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Il mio autista personale

Sono seduta sul sedile posteriore di una lussuosa berlina nera, mentre la città sfila davanti ai miei occhi. Sono arrivata stamattina a Roma per lavoro, un’altra di quelle trasferte che mi terranno lontana da casa per giorni, se non per settimane. L’azienda per cui lavoro è abbastanza generosa da assumere un autista privato che mi accompagni in giro per la città, tra una riunione e l’altra. L’autista è un uomo sulla quarantina, con capelli castani e una barba ben curata. Indossa un elegante completo nero e un paio di occhiali da sole scuri che gli nascondono gli occhi.

Non abbiamo scambiato molte parole da quando sono salita in macchina, ma è esattamente, il mio tipo: un uomo un po’ burbero, con una voce roca e profonda davvero affascinante. Mentre guardo distrattamente fuori dal finestrino, inizio a sentire un’insolita eccitazione salirmi dentro.

Forse è la solitudine di questa trasferta, o forse è l’idea di avere un uomo a mia completa disposizione per tutto il tempo che sarò qui. Comunque sia, mi sento abbastanza audace, mi giro verso l’autista e gli chiedo con un tono di voce provocante: “C’è qualche posto dove possiamo fermarci per un po’? Ho bisogno di rilassarmi”.

Lui mi guarda allo specchio retrovisore con un’espressione indecifrabile, poi annuisce e si mette alla guida verso una zona più tranquilla della città. Mentre l’auto si avventura nel traffico, inizio a sentire un’irrefrenabile voglia di toccarmi.. e voglio che lui mi veda. Infilo una mano sotto la gonna e inizio a sfiorare la mia biancheria intima. Sono già bagnata e il contatto delle mie dita sul mio clitoride mi fa gemere di piacere.

L’autista sente il mio gemito e mi osserva dallo specchietto retrovisore con uno sguardo di divertimento, misto a eccitazione. Senza mai girarsi verso di me mi chiede: “È molto stressata dal lavoro?”. “Sì, sono giorni complicati questi” gli rispondo, mentre continuo a masturbarmi, spostandomi al centro del sedile posteriore e allargando un po’ di più le gambe.

Lui si ferma in un parcheggio deserto e si gira verso di me. “La posso aiutare? Mi pagano per questo” mi chiede, mentre spegne la macchina e si slaccia la cintura di sicurezza. “Sarebbe davvero gentile da parte sua, anche se forse non la pagano esattamente per questo” gli rispondo divertita.

Lui sorride: “Per lei posso fare un’eccezione. Offre la casa!” risponde con voce roca. Mentre mi tolgo i collant e la biancheria lui esce dalla macchina e apre la portiera posteriore. Senza troppi convenevoli mi spinge sul sedile e mi allarga le gambe, in modo da potermi leccare la figa con una fame vorace. Sento la sua lingua che si insinua dentro di me, mentre le sue dita giocano con il mio clitoride.

Non ci metto molto a venire, e mentre il mio orgasmo mi scuote, lui continua a leccarmi con avidità finché non lo imploro di fermarsi. Allora si ferma, mi sorride e per la prima volta noto i suoi profondi occhi neri.

Dopo essermi ripresa dall’orgasmo, mi guardo intorno e mi rendo conto di dove sono. Sono seduta in un’auto con un uomo che non conosco, che mi ha appena fatto venire. È una situazione così surreale e perversa che mi fa sentire ancora più eccitata. Lui è accanto a me e mi guarda con un’espressione di desiderio. “Le piace succhiare il cazzo?” mi chiede con un tono di voce aggressivo. “Sì, mi piace molto” gli rispondo. “Benissimo, allora faccia la brava e me lo lecchi” mi dice guardandomi fisso negli occhi. Il suo tono aggressivo mi fa eccitare ancora la cintura. Quindi gli slaccio la cintura, gli tiro fuori il cazzo duro e pronto per me, e inizio a leccarglielo con avidità.

Sento il suo sapore salato sulla lingua, mentre le mie mani gli accarezzano i testicoli. Lui mi afferra i capelli e inizia a spingermi la testa su e giù sul suo cazzo, mentre mi dice che sono una brava troia e che lo so leccare davvero bene. Sul lavoro sono io a dare ordini, ma nel sesso amo essere sottomessa e lui sembra averlo capito. “Adesso ti fai scopare da brava puttanella quale sei. Hai capito?” mi dice passando al tu e sollevandomi la testa dal suo cazzo. Non me lo faccio ripetere due volte, gli salgo sopra e lui mi penetra con forza.

Mi scopa con violenza,afferrandomi i fianchi e dandomi della troia che si masturba davanti a tutti. Sento il suo cazzo che mi riempie completamente, mentre i miei gemiti di piacere si mescolano al suono dei nostri corpi. Ad un tratto, lui si ferma e mi guarda con un’espressione di sfida. “Ti piace prenderlo nel culo?” mi chiede con un tono di voce aggressivo. “Sì, molto” gli rispondo, mentre mi sollevo e mi metto a carponi sul sedile.

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Lui inizia a leccarmi l’ano con la stessa fame con cui mi ha leccato la figa prima e sento il mio corpo rilassarsi e l’eccitazione salire ancora di più. Lui inizia a penetrarmi con un dito, poi con due, mentre io gemo di piacere e di dolore allo stesso tempo. Quando finalmente mi penetra con il suo cazzo, sento un’eccitazione così intensa che mi fa quasi svenire.

Lui mi scopa con violenza, mentre mi afferra i fianchi e mi ripete quanto sono una troia. Io non capisco più niente e sento il mio orgasmo avvicinarsi sempre di più. Finché non godo e lui con me.

Dopo aver ripreso fiato mi dice “Ora dobbiamo andare, o farà tardi per la sua riunione” tornando a darmi del lei in maniera professionale, come se nulla fosse successo.

Mentre lui si riveste e torna al posto del guidatore mi guardo allo specchio e mi rendo conto di essere completamente scompigliata. I miei capelli sono arruffati, il trucco è sbavato e la mia biancheria intima è completamente bagnata.

È una situazione così fuori dall’ordinario che mi fa sentire ancora più eccitata. Non so nemmeno il suo nome, ma forse non è importante penso, mentre cerco di sistemarmi il più possibile. Quando finalmente arriviamo, lui mi guarda con un’espressione di desiderio. “La aspetto qui, signora. Così poi la riporto in albergo” mi dice con un tono di voce quasi dolce. “Sì, grazie mille” gli rispondo, mentre scendo dall’auto e mi dirigo verso la mia riunione.

Mentre sono seduta in quella stanza piena di gente, non riesco a fare a meno di pensare a quello che è appena successo. Non mi era mai capitato prima di avere una simile connessione sessuale con un perfetto sconosciuto…

Quando finalmente la riunione è finita, mi dirigo verso l’uscita e lo vedo che mi aspetta fuori. Salgo in macchina e per tutto il tragitto nessuno dei due dice niente. Quando arriviamo davanti all’hotel lui scende dall’auto per aprirmi la portiera e darmi la valigia che ho nel portabagagli. Lo guardo divertita “È troppo pesante per me, la potrebbe portare lei fino in stanza?” gli chiedo ammiccante. “ Certo signora, sono qui per aiutarla in ogni modo.”

Questi sono i benefit aziendali che tutti vorremmo, penso tra me e me, gustandomi quello che mi aspetta una volta arrivati in camera.

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