È una di quelle notti in cui non si riesce a dormire. Il caldo opprimente mi fa girare e rigirare nel letto, cercando una posizione comoda e fresca in cui finalmente prendere sonno, ma non trovo pace. Mi alzo e vado in cucina per prendere un bicchiere d’acqua. Quando torno a letto l’insonnia non mi dà tregua, così finisco per afferrare il telefono e scorrere i messaggi non letti.
Tra le notifiche, ce n’è una che attira la mia attenzione: un direct su Instagram da Adam, il proprietario di un famoso locale BDSM che seguo da un po’ ma in cui non ho ancora trovato il coraggio di andare. “Ciao, ho visto che hai messo like a qualche nostra foto. Ti va di partecipare a uno dei nostri shooting? Prometto che sarà un’esperienza indimenticabile.”
Rispondo senza pensarci troppo. “Ciao Adam, certo che mi va. Quando e dove?” Lui mi risponde quasi subito, probabilmente sta ancora lavorando. Ci scambiamo qualche messaggio, e in pochi minuti è tutto organizzato. Domani sera, alle 21, in uno studio di fotografia che non conosco, ma che è vicino a casa mia.
Adam mi invia l’indirizzo e mentre metto via il telefono mi rendo conto che sto sorridendo. Cerco di provare ad addormentarmi, ma ora la mia mente è altrove. Penso a cosa indossare, a come comportarmi, a cosa aspettarmi. La curiosità e l’eccitazione mi tengono sveglia fino quasi all’alba.
Il giorno dopo, al lavoro, sono completamente distratta. Nella pausa pranzo, vado a fare shopping. Voglio qualcosa di nuovo, qualcosa che mi faccia sentire sicura e audace. Scelgo un vestito nero, semplice ma sensuale, con una scollatura che lascia poco all’immaginazione. Torno a casa e mi preparo con cura, trucco leggero e capelli naturali, un po’ spettinati.
Guardo l’orologio: sono le 20:30. È ora di andare. Arrivo allo studio di fotografia con qualche minuto di anticipo. Adam mi accoglie alla porta, sorridente. È alto, con i capelli scuri e un fisico da paura. Mi fa entrare e mi offre un bicchiere di vino per farmi rilassare. L’atmosfera è tranquilla, anzi direi proprio professionale, ma c’è qualcosa di elettrico nell’aria.
Mi mostra le foto appese alle pareti: donne in pose sensuali, corpi legati e sguardi intensi. “Sei mai stata a uno shooting BDSM?” mi chiede, osservandomi con attenzione. “No, mai,” rispondo, cercando di nascondere il nervosismo. “Non preoccuparti, ci penso io a te. Vedrai che ci divertiremo”.
Ci spostiamo in una stanza più grande sul retro del negozio, le luci sono più soffuse e vicino alla parete sono sistemate una serie di attrezzature che non ho mai visto dal vivo. C’è un lettino con delle cinghie, una croce di Sant’Andrea, una panca e una varietà di fruste e corde appese al muro da far paura.
Sento un brivido corrermi lungo la schiena, ma è tardi per tirarsi indietro e poi sono davvero curiosa. Adam mi porge un corsetto di pelle e un collare. “Metti questi,” mi dice, con un tono che non ammette repliche. Mi spoglio lentamente, sotto il suo sguardo attento. Indosso il corsetto, che mi stringe il corpo e lascia scoperti solo i seni e rimango con le mutandine di pizzo nero appena acquistate.
Adam mi aiuta ad allacciare il collare e poi ci attacca una lunga catena di ferro. Mi osserva soddisfatto e mi sussurra: “Sei bellissima,” avvicinandosi sempre di più al mio viso. Poi con tono che non lascia possibilità di scelta mi ordina: “Ora cammina a gattoni per la stanza.” Il suo ordine mi lascia interdetta, non so cosa fare, né come rispondere.
Poi mi ripeto che sono venuta qui esattamente per questo e allora mi metto a quattro zampe. Sento il pavimento freddo contro le ginocchia. Adam tiene la catena, guidandomi come un cane al guinzaglio. La sensazione è strana, ma anche incredibilmente eccitante. Mi muovo lentamente, consapevole del suo sguardo su di me.
“Brava, così,” mi dice, con un tono che mi fa rabbrividire. “Ora fermati.” Mi fermo, il cuore che batte forte nel petto. Adam si avvicina, si inginocchia dietro di me. Sento le sue mani sulla schiena, che scendono lentamente verso i fianchi. Mi accarezza, poi mi colpisce leggermente sul culo con una mano. Gemo, sorpresa e eccitata allo stesso tempo.
Inizia ora
Nina è l’app di audio dedicati al tuo piacere
Audio racconti erotici che accendono il desiderio, meditazioni sensuali per sentirlo nel corpo, masterclass per viverlo ogni giorno.
Ascolta gratis tutti gli audio per 7 giorni.
“Ti piace?” mi chiede, con un tono che non ammette bugie. “Sì,” rispondo, senza fiato. Le sue mani continuano ad accarezzarmi. Prima le gambe, poi risale lungo la vita, si sofferma sui seni. Li stringe, li massaggia e li pizzica con forza. Io gemo, sento che mi sto bagnando. Intanto accanto a noi un ragazzo molto giovane e carino ci scatta alcune foto.
Poi le sue mani si muovono di nuovo su di me, mi afferra i capelli, tirandoli forte verso la schiena. Sento il suo respiro sul collo mentre mi sussurra all’orecchio: “Sei davvero bella, così innocente… Voglio scoparti come non sei mai stata scopata.” Sentendo queste parole il fotografo si allontana da noi, lasciandoci soli nella stanza.
Adam mi aiuta a rialzarmi e mi guida verso un divano sul fondo della stanza, sempre tirandomi per il collare. “Lo vuoi anche tu, vero?” mi chiede. Io non sono nemmeno in grado di parlare, ma faccio cenno di sì con la testa. Non gli serve altro. Mi fa mettere di nuovo a quattro zampe, ma questa volta sento il velluto morbido del divano sotto le ginocchia.
Sento il fruscio dei suoi vestiti che cadono a terra. Poi è dietro di me, il suo cazzo duro preme contro la mia figa. Mi penetra lentamente, ma con un movimento deciso. Sento ogni sua spinta, ogni centimetro del suo cazzo che entra dentro di me. “Cazzo, sei stretta,” mi dice, ansimando. “Mi fai impazzire.”
Mi afferra i fianchi e spinge più forte. Sento il suo cazzo che si muove dentro di me, sempre più a fondo. Mi sculaccia sul culo, ancora e ancora, mentre mi scopa. Il dolore si mescola al piacere, facendomi provare una sensazione meravigliosa mai provata prima.
“Sì, così,” mi dice, con la voce roca. “Voglio sentirti godere.” Mi tira per il collare, facendomi mancare il fiato, mentre continua a penetrarmi con foga. Sento il suo cazzo che si muove dentro di me, che mi porta sempre più vicina al limite.
Anche il respiro di Adam si fa più affannoso e il suo corpo si irrigidisce ad ogni colpo. È vicino, sta per venire. Ma prima mi ordina: “Vieni per me,”, lo dice con un tono che è un comando, più che una richiesta. “Voglio sentirti venire.” Mi afferra i fianchi, spingendomi il cazzo più forte dentro.
L’orgasmo mi travolge all’improvviso, un’esplosione di piacere che mi lascia senza fiato. Mi manca la forza nelle braccia, ma Adam mi sostiene per i fianchi e continua a scoparmi più forte, finché anche lui non raggiunge l’apice. Gemo e urlo, lasciandomi andare completamente alle sensazioni del momento.
Ci lasciamo cadere sul divano, esausti e soddisfatti. Adam mi accarezza la schiena, mi tira per il collare per farmi avvicinare e baciarmi con passione. Sento il suo corpo rilassarsi accanto al mio e i nostri respiri tornare lentamente regolari. Rimaniamo così per qualche minuto, in silenzio, godendoci il momento.
“È stato incredibile,” mi dice, con un sorriso sulle labbra. “Tu sei incredibile. Ma la prossima volta dobbiamo scattare qualche altra foto. Dovrebbe essere prima il dovere e poi il piacere” Scoppiamo entrambi a ridere. Ci siamo fatti trasportare dal momento e ci siamo dimenticati quale fosse lo scopo dell’incontro.
Adam sorride e mi dice “Ho molte cose da insegnarti,” il suo tono è sicuro, caldo. So che mi farà divertire se dovessi decidere di tornare a fare un altro shooting. Chissà potrei anche pensarci e scoprire se il mondo del BDSM è fatto per me. Per adesso mi porto a casa una scopata da paura, poi vedremo cosa mi riserva il futuro.