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Il compleanno

Scritto da Nina

elena

Letto da Elena

Lo ammetto. Alcuni degli sguardi che mi riservano i papà dei miei alunni sono tutto fuorché innocui.

Siamo su un confine invalicabile per me però, per un’insegnante.
Concedersi a un genitore potrebbe essere un errore che potrebbe costarmi il posto; so di non poterlo fare…ma…

C’è un ma…
Lui viene sempre lui a prendere Simone. Ogni giorno fuori dalla scuola lo vedo quando accompagno i ragazzi all’uscita. Capello scuro spettinato un po’ lungo, ben rasato, fisico asciutto, e quegli occhi verdi. 

I nostri sguardi si incrociano giusto per il tempo di un saluto, poi, timidamente, si volta e se ne va. Tutti i giorni la stessa identica scena. Tra i genitori dei ragazzi del nuovo anno è decisamente il più riservato; mai una parola di troppo.

Suona una delle ultime campanelle dell’anno scolastico ed esco fuori con i ragazzi, si avvicina, mi saluta e prende suo figlio, lo fa salire in macchina e poi torna da me; mi chiede se nel fine settimana mi andrebbe di andare al compleanno di Simone a casa loro. Accetto con piacere “Stefano, giusto?”

Sorride e mi dice: “Sono felice che tu sappia già il mio nome” 

Ecco (sorriso). Era ora. 

Il giorno del compleanno decido di indossare il vestito a fiori che mi sta così bene, lungo fino a poco sopra le ginocchia…e nonostante abbia cercato di non metterci troppo tempo a prepararmi, arrivo al compleanno un po’ in ritardo. Tra gli invitati anche qualche collega…saluto Sonia, ma il mio sguardo cerca Stefano ed eccolo li.

Mi saluta con un sorriso come non gli avevo mai visto fare fuori da scuola e il suo sguardo felice mi fa battere il cuore.

Prima mi chiede cosa preferisco bere…e poi mi porta un bicchiere di bianco e torna alla sua griglia.
Non so se lo fa per timidezza o per la tanta gente invitata da seguire, ma non mi considera per tutto il pomeriggio e quando lo cerco con lo sguardo mi sembra trovi sempre una scusa per girarsi dall’altra parte.

Intanto alla festa tra qualche momento passato a giocare con i ragazzi e qualche chiaccherata con gli invitati scopro che è divorziato da poco…interessante novità per me.

Sono l’ultima invitata rimasta, Simone ha insistito tanto perché rimanessi a giocare un po’ con lui e non potevo di certo rifiutare il giorno del suo compleanno. Sono quasi le nove ed esausto, poco dopo, si addormenta in giardino su una delle sdraio, così ecco che suo padre lo prende in braccio e lo porta di sopra, a letto. 

Mentre lo aspetto in veranda la mia curiosità si rivolge alle foto esposte in salotto. Mi avvicino alla libreria, c’è un ritratto di sua moglie. È molto attraente. La sua ex-moglie.

Non me ne sono resa conto ma nel frattempo lui è sceso dalle scale e si è avvicinato a me.
“Ero curiosa di sapere cosa ti piace leggere”

Lui sorride e mentre lo fa appoggia dolcemente una mano sul mio viso, mi accarezza senza perdere di vista i miei occhi…mi bacia. 

In un attimo tutta la timidezza e la formalità che c’erano tra noi scompaiono.
Lui non è più il padre di Simone e io la sua insegnante.

Le nostre mani esplorano i nostri corpi senza alcuna esitazione e sento l’eccitazione aumentare attraverso i suoi pantaloni. 

Mi fa voltare e mi spinge con la faccia contro al muro, sbottona i pantaloni e abbassa i boxer; mi solleva il vestito e dopo essersi leccato la mano mi schiaffeggia il culo per poi stringerlo fra le sue dita. Mi scappa un gemito di sorpresa ma anche di piacere…Non è poi così timido come sembra.

Le sue mani scendono tra le mie gambe e iniziano a toccare il mio clitoride…sempre più forte…
e poco dopo, in modo brusco e rapido, lo infila tutto dentro con decisione. Aumenta ancora il ritmo dei suoi colpi, e io… non… riesco più… a trattenermi. 

Con il viso rivolto verso il basso, appoggio una mano al muro e reggo così l’urto dei suoi colpi.
Nel frattempo con l’altra mano inizio a toccarmi, quasi non ragiono più… 

Voglio sentire ogni suo singolo centimetro penetrarmi, spingo il bacino verso di lui per farlo andare ancora più in profondità…è bellissimo…ma non voglio ancora venire…


Mi volto e lo bacio, lui appoggia due dita sulle mie spalle, e molto lentamente, fa cadere le spalline del vestito giù lungo le mie braccia…poi mi sfila gli slip e il reggiseno. Sono nuda davanti a lui, che non smette di fissarmi…gli ordino di penetrarmi ancora. E lui non si fa pregare.

Mi gira e mi rimette contro al muro, tirando il mio culo verso di sè, sentirmi così costretta tra le sue braccia mi fa eccitare moltissimo. 

Allarga le mie natiche e il suo pollice si posa sul mio ano, inizia a stuzzicarmi e sento il piacere innondarmi. Una goccia di saliva cade su di me, continua a toccarmi con il pollice sempre più a fondo, e dopo poco accompagna il suo sesso, penetrandomi lentamente. Mi sfugge un urlo…di piacere…mi sta facendo perdere il controllo.

Mi tocca con una mano e mi guarda mentre godo, mentre arrivo al culmine.
L’esplosione del mio piacere lo fa impazzire. Mi fa girare, mi unisce i polsi sopra la testa con una mano e continua a penetrarmi fino a quando anche il suo orgasmo esplode.

Non mi sarei mai aspettata tutto questo da quegli sguardi timidi a scuola…e non mi sarei mai aspettata che sarebbe stato in grado di farmi godere così tanto.

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