pure.

Le tue dita sfogliano delicatamente l’album dei disegni che ti porgo.

Opti per un teschio, una scelta totalmente diversa dal disegno che avevi indicato alle mie spalle.

Mi spiazzi chiedendomi se posso tatuarti subito. Non aspetti nemmeno che io risponda.

Con un gesto veloce ti togli gli anfibi, ti sfili le parigine e abbassi la gonna che fai cadere a terra accanto al resto degli indumenti.

Hai un paio di culotte nere di pizzo, di quelle che lasciano davvero poco all’immaginazione. Per una volta rimango io senza parole.

Non credo di aver mai visto una pelle così pallida, sembri quasi una statua greca, liscia e perfetta.

Di solito non tatuo senza appuntamento, ma tu mi piaci e poi non credo accetteresti un no come risposta.

Mi dici di volere il tatuaggio nell’interno coscia.

I miei occhi non si staccano dalle tue gambe. Le apri e accarezzi la parte di pelle candida su cui vuoi che ti tatui.

“Ti farà male lì”. Ma non sembri spaventata, anzi.

Non credo tu possa cambiare facilmente idea.

Mi arrendo, vado a prendere tutto il necessario e inizio a tatuarti.

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Si chiama Tania, si è da poco trasferita in città ed è il primo tatuaggio che fa.

Che bel nome che hai.

Sdraiati sul lettino e rilassati adesso, ma tu rimani appoggiata ai gomiti e il tuo sguardo mi sembra nervoso ma forse anche eccitato…

Vuoi guardarmi mentre lavoro… Ok.. Non è la prima volta, la cosa mi piace.

Il ronzio della macchinetta riempie lo spazio e insieme all’odore dell’inchiostro e al tuo profumo crea una sorta di magia nella stanza.

Inizio dal basso della coscia, ogni tanto ti pulisco con la garza, la passo sopra al disegno coperto di sangue.

Mi sento i tuoi occhi addosso. Mi guardi lavorare e concentrarsi è sempre più difficile.

La tua pelle sotto al mio tocco risponde, vibra di dolore e piacere allo stesso tempo. Ogni volta che ti sfioro, il tuo corpo freme.

Hai freddo e non indossi il reggiseno, vedo i tuoi capezzoli duri che sbucano da sotto il maglione. Noti che ti sto guardando le tette e sorridi.

“Se hai freddo ti posso portare una coperta” . Ma tu mi fai di no con la testa.

Continuo a lavorare ma non posso fare a meno di notare che sei eccitata, lo capisco dalle tue mutande. Quanto vorrei sentire che gusto hai. Ma non posso, sono una professionista, cazzo.

Mi devo essere fermata mentre pensavo al tuo sapore. Perché sento i tuoi occhi addosso mentre mi chiedi se va tutto bene.

Cazzo, ripigliati. Che sono ste figure di merda con una cliente, manco fossi la prima bella ragazza che entra qui dentro.

“Ti potrebbe fare un po’ male ora….questa parte è sensibile. Dimmi se mi devo fermare”.

La mia mano scorre dietro alla tua gamba, ti prendo delicatamente l’interno coscia e tiro la pelle per potermi muovere più facilmente con la macchinetta. Sento che sospiri al mio tocco…

La mia mano sinistra è tra le tue gambe.

Sento il calore della tua figa a pochi centimetri da me, con il dorso della mano ti sfioro gli slip. L’ho fatto apposta per vedere se avevo ragione e sì… Avevo ragione, sono bagnati. Non ti sei nemmeno accorta del dolore, tanto sei eccitata. E io non vedevo l’ora di toccarti per vedere come reagivi. Non so come ho fatto a concentrarmi fino ad ora sul tatuaggio.

Il tuo bacino si sposta quasi impercettibilmente verso di me. Ti spingi avanti e indietro contro la mia mano, prima piano, come per caso, poi via via sempre più forte.

Appoggio la macchinetta per i tatuaggi, continuare non mi sembra una buona idea.

Non ti scomponi, mi guardi e inizi a toccarti lentamente, sposti di lato il pizzo e prendi tra le dita il tuo clitoride.

Piano, ti infili l’indice e poi il medio dentro. Cosa cazzo sta succedendo?

Giochi con te stessa come se io non fossi lì, seduta a pochi centimetri da te e dalla tua figa.

Ora sfili le dita e me le porti davanti alla bocca.

Anche tu vuoi che assaggi il tuo sapore.

Mi stai mandando fuori di testa.

Provoca pure, ma poi non ti lamentare… Adesso ci penso io a te.

Voglio assaggiarti. Spingo la mia faccia tra le tue gambe e inizio a leccartela, prima gentilmente, poi sempre più forte.

A questo punto non capisco più niente.

Voglio solo che tu goda e voglio essere io a farti godere.

I tuoi gemiti mi fanno capire che ti sta piacendo e che posso andare avanti.

Il tuo corpo si muove, reagendo ai miei baci, il bacino si preme contro la mia bocca.

Con le dita allargo le labbra esterne e inizio a passarci la lingua con movimenti lenti: parto dal clitoride con movimenti ampi per poi arrivare più a fondo verso la vagina.

Ti penetro con la lingua.

Tu inizi ad ansimare sempre più forte.

Ti prendo il clitoride con le labbra, le mie mani si allungano ad afferrarti il seno, e inizio a succhiare, delicatamente e via via più forte.

Ti piace sentire un po’ di denti, succhio e rilascio.

Succhio e rilascio.

Le tue mani mi spingono la testa sempre più forte.

Ti piace, non vuoi che smetta.

Vieni… si, vieni…

Un orgasmo ti scuote il corpo, urli e godi. Sei bellissima con le guance rosse di piacere.

Lentamente il tuo respiro torna normale. Mi guardi come se non fosse successo niente.

Non ti sei nemmeno sfilata le culotte, le hai solo spostate.

Scendi dal lettino.

Ti rivesti velocemente e ammicchi dicendomi “torno tra qualche giorno per il resto… del tatuaggio”.

Dopo un orgasmo la tua bellezza è ancora più selvatica e disarmante.

Esci dallo studio. Chissà se ti rivedrò.

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