È il compleanno di Dario, per l’occasione dei suoi 30 anni tutti gli amici si sono riuniti per festeggiare. È una di quelle serate che mi fanno tornare indietro agli anni d’oro dell’adolescenza: musica alta, risate, bicchieri che tintinnano e un sacco di ricordi che vengono a galla. Non vedevo Francesco dal liceo, sono passati più di dieci anni e, cazzo, il tempo è stato generoso con lui!
Lo vedo dall’altra parte della sala, circondato da amici che non vedo da una vita. Mi ricordo bene le cotta che avevo per lui a quei tempi. Mi avvicino, con un bicchiere di vino in mano, cercando di sembrare rilassata. “Ciao, Francesco,” dico con un sorriso. “È passato un secolo!” Lui si gira, mi guarda e il suo sorriso si allarga. “Samantha! Non ci posso credere, sei proprio tu!” Mi abbraccia e sento il suo profumo, lo stesso di sempre, quello che mi faceva impazzire.
Ci mettiamo a parlare, a ricordare i vecchi tempi, le serate passate a studiare insieme, le gite scolastiche, le volte che abbiamo fatto sega cercando di non farci beccare dai genitori… Ogni parola che dice mi fa tornare indietro nel tempo e mi accorgo che la cotta che avevo allora c’è ancora, come se non fosse passato nemmeno un giorno. Ridiamo e scherziamo per un po’.
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Poi d’un tratto si fa serio, “Sai, ho sempre avuto un debole per te,” mi dice guardandomi dritta negli occhi. Il cuore mi salta in gola. “Anche io…” gli confesso un po’ in panico, “ma perché non me l’hai mai detto?” Lui ride, scuote la testa. “Ero un idiota, credo. E tu eri troppo per me.” Sento le guance che si arrossano e cerco di mascherare l’imbarazzo con un sorso di vino.
La serata va avanti tranquilla, tra risate e ricordi, ma il mio cervello è come bloccato in un loop, non faccio altro che pensare a quello che mi ha confessato poco prima. “Vieni, andiamo a prenderci qualcosa da bere,” mi dice, prendendomi per mano. Lo seguo, sentendo il calore della sua pelle contro la mia. Arriviamo al tavolo dei drink e ci versiamo un altro bicchiere.
“Sai, è strano vederti dopo tutto questo tempo, ma è anche bello. Molto bello.” Alle sue parole, sento il cuore che mi salta in gola e comincia a battere alla velocità della luce. Non so cosa rispondere e quindi sorseggio il bicchiere di vino che mi ha appena versato. Il mondo intorno a noi sembra essere svanito, siamo in una stanza piena di persone, ma per me esistiamo solo noi due.
Mentre la serata va avanti, l’alcol fa il suo effetto. Sento la testa leggera, il corpo rilassato e i pensieri diventano un po’ più disinibiti. Avere Francesco accanto, sentire il suo braccio sfiorare il mio, sciogliermi nel suo sorriso dolce e un po’ arrogante… Mi sembra essere tornata l’adolescente impacciata di allora e non la donna calma e sicura di sé che so di essere. Ogni volta che mi si avvicina per parlarmi mi sale un brivido, lo voglio ma ho paura di essere rifiutata.
A un certo punto mi chiede se mi va di accompagnarlo fuori a fumare una sigaretta. Ovvio che sì, lo seguirei in capo al mondo! Raggiungiamo il giardino, l’aria fresca mi fa riprendere un po’, ma non calma il fuoco che sento dentro. Ci sediamo su una panchina, vicini, le nostre gambe che si toccano. “Samantha, sei bellissima,” mi dice, guardandomi negli occhi. “Lo sei sempre stata.” Sento le guance che si arrossano, non so come reagire.
“Grazie,” gli rispondo impacciata “Anche tu non sei niente male! Sei cambiato, ma in meglio.” dico ridendo come una ragazzina. Lui divertito scuote la testa “Non so se è vero, ma grazie.” Ci guardiamo negli occhi, il silenzio tra noi è carico di tensione. Sento il desiderio che cresce, c’è come una forza invisibile che ci attrae l’una verso l’altro. “Francesco…” inizio, ma lui non mi fa finire e mi bacia.
Le sue labbra sono morbide e calde, sento il sapore del vino rosso sulla sua lingua. È un bacio lungo, che mi fa girare la testa. Quando ci stacchiamo, siamo entrambi senza fiato. “Cazzo, Samantha,” dice, guardandomi negli occhi. “Erano anni che sognavo questo momento ed è ancora meglio di come me l’ero immaginato.” Sento il desiderio che mi travolge e mi fa perdere il controllo.
“Non voglio perdere altro tempo” gli dico, sorridendo maliziosa. Lui di risposta mi bacia e mi prende per mano. Ci alziamo e ci guardiamo intorno. Gli altri sono ancora dentro, distratti, ubriachi, non faranno caso alla nostra assenza. Poi ho un’idea e lo trascino verso la mia macchina. Sappiamo entrambi cosa sta per succedere, non possiamo e non vogliamo aspettare un momento di più.
Saliamo in macchina, i finestrini sono già appannati per l’umidità della notte. Ci guardiamo negli occhi per qualche secondo e poi ci saltiamo addosso come animali. Francesco mi afferra e mi tira a sé per baciarmi con tutto il desiderio di questi anni di attesa. Le sue mani mi toccano ovunque, mi accarezzano, mi stringono. Sento il suo corpo contro il mio, il suo calore, la sua eccitazione. È una sensazione incredibile, che mi fa perdere il controllo.
“Voglio sentirti, Francesco,” gli dico, ansimando. Lui mi guarda, i suoi occhi pieni di desiderio. Mi sfila la maglia, mi slaccia il reggiseno e mi accarezza i seni. “Cazzo, Samantha,” dice, gemendo. “Sei più bella di come mi sono sempre immaginato.” La sua bocca si avvicina ai miei seni, li bacia, li lecca, li morde. È una sensazione incredibile, che mi fa impazzire.
Mi afferra i fianchi, mi solleva e mi fa sedere a cavalcioni su di lui. Sento il suo cazzo duro contro di me. Lo voglio, lo voglio dentro di me.. e glielo dico “Scopami, Francesco, ti prego”. Lui mi guarda e sorride. “Ho sempre sognato sentirti dire queste parole”. Prova a sfilarmi gli slip, ma è complicato nella posizione in cui siamo, quindi li strappa e li getta sul sedile di dietro. sento il suo cazzo che mi penetra, che mi riempie. Inizio a muovermi, su e giù, avanti e indietro.
Poi mi bacia con trasporto e mentre le nostre lingue giocano, mi penetra lentamente. Le sue mani mi afferrano i fianchi, guidandoli per seguire i suoi movimenti. È una sensazione incredibile, che mi fa impazzire. Le sue spinte sono forti, lente e profonde. Sento il piacere che cresce, mi travolge e mi fa perdere il controllo.
Il mio clitoride sfrega contro il suo pube, creando una sensazione davvero piacevole. È tutto così eccitante che devo trattenermi per non venire subito. Voglio godermi questo momento. Lui mi scopa, mi muove avanti indietro sul suo cazzo, senza perdere il ritmo. I nostri sospiri si fanno sempre più intensi.
“Vieni dentro di me, Francesco,” gli dico, ansimando. “Voglio sentirti venire.” Lui aumenta il ritmo, le sue spinte sono sempre più violente e veloci. Il mio clitoride è stimolato ancora e ancora, mentre il suo cazzo mi penetra a fondo. Sento il suo cazzo che diventa sempre più duro e mi riempie.
E poi viene.. un orgasmo intenso, che lo fa tremare e urlare di piacere. Sento il suo sperma che mi riempie, che mi inonda. È una sensazione incredibile, che mi fa impazzire. Non si ferma, vuole che venga anche io. Mi sta portando al limite, mi stringe i fianchi e mi scopa. E io raggiungo finalmente l’orgasmo. Mi libero in un urlo di piacere che si trasforma in risata di felicità.
Ci abbracciamo, esausti, sudati e felici. Ci guardiamo negli occhi, sorridiamo. “Sei stata incredibile, Samantha,” mi dice Francesco, baciandomi. “Anche tu,” rispondo, sorridendo. Ci rivestiamo, cerchiamo di sistemarci. Durante il sesso, mi ha strappato gli slip e ora non posso più indossarli. Rido, scuoto la testa. “Dovrò passare il resto della serata senza mutande,” dico, sorridendo. “Mi eccita,” risponde lui, baciandomi.
Torniamo alla festa, cercando di comportarci come se nulla fosse accaduto. Ma ogni volta che mi guarda, ogni volta che mi sfiora, sento il desiderio tornare. La mia figa è ancora sensibile dopo l’orgasmo e ogni movimento fa sfregare il tessuto su di essa, facendomi eccitare di nuovo. Francesco se ne accorge e fa di tutto per stuzzicarmi, ridendo di questo nostro piccolo segreto.
Alla fine della serata, mentre salutiamo gli amici, Francesco mi prende da parte. “Samantha,” dice, guardandomi negli occhi. “Non voglio che questa cosa con te sia solo l’avventura di una notte. Ho già sprecato troppo tempo…Voglio rivederti” Lo guardo sollevata e sorrido. “Anche io,” ammetto. “Non voglio che sia solo sesso. Voglio di più, voglio tutto.” Lui annuisce, sorride. “Lo voglio anch’io,” dice.
“Ti chiamo domani, va bene?” “Va bene,” rispondo, baciandolo. Ci salutiamo e torniamo ognuno a casa propria. Ma so che non è la fine, è solo l’inizio. E so che, nonostante tutto, nonostante il tempo, nonostante la distanza, noi due ci siamo ritrovati, e questa volta non ci lasceremo andare così facilmente.