La neve cadeva fitta e soffice attutendo i rumori del mondo esterno, come se volesse avvolgere la nostra baita di montagna in un silenzio ovattato e protettivo. Io e Greta, la mia migliore amica, eravamo scappate da Milano per cercare di dimenticare i nostri problemi e le nostre delusioni amorose.

Colpite da un’insolita ondata di malinconia, ci ritrovammo a guardare in religioso silenzio il fuoco scoppiettare nel camino, con un bicchiere di vino rosso tra le mani. Il calore del camino contrapposto al freddo pungente che entra da sotto la finestra mi faceva sentire in bilico: da un lato ero triste perché Leo mi aveva lasciata, mentre dall’altro ero grata di essere lì con accanto una persona che mi voleva davvero bene.

“Non riesco a credere che quel bastardo mi abbia lasciata,” mormorai finendo il vino nel bicchiere e versandomene dell’altro. Greta alzò gli occhi dal fuoco e li posò su di me, scrutandomi con una compassione che detestavo: “Sai che non era l’uomo giusto per te, Elena. Era un egoista, un infedele e, soprattutto, non ti meritava.”

Inizia ora

Nina è l’app di audio dedicati al tuo piacere

Audio racconti erotici che accendono il desiderio, meditazioni sensuali per sentirlo nel corpo, masterclass per viverlo ogni giorno.
Ascolta gratis tutti gli audio per 7 giorni.

Lo so, lo so,” risposi, sospirando profondamente. “Ma fa male… un male cane, porca troia.” Lei si alzò dalla poltrona e si avvicinò a me, appoggiandomi una mano sulla spalla. “Ecco perché siamo qui, ricordi? Per dimenticare quello stronzo e ricominciare.” Annuii, sorridendo debolmente, volevo provarci, ma in quel momento non ero sicura di avere le forze per farcela.

Dopo un paio di minuti di silenzio, mi girai verso Greta, fissare il legno scoppiettante mi aveva messo inquietudine: “Dopo tutto quello che mi è successo, come farò a trovare un altro uomo? Come farò di nuovo a fidarmi di un altro uomo?” Greta scoppiò a ridere: “Magari non dovresti cercare un uomo, magari potresti provare con una donna.” Mentre diceva questo notai che mi stava fissando con un’espressione un po’ maliziosa, come se le sue parole nascondessero altro.

“Smettila, sei ubriaca Greta!” “No, sul serio, – insistette lei – pensaci: niente più cuori spezzati, niente più tradimenti, niente più bugie. Solo piacere, passione e complicità.” “E tu come lo sai, scusa?” chiesi un po’ confusa, alzando un sopracciglio. Greta si sedette accanto a me sul divano, sorridendo: “Beh, ho avuto le mie avventure, sai… E devo ammettere che non mi sono mai pentita, anzi le donne sanno essere davvero indimenticabili a letto e di certo non mentono come gli uomini”. Confusa, non sapendo cosa rispondere dissi:” Ma io non so nemmeno da dove cominciare,” Greta mi prese la mano e la portò alla sua bocca, baciandola delicatamente.. “Lascia fare a me, Elena. Ti prometto che non te ne pentirai…”

Sentendo quelle parole, il cuore prese a battermi all’impazzata nel petto e le gambe iniziarono a tremarmi. Non riuscivo a credere a quello che stava per succedere, eppure una parte di me non vedeva l’ora di provare quella nuova esperienza che Greta, di baciarla e poter gustare il suo sapore sulle labbra. Le nostre bocche si sfiorarono per la prima volta, timide e impacciate. Era come se stessimo per infrangere un tabù e varcare una soglia oltre la quale non sapevamo cosa sarebbe successo. Ma, allo stesso tempo, era tutto così naturale, così semplice, sentendo le sue labbra sulle mie mi sembrò quasi che il mondo che ci aveva tanto ferito e deluso sparisse per un momento.

<p”Sei sicura di volerlo fare?” le sussurrai, cercando di controllare il respiro affannoso. Greta annuì, con uno sguardo deciso. “Sì e credo che lo voglia anche tu…” Ci fermammo per un attimo a guardarci, mi sentivo emozionata e al tempo stesso in profondo imbarazzo. “Ma… non è strano?” le chiesi, ancora titubante. Lei scosse la testa, sorridendo e mi rispose: “No, non lo è. È solo una questione di attrazione. E io mi sento connessa a te, Elena, in un modo che non ho mai provato con nessun’altra persona in vita mia.” Le sue parole mi colpirono come un pugno nello stomaco, facendomi sentire vuota e piena allo stesso tempo.

Per un attimo il dolore e la delusione che avevo provato per il mio ex erano spariti e, al loro posto, si erano insinuati il desiderio e la curiosità di provare qualcosa che uscisse dai miei schemi, ma che mi attraeva così tanto. Le nostre labbra si incontrarono di nuovo, questa volta con più convinzione e passione. I nostri corpi si avvicinarono e le nostre mani iniziarono a esplorarsi e toccarsi. Sentivo il calore del suo corpo attraverso i vestiti, il suo respiro sfiorava il mio viso e il suo profumo mi avvolgeva, inebriandomi.

Le nostre mani iniziarono a muoversi con maggiore sicurezza e audacia, slacciando bottoni, sfilando vestiti e lasciandoci completamente nude. Ogni nuovo pezzo di pelle che scoprivamo lo accarezzavamo e lo mordicchiavamo, con fame e curiosità. Quando alla fine rimanemmo in biancheria intima, ci fermammo un istante, come per fissare per sempre quel momento nella nostra memoria.

Eravamo due donne adulte e la nostra pelle portava i segni della nostra storia e della nostra vita, eppure, in quel preciso momento, ci sentivamo come due ragazzine che stavano per compiere la loro prima trasgressione. “Sei bellissima, Elena,” mi disse Greta, con uno sguardo pieno di desiderio. “Anche tu sei stupenda,” le risposi, sentendomi quasi commossa. “Non ho mai visto un corpo così perfetto.” Lei rise, con un’espressione divertita e imbarazzata. “Non esagerare, sai bene che non è vero.” “Ma per me lo è,” insistetti, avvicinandomi a lei e posando le mie labbra sul suo collo.

“Ti voglio, Greta. Ti voglio tutta per me.” Lei sospirò, abbandonandosi alle mie carezze e ai miei baci. “Anch’io ti voglio, Elena. Ti voglio come non ho mai voluto nessun’altra persona.” Le nostre mani si infilarono nelle mutande l’una dell’altra, cercando e trovando il centro del piacere. Era come se stessimo esplorando un nuovo mondo, un mondo fatto di umidità, di calore e morbidezza. Era come se stessimo scoprendo un segreto nascosto e proibito, un segreto che solo noi due potevamo condividere. I nostri gemiti si mescolarono ai crepitii del camino e al fruscio del vento fuori dalla finestra, creando una sinfonia che trascendeva il momento presente.

Iniziai a masturbare Greta, mi venne tutto così naturale. Seguivo il ritmo del suo respiro e muovevo delicatamente le dita, andando a toccare e accarezzare le zone della figa che toccavo e accarezzavo quando volevo regalarmi un orgasmo. Dopo un po’ mi resi conto che Greta stava per raggiungere l’apice, ma mi fermò, come per prolungare il suo piacere e l’attesa. “Voglio assaggiarti, Elena,” mi disse, con un sorriso malizioso. “Voglio sentire il tuo sapore sulla mia lingua.” Le parole mi si fermarono in gola e riuscii solo ad annuire, con un’espressione estasiata, sussurrando: “sì, ti prego, fallo.”

Gloria non mi diede nemmeno il tempo di rispondere, si inginocchiò davanti a me, tra le mie gambe, mi spostò gli slip di lato quel tanto che bastava per raggiungere con la lingua la mia figa, ormai del tutto bagnata dall’eccitazione. Con delicatezza iniziò a leccarmi le grandi labbra, assaporando il mio sapore, con il naso scostò leggermente la pelle per raggiungere il clitoride. Lo prese tra le labbra e iniziò a giocarci, prima lentamente e poi sempre con maggiore forza. Non riuscii a trattenere un gemito di piacere quando lo afferrò con i denti e prese a muoverlo sù e giù.

Le mie mani si aggrapparono ai suoi capelli, spingendole la testa contro la mia figa: volevo che non smettesse, che mi mangiasse e mi facesse sua. Greta allungò le mani e mi afferrò il seno, iniziò a strizzarlo, schiacciarlo e tirarlo…La sensazione di dolore mista a piacere mi stava mandando sù di giri. Non capivo più niente, mentre lei continuava a leccarmi e succhiarmi la figa, seguendo il ritmo dei miei sussulti.

Quando finalmente raggiunsi l’orgasmo, il mio corpo si contrasse e cercò di scappare dal suo tocco. Ma Greta non mi lasciò andare, mi afferrò il culo e mi tenne bloccata, continuando a leccarmi la figa, come se volesse prolungare l’orgasmo. E cazzo se fu così. Non avevo mai provato niente di simile prima. Dopo l’orgasmo, iniziai a provare fastidio, ma la lingua di Greta, così calda ed esperta, mi guidò verso un secondo orgasmo, più intenso e lungo del primo. Un’esperienza quasi extrasensoriale che mi svuotò e mi fece crollare senza forze sul divano.

Quando mi ripresi, trovai Greta accanto a me sul divano, accoccolata in una morbida coperta. Non avevo parole adatte per ringraziarla, per la prima volta dopo settimane mi sentivo davvero leggera e felice. Mi lesse nel pensiero, perché mi fece cenno con la testa di no, come se non dovessi dire nulla. Non ora. Ci abbracciammo e rimanemmo semplicemente così, a godere del calore del camino e del nostro momento di connessione. Fuori, la neve continuava a cadere, creando un paesaggio bianco e silenzioso. Ma dentro di noi, c’era un fuoco che ardeva forte e potente, un fuoco fatto di desiderio e di connessione, di piacere e di passione. E sapevamo che quel fuoco non si sarebbe spento, anzi, ci avrebbe portato a sperimentare nuove sensazioni insieme.

La guida al piacere consapevole che cambia il modo in cui vivi la tua intimità.

6 capitoli con esercizi, spunti e riflessioni per riconnetterti al tuo desiderio, esplorare il corpo e trasformare il tuo rapporto con la sessualità.

Leggi la nostra Privacy Policy

Unisciti alle oltre 25.000 persone che hanno già iniziato questo viaggio con Nina.