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Sotto il sole della Liguria

Il sole della Liguria batte forte sulla mia pelle, mentre accompagno mia madre al lido dove ha prenotato un ombrellone per queste vacanze estive. L’aria salmastra e il rumore delle onde che si infrangono sulla spiaggia mi fanno venire voglia di fermarmi e non ripartire subito. Ho voglia di godermi una giornata di mare e di relax, prima di tornare alla routine afosa e frenetica di Milano.

Mia madre, notando la mia esitazione, mi incoraggia a restare. “Dai Simona, resta qui con me oggi. Ti farà bene rilassarti un po’”. Le sorrido, grata per la sua comprensione, e decido di accettare l’invito. Mi sistemo sulla sdraio accanto alla sua, mi spalmo la crema solare e mi metto comoda. Il calore del sole mi avvolge, non ricordavo fosse così piacevole rimanere semplicemente a far niente. Mi guardo intorno, osservo le coppie che passeggiano sulla battigia, i bambini che giocano con la sabbia, i ragazzi che ridono e scherzano mentre giocano a beach volley. E poi, i miei occhi incontrano i suoi. Il bagnino, un ragazzo alto, muscoloso, con la pelle abbronzata e coperta di tatuaggi. I suoi occhi scuri mi studiano facendomi avvampare d’imbarazzo, è davvero sexy. Il mio cuore batte forte, più forte del dovuto. Mi alzo dal lettino, ho bisogno di una birra ghiacciata per rinfrescarmi e raffreddare i bollenti spiriti.

Vado verso il bar, sento il suo sguardo seguirmi, praticamente mi sta spogliando e la cosa mi fa sentire vulnerabile ed eccitata al tempo stesso. Cerco di non pensarci e ordino una birra, ma quando mi giro per tornare in spiaggia lui è lì, accanto a me. “Ciao, io sono Samuele”. La sua voce è profonda e un po’ roca, mi fa venire i brividi. “Piacere, Simona” rispondo con un filo di voce, trovarmelo di fronte mi mette ancora di più in agitazione. Lui mi sorride e mi chiede se è la prima volta che vengo ai Bagni 69, non mi aveva mai visto qui. Gli spiego che ho solo accompagnato mia madre, che passerà qui l’estate, ma che quando ero piccola ci venivo sempre. Iniziamo a chiacchierare, scherziamo e ridiamo per un po’, Samuele oltre che un gran figo è anche un ragazzo molto simpatico.

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Dopo un po’ lui torna al lavoro e io mi dirigo verso l’ombrellone, mi sdraio sul lettino, apro il mio libro e provo a leggere. Ma non riesco a concentrarmi, il mio sguardo continua ad andare verso la torretta dove si trova Samuele. Lui se ne accorge, mi sorride e mi fa l’occhiolino. Vorrei sparire, che imbarazzo, mi ha beccata a fissarlo; mi giro dall’altra parte e cerco di concentrarmi sul mio libro. Ma è inutile, il mio corpo lo desidera e la mia mente non fa altro che immaginare come sarebbe sentire il suo tocco su di me e il sapore delle sue labbra sulle mie…

Dopo pranzo Samuele si avvicina al mio ombrellone e mi chiede se ho voglia di provare a fare sup, i bagni hanno una tavola che posso prendere in prestito. Gli dico di sì, ho bisogno di distrarmi e smettere di pensare a cosa gli farei se ci trovassimo da soli. “Dai allora accompagnami che andiamo a prenderla!” mi alzo dal lettino e lo seguo. Il sole picchia forte, mentre camminiamo non posso fare a meno di notare i suoi muscoli perfetti che si muovono davanti a me. Come vorrei saltargli addosso… Lui si volta verso di me e mi sorride divertito, sembra leggermi nel pensiero. “Vieni la tavola è nel magazzino dietro al bar” mi dice sfiorandomi una mano per indicarmi la direzione, sento un brivido percorrermi il corpo.

Riesco solo ad annuire, incapace di parlare per l’eccitazione. Lo seguo mentre il mio cuore accelera i battiti e la mia mente parte a fantasticare su quello che vorrei mi facesse. Appena entriamo nel magazzino lui chiude la porta dietro di me. Mi guarda e mi accarezza il viso, poi senza aggiungere una parola mi bacia. Il suo bacio è passionale, intenso, mi fa tremare le gambe per l’emozione. Io rispondo con foga, è da ore che non faccio altro che pensare a come sarebbe stato, e ora posso dire che è anche meglio della mia fantasia. Lui mi spinge contro il muro e inizia ad accarezzarmi, mi strizza i seni e mi slaccia il pezzo sopra del costume. Non capisco più niente, lo desidero. Mentre continuiamo a baciarci ci spogliamo e restiamo nudi. Oltre a un fisico perfetto, ha anche un cazzo perfetto, duro e pronto per me. Continua a baciarmi il collo, poi scende sul seno e mi succhia i capezzoli. Io mi contorco dal piacere.

Poi, con un gesto deciso mi fa girare e mi mette a novanta, appoggio le mani contro il muro per non cadere e sorreggermi, mentre lui mi afferra i fianchi e mi penetra. Io gemo di sorpresa e piacere. Samuele inizia a muoversi dentro di me, prima piano e poi sempre più forte. Il suo cazzo mi riempie e mi fa bagnare totalmente. Lui allunga una mano e inizia a masturbarmi, disegnando dei cerchi concentrici attorno al mio clitoride. Il suo tocco è deciso ma delicato, il ritmo dei suoi colpi si fa via via più accelerato. Il rumore dei nostri corpi che sbattono, mi eccita. Qualcuno potrebbe sentirci scopare, le pareti sono di legno sottile, ma non mi importa e nemmeno a lui. Mi sta portando velocemente vicino all’orgasmo, sa bene come far godere una donna. A un certo punto mi afferra di nuovo i fianchi ed esce da me, mi fa girare e mi solleva in braccio. Gli avvolgo le gambe intorno alla vita e mi faccio di nuovo penetrare. Sento i suoi muscoli tesi sotto alle mie mani, i bicipiti mi sorreggono con forza, mentre lui riprende a scoparmi. Ci appoggiamo alla parete e io mi lascio del tutto andare, il mio clitoride si sfrega contro il suo pube, mentre sento il suo cazzo pulsare dentro di me.

Dopo pochi minuti mi fa raggiungere l’orgasmo più intenso mai provato. Non riesco a trattenermi e urlo di gioia, il mio corpo trema tra le sue braccia e lui continua a penetrarmi, sempre più forte, più a fondo. Anche lui raggiunge l’orgasmo e il suo sperma mi riempie, facendomi sentire sua. Lentamente mi aiuta a rimettermi in piedi e recupera i costumi che abbiamo lanciato da qualche parte, presi dalla foga. Mi guarda soddisfatto e mi bacia teneramente.

Poi ci rivestiamo in silenzio e usciamo dal magazzino. Ci separiamo e io torno verso l’ombrellone, mentre lui va a sedersi sulla sua sedia in riva al mare. Mia madre mi guarda tornare incuriosita “ma non dovevi andare a fare sup?”, cazzo, mi ero totalmente dimenticata… Cerco una scusa “Abbiamo cercato la tavola, ma qualcuno deve averla già presa.” invento sul momento, “Ma penso di tornare anche il prossimo weekend a trovarti, così la prenoto prima”. D’altronde chi l’ha detto che le avventure estive sono solo per gli adolescenti. Credo che questa estate potrebbe essere la più calda di sempre, soprattutto in compagnia di Samuele.

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