Io e il mio ragazzo Simone avevamo deciso di passare un weekend romantico a Vienna, visitando i mercatini di Natale. La città era coperta da una leggera coltre di neve, che rendeva l’atmosfera ancora più magica. Avevamo passato il sabato a gironzolare tra le bancarelle, comprando regali per amici e familiari, e naturalmente, non avevamo resistito ai dolciumi e ai vin brulé.
Il pomeriggio era stato particolarmente piacevole. Simone mi aveva comprato un piccolo flacone di olio alla cannella, dicendo che sarebbe stato perfetto per un massaggio rilassante. Avevo sorriso, sapendo che quella sera avremmo avuto l’occasione di usarlo.
Avevamo scelto un ristorante molto romantico per cena, con luci soffuse e un menù delizioso, anche se non eccessivamente pesante.
Era andato tutto alla perfezione: avevamo parlato di tutto e di niente, ridendo e scherzando come sempre. Tornati in camera, l’atmosfera era ancora più intima. L’hotel era davvero elegante, con una vista spettacolare sulla città.
Appena entrati, Simone chiamò il servizio in camera per ordinare una bottiglia di bollicine. Mi sdraiai sul letto, la stanchezza dopo una giornata così intensa stava abbracciandomi, ma Simone si avvicinò con due bicchieri e un sorriso malizioso.
“Brindiamo a noi,” disse, porgendomi il calice, “A noi,” risposi. Il primo sorso mi solleticò il palato, facendomi sentire subito più rilassata e leggera. Simone si sedette accanto a me, accarezzandomi dolcemente la schiena: era il momento perfetto per un massaggio.
Simone prese l’olio alla cannella e mi fece sdraiare a pancia in giù. Sentii le sue mani calde spalmarmi l’olio sulla schiena, massaggiando dolcemente ogni muscolo. Il profumo di cannella riempiva la stanza, creando un’atmosfera ancora più sensuale. Le sue mani si muovevano con sicurezza, facendomi rilassare completamente.
“Come ti senti?” mi chiese, con voce bassa e rauca. “Da dio” risposi, con un sospiro di piacere. Le sue mani scendevano lungo la mia schiena, massaggiando ogni centimetro di pelle. Simone sapeva esattamente come toccarmi e farmi sentire super sexy.
Dopo un po’ mi girai sulla schiena, guardandolo negli occhi. Lui mi sorrise, con quel sorriso che mi faceva impazzire. Le sue mani si spostarono sul mio seno, massaggiandolo dolcemente. Sentii un brivido di piacere, e un gemito sfuggì dalle labbra. “Ti piace?” mi chiese, con un sorriso divertito. “Moltissimo,” risposi, con voce tremante.
Le sue mani continuavano a massaggiarmi, scendendo giù fino alle cosce. Mi sentivo sempre più desiderata e io desideravo lui. Simone sapeva esattamente come farmi impazzire. Poi mi prese in braccio, mi sollevò e mi portò verso bagno. Aprì l’acqua della doccia, e un getto caldo ci avvolse. Il vapore riempiva la stanza, creando un’atmosfera ancora più intima.
Mi spinse contro la parete della doccia, baciandomi con passione. Le sue mani mi accarezzarono il seno, stringendomi i capezzoli e facendomi gemere di piacere. “Voglio sentirti dentro di me,” gli sussurrai all’orecchio. Lui sorrise, e le sue dita si spostarono tra le mie gambe. Sentii il suo tocco dolce e deciso, le sue dita iniziarono a stimolarmi il clitoride, con movimenti lenti e circolari.
Lo implorai di non fermarsi e di continuare, stringendogli le spalle. Le sue dita alternavano sapientemente movimenti lenti a veloci, portandomi sempre più vicino all’orgasmo. Il mio fidanzato sapeva esattamente cosa mi piaceva e come doveva farmi godere.
Poi, lentamente, mi penetrò con due dita, muovendole dentro e fuori con ritmo costante. Sentivo il suo cazzo duro contro di me e non vedevo l’ora di essere scopata. Mi piaceva sentirmi desiderata e sapere che mi voleva tanto quanto io volevo lui.
“Sei così eccitata,” mi disse, con voce roca. “È colpa tua,” risposi cercando di provocarlo ancora di più. Le sue dita continuavano a muoversi dentro di me, mentre con l’altra mano mi stimolava il clitoride. Simone mi conosceva troppo bene e stava usando tutti i mezzi per farmi godere.
Sentivo il mio corpo tendersi, pronto a esplodere. Simone continuava a masturbarmi con movimenti lenti e decisi. Il piacere era così intenso che non riuscivo a trattenermi. “Sto per venire,” gli sussurrai, con voce tremante. “Vieni per me, amore,” mi incitò lui e in quel momento, l’orgasmo mi travolse. Il mio corpo si contrasse e un’ondata di piacere mi invase.
Le gambe tremavano e mi aggrappai a lui per non cadere, gemendo forte. Lui continuava a massaggiarmi, dovetti fermarlo prima che il piacere si trasformasse in fastidio. Simone mi baciò e mi abbracciò con tenerezza, poi mi prese in braccio e mi portò a letto.
Ci sdraiammo sotto le coperte, bagnati, ma soddisfatti. Restammo così, abbracciati e esausti, finché non ci addormentammo. Quella notte, sognai di noi, di quel weekend perfetto a Vienna e di come il nostro amore fosse diventato ancora più forte.
Il mattino dopo, mi svegliai piena di forze. Sapevo che volevo essere più audace e regalare a Simone un ricordo memorabile come quello della sera prima. Lo guardai, ancora addormentato al mio fianco, e sorrisi. Altai le lenzuola e mi infilai, non c’era modo migliore di svegliarlo che con un bel pompino.