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La storia di come sono diventata sua

E’ tardo pomeriggio. Sono qui per incontrare Marco, ci conosciamo da poco, ma ha destato in me una curiosità e una voglia di provare cose nuove che onestamente non credevo di possedere. Mi ha promesso un’esperienza unica, non so bene a cosa faccia riferimento, ma è chiaro che i suoi gusti sono… poco convenzionali. Per il momento ho solo intravisto questo lato del suo carattere, ma mi ha assicurato che dopo questo incontro mi sarà tutto più chiaro. Mi ha mandato un whatsapp con l’indirizzo di un posto che non conosco. E’ una villa in stile liberty, circondata da un giardino rigoglioso e da un silenzio quasi surreale.

Mentre varco la soglia, sento un brivido corrermi lungo la schiena. L’interno è lussuoso, elegante, ma c’è qualcosa che mi rende irrequieta che aleggia nell’aria. Marco mi sta aspettando nel salotto, seduto su un divano di pelle nera, con indosso un abito scuro che ne esalta la figura atletica e imponente. I suoi occhi mi studiano. Mi sento nuda e vulnerabile, ma allo stesso tempo eccitata.

Si alza, mi avvicina, mi sfiora il viso con la mano. La sua pelle è calda, la sua voce profonda e sensuale. “Sei pronta?” mi chiede. Annuisco, anche se non ne sono del tutto convinta. Lui sorride, mi prende per mano e mi conduce, attraverso un lungo corridoio, in una stanza buia. Sembra perfettamente a suo agio in questo posto, non sembra la prima volta che viene qui. Accende una luce fioca e mi mostra un letto con coperte rosso scuro, circondato da corde, e altri strumenti che non riesco a identificare.

La vista di quegli oggetti mi fa venire un po’ di paura, ma allo stesso tempo voglio davvero conoscere quel mondo. Sono cose che ho sempre sognato, ma che non ho mai avuto il coraggio di chiedere ai miei ex.

Marco si avvicina, mi sussurra all’orecchio: “Tranquilla, ti guido io. Capirai quanto piacere c’è nella sottomissione”. Mi bacia, le sue labbra sono morbide, il suo bacio appassionato. Io mi lascio andare, mi abbandono a Marco, mi fido di lui.

Mi ordina subito di spogliarmi, lentamente. Obbedisco, mi sento imbarazzata, ma allo stesso tempo eccitata. Lui mi guarda, mi ammira. “Sei bellissima” mi sussurra. Poi mi ordina di inginocchiarmi. Lo faccio, l’umiliazione e la vulnerabilità che provo mi danno i brividi. Marco mi accarezza i capelli, mi prende il viso tra le mani e mi bacia. Il suo bacio è passionale, profondo..

Poi mi ordina di baciarlo, di baciargli il corpo. Lo faccio, mi lascio guidare da lui e dai suoi desideri. Mi prende la testa, mi spinge verso il suo cazzo duro appena liberato dai pantaloni. Mi ordina di succhiarlo. Lo faccio, lo sento duro nella mia bocca, so che gli piace. Lui mi guida, mi dice come fare, come muovermi.

Poi mi ordina di alzarmi, di sdraiarmi sul letto a pancia in giù; mi lega le mani e i piedi con le corde ai quattro angoli del letto. Mi lega come se fosse la cosa più normale del mondo, sento le corde che stringono forte attorno ai miei polsi e alle mie caviglie. Lo guardo con curiosità e eccitazione, voglio capire cosa ha in mente adesso, ma lui si avvicina e mi benda gli occhi.

Il fiato mi si mozza, sento di non avere più la situazione sotto controllo e non so cosa sta per accadere.

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Mi fa sentire impotente e indifesa, ed è una sensazione che mi dà alla testa. Mi accarezza il corpo, mi bacia, mi lecca. Io comincio a rilassarmi di nuovo.

Poi, d’improvviso, sento qualcosa di caldo sulla mia pelle. Cerco di divincolarmi. “Sssshhh… rilassati” mi dice lui. “È solo cera calda”. Me la versa sul corpo, mi fa sentire un dolore acuto, bruciante, ma allo stesso tempo inizio a sentire un piacere intenso, un’eccitazione incontrollabile. Continua a versarmi la cera, poco per volta, mi fa male ma il piacere subentra sempre subito dopo. Rovescia qualche goccia sulla schiena, sulle braccia, sull’interno coscia…passa un tempo infinito, perdo la cognizione di me stessa e di quello che mi sta attorno.

Quando sto cominciando ad abituarmi a questa piccola tortura, lo sento alzarsi dal letto per poi tornare subito dopo. Sento qualcosa di duro sulla mia pelle. Non capisco subito cos’è… poi sento un rumore nell’aria che mi fa capire subito. È un frustino di quelli in pelle, con varie fronde. Non so se sono pronta a questo. Glielo dico e lui mi risponde “Vuoi che ci fermiamo?”. No, voglio continuare. Voglio capire fino a dove possiamo arrivare.

Mi sfiora, mi fa sentire il suo potere, il suo dominio. Poi mi dà una prima frustata, sul culo, mi fa sentire un dolore acuto, lancinante. Decido di resistere.

Ma allo stesso tempo sento un piacere intenso, il cuore mi batte a mille. Lui continua a frustarmi, a farmi sentire quel misto di dolore e piacere. Mi sento come se stessi esplodendo, come se stessi raggiungendo l’apice del piacere.

Lui se ne accorge e lo sento alzarsi di nuovo. Mi libera dalle corde e mi fa girare, mi lascia la benda sugli occhi e io non mi oppongo. Mi lascio fare.

Sento il suo corpo stendersi sul mio, il suo calore.

Mi penetra subito, delicatamente all’inizio, poi me lo mette tutto con un colpo di reni. Mi dice che sono sua, che sono la sua puttana. Comincia a scoparmi, mi fa sentire un piacere intenso, mi viene quasi da urlare…e quando sto per raggiungere l’orgasmo lui si ferma.

Si sfila all’improvviso, sento che si sposta e me preme il suo cazzo sulle labbra. Lo accolgo, e non perde tempo ad essere delicato. Sento il mio sapore su di lui. Marco mi scopa la bocca Senza troppe cerimonie, me lo infila fino in fondo. Mi fa impazzire. Dopo pochissimo sento che lo toglie, e un fiotto caldo mi arriva sul viso.

Dopo pochi istanti, Marco mi toglie la benda dagli occhi. Mi guarda ammirato, “Sei stata brava” mi sussurra.

Lo guardo quasi imbarazzata, non so come dirgli che non sono venuta. Sono eccitata da morire, ma anche frustrata.

“Lo so, lo so. Abbiamo tempo,” mi dice, come se mi leggesse nel pensiero. “Decido io quando è il tuo momento di venire”. Un brivido mi corre su tutto il corpo.

Poi mi prende tra le braccia, mi porta in bagno. Mi fa una doccia calda, mi lava il corpo con attenzione, mi accarezza con gentilezza. Mi fa sentire protetta..

E’ una sensazione in totale contrasto con tutto quello che ho provato fino a poco fa… la pelle del sedere mi fa ancora male. Mi avvolge in un grande asciugamano bianco, mi prende per mano e mi riporta in camera. ”Abbiamo tutta la notte”, mi sussurra nell’orecchio.

Mi riporta in camera e quando entriamo, noto subito sul letto un oggetto nero. All’inizio non capisco subito cos’è, ma poi mi è chiaro; è il dildo più grande che io abbia mai visto. Mi giro verso Marco per dirgli che non ho intenzione di provarlo, ma lui mi precede “Non ti fidi di me?” mi dice.

“Sì, ma…” rispondo io poco convinta. “Ti ho detto che avrei decido io quando sarebbe arrivato il momento di farti venire, e questo è il tuo momento” dice guardandomi fissa negli occhi, con una voce e un tono che non ammette repliche.

“Smetti di avere paura, sei mia stanotte. Decido io cosa sta per succedere”, continua.

Per un’istante nella mia testa si affollano mille risposte, mille scuse per scappare via da quel posto, ma l’unica cosa che riesco a dire è “Fai quello che vuoi, sono tua”.

E questa è l’inizio della mia storia, di come ho cominciato ad entrare nel mondo del bdsm, grazie a Marco, che non ringrazierò mai abbastanza.

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