Ero in viaggio da sola in Croazia, un’avventura che avevo deciso di intraprendere per sfuggire alla monotonia della mia vita quotidiana. Dopo aver esplorato le città storiche e i paesaggi mozzafiato, avevo deciso di dedicare una giornata al mare. Avevo sentito parlare di una spiaggia nudista, un luogo dove poter essere libera e selvaggia, senza le costrizioni della società.

La spiaggia era nascosta tra le rocce, un piccolo paradiso di sabbia bianca e acque cristalline. Mi spogliai lentamente, godendo del calore del sole sulla pelle nuda, e mi sdraiai sull’asciugamano, chiudendo gli occhi e godendomi la brezza marina che mi rinfrescava il corpo caldo.

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Il suono delle onde che s’infrangevano sulla riva era rilassante, ma dentro di me sentivo una tensione crescente. Ero sola, in un luogo sconosciuto, e la sensazione di libertà mi stava facendo sentire più audace del solito.

Decisi di approfittare della situazione e lentamente, iniziai a massaggiarmi il corpo. La mia pelle era calda e sensibile, ogni tocco mi faceva fremere. Era una cosa “proibita” che mi rendeva eccitata e vogliosa di spingermi oltre. Non c’era nessuno intorno, potevo fare quello che volevo, anche se il rischio di essere scoperti rendeva tutto ancora più emozionante.

Ero libera di esplorare ogni mia fantasia: mentre mi toccavo, sentivo il mio respiro farsi più affannoso. Le mie dita scivolavano sulla mia pelle, accarezzando ogni curva, ogni angolo. Mi stavo bagnando e volevo qualcosa di più, volevo spingermi più in là. Ero totalmente persa nei miei pensieri, dimenticandomi di tutto il resto, quando sentii delle voci.

Aprii gli occhi e vidi due ragazzi avvicinarsi. Erano belli, muscolosi, con corpi scolpiti dal sole e dall’esercizio fisico. Mi guardavano con interesse, i loro occhi fissi su di me. Avrei dovuto fermarmi, erano a pochi metri da me, ma invece continuai a toccarmi, eccitata dalla loro presenza.

Volevo che mi guardassero, che mi desiderassero. Chiusi gli occhi e immaginai che fossero loro a toccarmi, con le dita, questo semplice gesto mi fece bagnare ancora di più. Continuai a toccarmi, inarcando la schiena per permettere alle mie dita di entrare meglio dentro la mia figa.

Sentivo le voci dei due ragazzi sempre più vicine, la cosa mi rendeva sempre più eccitata, l’aria divenne quasi elettrica mentre sentivo i passi farsi sempre più vicini. Aprii gli occhi e continuai a toccarmi, senza distogliere lo sguardo dal loro, volevo provocarli e ci stavo riuscendo benissimo.

“Sembra che tu sappia come divertirti,” disse uno di loro in perfetto italiano, con un sorriso malizioso. “Possiamo unirci a te?” Annuii, sentendo il mio cuore battere più forte. Si avvicinarono, inginocchiandosi accanto a me. Le mani del ragazzo che aveva parlato iniziarono ad accarezzare il mio corpo nudo. Potevo sentire il suo respiro sul mio collo, il calore del suo corpo contro il mio.

L’altro ragazzo si sedette dall’altro lato, i suoi occhi fissi su di me. “Sei bellissima,” sussurrò, prima di baciarmi dolcemente sulle labbra. La sua lingua esplorava la mia bocca, mentre le sue mani mi accarezzavano il seno, stringendomi i capezzoli turgidi con decisione.

Ero persa in un vortice di sensazioni, il mio corpo reagiva a ogni tocco, tremando del piacere che solo una cosa proibita sa darti. Ero bagnatissima, volevo qualcosa di più. Come se mi potessero leggere nel pensiero, le loro dita scivolarono tra le mie gambe, iniziando ad accarezzarmi dolcemente la figa.

Gemevo di piacere, mentre le loro dita mi penetravano, muovendosi ritmicamente dentro di me. Non sapevo chi stava facendo cosa, non sapevo nemmeno chi fossero questi due ragazzi, ma non mi importava. Volevo godere ed era l’unica cosa che contasse in quel momento.

“Vuoi di più?” mi chiese uno di loro, con voce roca. Annuii, incapace di parlare, sopraffatta dall’eccitazione e con il fiato corto. Le loro mani continuavano a esplorare il mio corpo, mentre le loro bocche mi baciavano, mi leccavano, mi facevano impazzire di piacere. Le loro mani erano dappertutto, accarezzavano ogni curva del mio corpo, esplorandone ogni centimetro.

Uno di loro si posizionò tra le mie gambe, la sua lingua iniziò a leccarmi la figa. Potevo sentire la punta della sua lingua sfiorare il mio clitoride, facendomi gemere di piacere. Le sue dita mi penetravano, muovendosi ritmicamente dentro di me, mentre la sua lingua continuava a leccare e succhiare. L’altro ragazzo continuava ad accarezzarmi il seno, stringendo e torcendo i miei capezzoli turgidi.Il dolore si mischiava al piacere facendomi gemere sempre più forte.

Non ce la facevo più, volevo sentirli entrambi dentro di me e glielo dissi. Mi aiutarono a rialzarmi e mi fecero mettere a pecora. E mentre uno mi prendeva la figa da dietro, l’altro mi mise il cazzo in bocca e mi disse di succhiare.

Ero persa in un mondo di sensazioni, potevo sentire il mio corpo contrarsi, il piacere crescere sempre di più. Le loro spinte erano ritmiche, coordinate, mi facevano impazzire. Le loro mani mi accarezzavano, mentre il mio corpo veniva riempito dai loro cazzi.

Ad un certo punto le loro spinte si fecero sempre più intense, il mio respiro si fece sempre più affannoso, era difficile fare un pompino mentre un altro uomo mi scopava, ma era anche meraviglioso. Mi sentivo bella e unica, al centro dei loro desideri. Da sola riuscivo a soddisfare due uomini e questa idea mi faceva perdere totalmente la testa.

Uno di loro mi sussurrò all’orecchio: “Vogliamo sentirti venire, vogliamo sentire il tuo orgasmo, tutti lo dovrebbero sentire.” Quelle parole mi fecero sentire ancora più desiderata e voluta. Volevo godere per loro, ma soprattutto, volevo godere per me. E poi, finalmente, l’orgasmo mi travolse, un’ondata di piacere mi attraversò, facendomi gridare di estasi. Il mio corpo si contorceva, le mie gambe tremavano, mentre il piacere mi riempiva completamente.

Bastò sentirmi godere per portare anche loro allo strenuo. Sentii il seme di uno riempirmi la figa, mentre l’altro si lasciò andare nella mia bocca. Fu bellissimo.

Una volta finito, ci sdraiammo sulla sabbia calda, cercando di calmare il respiro affannoso e lasciandoci andare completamente per godere della sensazione di benessere dopo l’orgasmo. Restammo così, abbracciati, esausti ma appagati, finchè il sole non iniziò a calare sull’orizzonte.

La spiaggia era silenziosa e i raggi solari dipingevano il cielo di sfumature rosse e arancioni. Era stato un pomeriggio indimenticabile, un’avventura che avrei ricordato per sempre. Iniziava a fare buio quando mi alzai lentamente e mi avvicinai all’acqua, lasciando che le onde mi accarezzassero la pelle. Ero libera, selvaggia, pronta a esplorare nuovi orizzonti.

Guardai i due ragazzi, che mi sorridevano con complicità dal bagnasciuga. Non c’era bisogno di parole, sapevamo tutti cosa era successo. Era stata un’esperienza unica, un momento di pura passione e desiderio.

Mi rivestii in silenzio e li salutai con un sorriso, senza aggiungere altro. Volevo imprimermi nella memoria le sensazioni di quella giornata. Mi voltai un’ultima volta verso il mare, prima di andare via. Non avrei dimenticato facilmente questa giornata, pensai mentre mi allontanavo a passo sicuro verso la strada principale.

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