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Festeggiamenti inaspettati

La musica risuona nell’appartamento, le luci soffuse creano un’atmosfera intima e rilassata. Sono alla festa di compleanno di un amico, una serata piena di volti familiari e sorrisi sinceri. Ma c’è qualcosa di diverso stasera, qualcosa che attira la mia attenzione. In un angolo buio, quasi nascosta, c’è una ragazza che non ho mai visto prima. Stringe il bicchiere di vino come se fosse un’ancora di salvezza. Decido di avvicinarmi. Mi chiedo chi sia, cosa ci faccia qui. La osservo con discrezione mentre mi avvicino. Ha i capelli castani ricci che le cadono sulle spalle e dei grandi occhi verdi. Non sembra in difficoltà o fuori posto, semplicemente è assorta nei suoi pensieri. Emana un’energia di mistero e riservatezza, che la rende ancora più affascinante.

Mi fermo accanto a lei “Ciao, io sono Luca,” dico con un sorriso che vuole essere rassicurante. “Non ti ho mai visto qui prima. Sei un’amica di Tommy?” Lei mi guarda, sorpresa. Sembra quasi che non si aspettasse che qualcuno le rivolgesse la parola. “No, io… io sono Marta, la cugina di Tommaso. Mi sono appena trasferita qui a Torino,” risponde con una voce dolce e timida. “Ah, benvenuta a Torino allora,” dico sorridendo. “Come ti trovi finora?” Lei fa una smorfia, come se stesse valutando se essere onesta o meno. “Onestamente, è tutto un po’ opprimente,” ammette. “Non conosco nessuno e sto cercando di trovare una casa, ma sembra impossibile. È tutto molto stressante.” “Lo capisco,” dico sinceramente. “Se hai bisogno di aiuto o di qualche consiglio, sono qui. Conosco bene Torino e potrei darti una mano.” Lei mi guarda con sorpresa: “Grazie, Luca. Sei molto gentile.” Continuiamo a parlare e la sua timidezza un po’ si scioglie, scopriamo di avere in comune la passione per gli animali.

Marta mi racconta che ha appena trovato un lavoro in una clinica veterinaria poco distante dal centro e che non vede l’ora di iniziare. Mi mostra le foto di Kiwi, il suo piccolo Jack Russell Terrier, che non vede l’ora di poter portare qui, appena avrà trovato una casa. Mentre guardiamo le foto, sento la sua mano sfiorare la mia. È un tocco leggero, quasi impercettibile, ma fa scattare qualcosa in me. La guardo negli occhi e vedo una scintilla di desiderio. So che la sente anche lei. “Dovremmo andare in un posto più tranquillo,” le sussurro all’orecchio. “C’è troppa gente qui.” Lei annuisce, mordendosi il labbro inferiore in un gesto involontariamente seducente. Mi fa strada verso la camera da letto di Tommy, lontano dagli sguardi indiscreti degli altri invitati.

Appena entriamo nella stanza, la tensione tra noi è palpabile. Chiudo la porta alle mie spalle e la guardo sorridendo. Vedo il desiderio riflesso nei suoi occhi verdi, la voglia di lasciarsi andare, di dimenticare per un momento lo stress e l’ansia della sua nuova vita a Torino. Mi avvicino a lei, lentamente, dandole il tempo di fermarmi se lo desidera. Ma lei non si tira indietro. Anzi, si avvicina a me, diminuendo la distanza tra noi. Posso sentire il calore del suo corpo, il suo respiro che si fa più affannoso. La bacio con passione e lei ricambia con la stessa intensità. Le nostre mani iniziano a muoversi lentamente, esplorando ogni centimetro dei nostri corpi. La trovo davvero sexy e non solo per il fisico, ma per l’aria di timidezza che aveva, che poi proprio timidezza non è. Infatti, mi afferra la camicia e mi tira a sé, iniziando a slacciarmi i bottoni.

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Continuiamo a baciarci e le mie mani scivolano sui suoi fianchi, sulle sue gambe, fino a raggiungere l’orlo dell’abito. Lei geme contro le mie labbra, un suono soffocato di piacere. Le sollevo il vestito, accarezzandole la figa da sopra le mutandine, posso sentire che mi vuole, il tessuto è già completamente bagnato. La accarezzo lentamente, sentendo il suo corpo tremare sotto le mie mani. Lei mi afferra i capelli, tirandomi a sé e baciandomi con più forza, mentre i suoi gemiti diventano più intensi. Sposto le sue mutandine di lato, voglio sentire la sua pelle contro le mie dita. Le accarezzo l’interno coscia, avvicinandomi sempre di più alla sua figa. Lei geme, si contorce, spingendosi contro la mia mano. Finalmente la sento, è calda, bagnata, pronta per me. Inizio a massaggiare lentamente le grandi labbra, le stuzzico il clitoride e poi mi allontano. Voglio farla impazzire e sta funzionando: sentendo il suo corpo reagire ai miei tocchi, il suo respiro farsi più veloce. Le mie dita si muovono ritmicamente, disegnando cerchi che si avvicinano sempre di più al clitoride, seguendo il ritmo dei suoi sospiri.

Marta mi afferra la mano, fermandomi. “Voglio te,” mi sussurra all’orecchio. “Adesso.” Non ho bisogno di farmelo ripetere due volte. Mi slaccio i pantaloni, lasciandoli cadere a terra insieme ai boxer. Lei si sfila l’abito restando solo con il reggiseno e le mutandine. Cazzo se è sexy, penso. Poi mi avvicino di nuovo, ricominciamo a baciarci e lentamente la guido verso il letto. La faccio sdraiare e mi metto sopra di lei. Le afferro i capelli, tirandole indietro la testa mentre le mie labbra si posano sul suo collo. Voglio leccare e mordere ogni centimetro della sua pelle candida. Lei geme e si strofina contro di me. “Sei sicura?” le sussurro all’orecchio, sentendo il suo corpo tremare di desiderio. Lei annuisce, mordendosi il labbro inferiore. “Sì,” sussurra. “Ti voglio adesso.”

Le afferro i fianchi, sollevandoli leggermente dal materasso e la tiro più vicino a me. Posso sentire il suo calore, il suo desiderio, che mi fa impazzire. Mi spingo dentro di lei, lentamente, dandole il tempo di abituarsi alla mia presenza. La riempio completamente, posso sentire la sua figa stretta e calda aprirsi e accogliere il mio cazzo, avvolgendolo. Inizio a muovermi, lentamente all’inizio, poi sempre più velocemente. La sento muoversi sotto di me, spingendo il suo bacino contro il mio, strusciandosi per godere di più. Le afferro i capelli tirandole indietro la testa, le piace essere dominata, i suoi gemiti diventano più intensi. Posso sentire il suo corpo reagire ai miei movimenti, i suoi muscoli che si contraggono intorno a me mentre si avvicina all’orgasmo. La sua respirazione si fa più affannosa, i suoi gemiti più forti, mentre io continuo a muovermi dentro di lei. Improvvisamente, la porta si apre.

Un’invitata, ubriaca e confusa, ci guarda con gli occhi sgranati. “Emh..scusate… stavo cercando il bagno!” balbetta, mentre noi rimaniamo immobili, con il cuore in gola. L’invitata chiude la porta di scatto, lasciandoci soli. Ci guardiamo negli occhi e scoppiamo a ridere, ma invece di vestirsi e scappare via, lei mi bacia con foga. Il rischio di essere scoperti la eccita e non vuole lasciare il divertimento a metà.

Ricominciamo a scopare, i miei colpi si fanno più violenti e profondi. Posso sentire il suo corpo tremare sotto il mio tocco, i suoi muscoli contrarsi mentre si avvicina all’orgasmo. Le sue unghie mi graffiano la schiena, mentre non riesce più a trattenere i gemiti. Improvvisamente, sento la sua figa contrarsi intorno al mio cazzo e un’onda di piacere la travolge. Lei urla, io le metto la mano sulla bocca per attutire il suono e continuo a scoparla prolungando il suo orgasmo. La penetro con tutta la forza che ho, mentre il piacere travolge anche me. Un orgasmo intenso e appagante. Rimango dentro di lei per un momento, godendomi la sensazione di soddisfazione e di connessione. Poi, lentamente, esco da lei e la libero dal mio abbraccio.

Marta mi guarda con un sorriso soddisfatto, mentre le passo i vestiti per sistemarci. “Wow,” dice con un sospiro. “Non mi aspettavo che la mia prima festa a Torino sarebbe stata così… divertente!” Rido, tirandole su il mento con un dito. “Beh, sono felice di averla resa indimenticabile,” dico facendole l’occhiolino. “Se hai bisogno di un accompagnatore per altre feste, sai dove trovarmi.” Lei ride, scuotendo la testa. “Sì, lo so,” dice con un sorriso. Mi avvicino a lei, baciandola dolcemente sulle labbra, “Ora, dovremmo tornare alla festa. Non vorrei che la tipa di prima abbia già spifferato il nostro piccolo segreto” le dico ridendo.

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