Jack si era appena trasferito a Milano da Londra, per iniziare un nuovo lavoro come amministratore delegato di una società finanziaria. Il suo ufficio si trovava all’ultimo piano di un grattacielo in centro, con una vista mozzafiato sulla città. Eppure, nonostante la bellezza del panorama, c’era qualcosa che non lo rendeva felice. Il lavoro era stressante, le giornate lunghe e solitarie.

L’unica cosa che lo teneva attivo era la presenza costante della sua segretaria, una donna di 35 anni davvero affascinante. Elena, così si chiamava, era diventata ormai una presenza costante nella sua vita. Sempre disponibile, sempre pronta a soddisfare ogni suo capriccio. Gli portava la cena ogni sera, aspettando pazientemente che Jack finisse di lavorare e gli teneva compagnia finché non finiva.

Jack sapeva che Elena era disposta a fare di tutto per accontentarlo e avrebbe scommesso che il suo desiderio di soddisfarlo non faceva riferimento solo al lavoro… C’era qualcosa di perverso nel loro rapporto, un gioco di potere che Jack trovava molto eccitante.

La tensione tra loro cresceva ogni giorno di più. Jack si rendeva conto che Elena era attratta da lui, averla sempre intorno era una tentazione costante, un gioco di sguardi e di doppi sensi logorante. Ogni sera, quando Elena gli portava la cena, Jack fantasticava di spogliarla, di prenderla lì, sulla scrivania, con la città ai loro piedi e di farle tutte le cose che aveva immaginato sempre più spesso mentre si masturbava.

Poi, una sera come tante, Jack decise di provare a capire fino a che punto Elena fosse disposta ad arrivare per soddisfarlo. La segretaria arrivò puntuale con la cena, come sempre. Entrò nell’ufficio con il sacchetto del delivery in mano, giovedì era la serata sushi, e lo appoggiò davanti al suo capo. Jack la guardò attentamente, cercando quasi di spogliarla con gli occhi: indossava una longuette stretta che metteva in risalto il culo, sopra aveva una camicetta leggermente sbottonata, di chiffon blu, da cui si intravedeva il reggiseno nero e un paio di decoltè altissime e super sexy.

“La tua cena, Jack,” disse Elena, posando tutto sulla scrivania. Jack si alzò dalla sedia e si avvicinò a lei. Sentiva il suo profumo, un mix di vaniglia e qualcosa di più speziato. Era inebriante. “Grazie, Elena,” rispose lui, con una voce bassa e roca. “Hai fatto un ottimo lavoro, come sempre.” Elena sorrise, abbassando lo sguardo. “Faccio del mio meglio per accontentarti, Jack.”

Allora lui si avvicinò ancora di più, tanto da sentire il suo respiro sulla pelle. “Elena,” disse, la voce carica di desiderio. “Lo sai che mi fai impazzire, vero?” Elena alzò lo sguardo, sorpresa dalle parole del capo, gli occhi pieni di desiderio. “Jack… io… non so cosa dire.” Jack le prese il viso tra le mani, accarezzandole la guancia con il pollice. “Non devi dire nulla, Elena. Lo so che mi vuoi, e io voglio te. Non resisto più.” Elena chiuse gli occhi, lasciandosi andare al suo tocco.

Le dita dell’uomo scesero lungo il collo di Elena, tracciando una linea invisibile fino al bordo della camicetta. Con un movimento rapido, le sbottonò i primi bottoni, rivelando la pelle liscia e morbida. Elena aprì gli occhi, il respiro affannoso. “Jack, cosa stai facendo?” Jack sorrise, un sorriso malizioso. “Sto solo esplorando, Elena. Voglio vedere fino a che punto sei disposta ad arrivare per soddisfare tutte le mie necessità.”

Elena annuì, un cenno impercettibile. Jack continuò a sbottonare la camicetta, rivelando il reggiseno di pizzo nero. Le sue dita tracciarono il contorno dei suoi seni, sentendo il suo corpo fremere sotto il suo tocco. Elena si lasciò sfuggire un suono di eccitazione dalle labbra, poi titubante aggiunse “Jack… ti prego…” ma lui non le diede modo di finire, le mise un dito sulle labbra e la fece stare zitta. “Non ancora, Elena. Voglio che tu mi desideri così tanto da non poter resistere.”

Lui le sfilò la camicetta, facendola scivolare a terra e rivelando il suo corpo seminudo. Le sue dita tracciarono una linea invisibile lungo la sua schiena, poi la baciò con intensità. Elena rispose al bacio con altrettanta passione, il suo corpo premeva contro quello di Jack quasi come se volesse diventare un tutt’uno. “Voglio che tu ti senta completamente mia,” le sussurrò Jack all’orecchio, mordendole leggermente il lobo. Elena non rispose, ma lui prese il suo silenzio per un tacito accordo e le sfilò la gonna, lasciandola solo con il reggiseno e le mutandine di pizzo nero.

Jack rimase a guardarla per un lungo momento, aveva un corpo davvero perfetto che aveva tenuto nascosto per troppo tempo. Lui la prese per mano e la portò davanti alla finestra dell’ufficio. Da quel piano di sera la vista della città era mozzafiato, ma Jack non voleva farle ammirare il panorama, voleva che Elena si sentisse esposta e vulnerabile.

Inizia ora

Nina è l’app di audio dedicati al tuo piacere

Audio racconti erotici che accendono il desiderio, meditazioni sensuali per sentirlo nel corpo, masterclass per viverlo ogni giorno.
Ascolta gratis tutti gli audio per 7 giorni.

La fece appoggiare contro la finestra, il suo corpo nudo visibile a chiunque potesse guardare dai palazzi circostanti. “Jack, cosa stai facendo?” chiese Elena, la voce tremante di eccitazione e paura. “Voglio che tu sappia che chiunque potrebbe vederci e che questo ti ecciti ancora di più.” Elena gemette, il suo corpo teso contro la finestra. Jack le accarezzò la schiena, le sue dita scesero sicuro fino alle natiche. Le sfilò le mutandine, “Jack, ti prego…” implorò Elena, il suo corpo stava tremando di desiderio.

La fece girare e appoggiare le mani sul vetro, poi si mise dietro di lei, il suo cazzo duro contro il suo culo. Le afferrò i fianchi, stringendoli forte e facendola leggermente abbassare a novanta. “Dimmi cosa vuoi, Elena,” le sussurrò. “Voglio che tu mi scopi, Jack,” rispose Elena, la voce carica di aspettative. “Voglio sentirti dentro di me e voglio soddisfare ogni tuo desiderio” Jack sorrise, un sorriso malizioso, amava avere ragione. “Come desideri, Elena.”

Con una mano le fece abbassare la schiena ancora un po’ e poi, con un movimento deciso, la penetrò. Lei si lasciò scappare un ansimo di sorpresa. Poi Jack iniziò a muoversi lentamente fuori e dentro la sua figa, alternando spinte profonde a superficiali, sentiva il corpo della donna rispondere a ogni sua mossa. Le afferrò con una mano il seno e con l’altra i capelli, tirandole la testa indietro. Ogni spinta la faceva gemere e perdere la presa contro il vetro, che iniziava ad appannarsi.

”Sai che tutti ti possono vedere? Chissà se capiranno che sei la mia segretaria, una cagna pronta a tutto per farmi godere e soddisfare ogni mia voglia” Jack non era mai stato offensivo con Elena, ma la cosa la eccitava, si sentiva umiliata e in suo potere. Il fatto di rischiare di essere visti poi rendeva tutto ancora più proibito. Nel palazzo di fronte Elena notò una finestra illuminata. Affacciati tre uomini in giacca e cravatta applaudivano in loro direzione.

Non le importava, voleva solo realizzare la fantasia che aveva da quando era arrivato il suo nuovo capo, così sexy e affascinante. “Jack, sto per venire,” gemette Elena, il suo corpo teso contro la finestra. Jack aumentò il ritmo, le sue spinte diventando sempre più violente, la donna quasi perse l’equilibrio e rimase in piedi solo perchè Jack la afferrò per i fianchi con foga. Lui sentiva il corpo di Elena fremere, mentre il suo cazzo duro si faceva spazio dentro di lei. “Vieni per me, Elena,” le ordinò Jack all’orecchio, mordendole leggermente il lobo. Elena non vedeva l’ora di potersi lasciare andare, gridò e il suo corpo fu scosso da un orgasmo intenso.

Jack non aveva intenzione di fermarsi, era ancora lontano dal venire e continuò a muoversi dentro di lei. Le sue mani affondavano nella carne bianca e morbida di lei. Il suo cazzo ormai scivolava veloce, sfruttando il fatto che Elena si fosse bagnata moltissimo. Gli uomini del palazzo di fronte continuavano a fissarli, incitandoli con gesti volgare. E poi… lei raggiunse di nuovo l’orgasmo, questa volta ancora più intensamente. A quel punto Jack rallentò i suoi movimenti, ma non smise di penetrarla. Voleva che lei sentisse ogni centimetro di lui, che si abbandonasse completamente al piacere.

“Dio… è stato incredibile…” sussurrò Elena, la voce quasi un soffio per il piacere. Jack sorrise maliziosamente. “Non è ancora finita, mia cara. Voglio che tu venga ancora per me e poi tocca anche a me”. Detto questo uscì da lei, la afferrò per i fianchi e la fece girare. La schiena contro il vetro freddo. Le sollevò le gambe e la penetrò di nuovo. Jack le accarezzò i seni, stringendole i capezzoli tra le dita, sentiva il suo corpo rispondere, mentre il suo cazzo diventava sempre più duro dentro di lei. “Jack, ti prego, fammi venire ancora,” implorò Elena, il suo corpo teso contro la finestra. Jack aumentò il ritmo, le sue spinte diventando sempre più violente finché la donna non raggiunse di nuovo l’orgasmo e lui con lei, il corpo scosso da un piacere intenso.

Si fermò, restando dentro di lei e assaporando la sensazione di calore dei loro corpi uniti. Il corpo di Elena tremava a contatto con quello di lui. Jack si staccò, l’aiutò a mettersi in piedi e a recuperare i suoi vestiti sparsi sul pavimento dell’ufficio. Elena si rivestì e fece per andarsene, salutando il capo come se nulla fosse successo. Jack rimase stupito “non aspetti che finisca di cenare? Posso offrirti del sushi? Ti prego rimani” ma lei fece segno di no con la testa. “Per stasera credo di aver già avuto tutto quello che desideravo”, e detto questo uscì dalla porta dell’ufficio.

La guida al piacere consapevole che cambia il modo in cui vivi la tua intimità.

6 capitoli con esercizi, spunti e riflessioni per riconnetterti al tuo desiderio, esplorare il corpo e trasformare il tuo rapporto con la sessualità.

Leggi la nostra Privacy Policy

Unisciti alle oltre 25.000 persone che hanno già iniziato questo viaggio con Nina.