Sono sempre stata una ragazza timida e introversa. Fin dai tempi della scuola, preferivo stare in disparte, osservare gli altri senza mai partecipare attivamente. Ero quella che si nascondeva dietro i libri, che evitava le feste e che non aveva mai il coraggio di dire ciò che pensava. Ma questa vacanza ha cambiato tutto.
Mia cugina mi ha invitata a raggiungerla nella villa della sua famiglia sul lago di Como. Ho accettato senza esitazione, pensando che un po’ di aria fresca e tranquillità mi avrebbero fatto bene. Non avevo idea di cosa mi aspettasse. Ho tanti ricordi di quando ero piccola qui: la villa dei miei zii è splendida, con giardini curati e una vista mozzafiato sul lago. Ma sono anni che non passo un po’ di tempo qui e tutto sembra cambiato.
La prima sera che siamo lì mia cugina mi presenta Ettore, il ragazzo che si occupa del giardino. Ha un sorriso disarmante e occhi profondi che sembrano leggermi dentro. La cosa mi fa un po’ paura, sono sempre stata piuttosto timida, ma mi crea anche una sorta di eccitazione. C’è qualcosa in lui che mi attira, qualcosa di selvaggio e indomito che mi fa venire voglia di rischiare e di lanciarmi per conoscerlo meglio.
Durante i primi giorni, mi ritrovo spesso a osservarlo mentre lavora in giardino. I suoi movimenti sono decisi e sicuri e il suo corpo è più definito di quello delle statue greche che studiavo sui libri di storia dell’arte. Ogni volta che mi guarda, sento un brivido corrermi lungo la schiena, una sensazione che mi porta indietro all’adolescenza e alla mia cotta.
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Una sera, dopo una giornata particolarmente calda per il periodo invernale, Ettore mi invita a cena a casa sua. Esito per un momento, dovrei cenare con mia cugina, ma poi mi decido a rischiare. Voglio vedere dove mi porterà questa serata. La casa di Ettore è piccola ma accogliente, situata in un angolo del giardino della villa.
Quando arrivo, mi accoglie con un sorriso enigmatico e mi fa entrare. L’atmosfera è strana e io mi sento sempre più nervosa. “Sei pronta per cenare?” mi chiede, con un tono che mi fa capire che non sarà una cena come le altre. “Sì, credo di sì,” rispondo, cercando di sembrare sicura. Ettore mi prende per mano e mi guida verso il tavolo della sala. “Sara, se vuoi mangiare, sarai tu la nostra cena,” mi dice, guardandomi negli occhi.
Le sue parole mi lasciano di stucco, nemmeno nelle mie fantasie più pazze e segrete mi sarei aspettata mai una simile proposta. Ma la sua proposta smuove qualcosa in me, sento l’eccitazione crescere. Non so cosa aspettarmi, ma sento che è esattamente ciò di cui ho bisogno per darmi uno scossone.
Decido così di dirgli di sì e farmi guidare completamente da lui. Ettore è molto premuroso, prima mi aiuta a spogliarmi, lentamente, come se volesse assaporare ogni istante. Poi mi fa sdraiare sul tavolo e mi lega le mani e i piedi con delle corde morbide legate alle gambe di metallo della struttura. Sono nuda e immobilizzata, completamente alla sua mercé.
“Sei bellissima,” mi sussurra, mentre inizia a disporre il cibo sul mio corpo. Fragole, cioccolato, miele… ogni pezzo è sistemato con cura, ogni tocco è pensato per avvicinarsi a una zona sensibile del mio corpo, senza però toccarla direttamente. Sento i suoi occhi su di me, bruciano di desiderio. I suoi movimenti sono lenti e calcolati. Mi fa impazzire.
Ettore inizia a baciarmi: parte dalle caviglie e risale lentamente lungo le gambe. Ogni bacio è come fuoco che si accende sulla mia pelle, ogni tocco è una scossa di piacere. Quando arriva alle cosce, il mio corpo inizia a tremare, in attesa di quello che sta per succedere. Lui però si ferma, mi osserva e mi sussurra “Sei così morbida,” poi le sue dita iniziano a muoversi lentamente accarezzandomi la pelle, percorrendo la stessa strada delle sue labbra, su, fino alla mia figa.
Il calore del suo respiro e la pressione delle sue dita mi fanno venire i brividi. Provo a respirare con calma, ma il mio corpo sembra non obbedirmi più. Finalmente le sue dita raggiungono il centro delle mie gambe, iniziano a sfiorarmi le labbra, disegnando cerchi intorno al mio clitoride.
Non riesco più a trattenermi e mi lascio andare in un sospiro di piacere. Devo cercare di controllare il mio corpo, che si contorce dal piacere. “Shh, lasciati andare,” mi sussurra, mentre le sue dita iniziano a muoversi più velocemente sulla mia figa. Lui si piega tra le mie gambe, avvicinando la sua bocca al mio clitoride. Tira fuori la lingua e inizia a leccarlo e succhiarlo, mentre con le dita mi penetra, muovendosi lentamente dentro di me.
Il piacere è intenso, quasi insopportabile. Sento ogni fibra del mio corpo tendersi, ogni muscolo contrarsi. “Ti piace?” mi chiede, alzando lo sguardo su di me. Non riesco a parlare, ma comunque faccio segno di sì con la testa. Ettore riprende a leccarmi, mi bacia come se volesse mangiarmi la figa. Sento la sua lingua scivolare tra le pieghe della mia pelle e le sue dita muoversi dentro e fuori di me, sempre più velocemente, sempre più intensamente.
“Sei così bella,” mi dice, mentre mi guarda negli occhi. Sento il suo desiderio, sento il suo corpo reagire al mio. Si ferma e si avvicina al mio viso, afferra la testa delicatamente e mi bacia con passione. Si solleva, ho il cavallo dei suoi pantaloni all’altezza degli occhi. Posso vedere il suo cazzo duro che spinge da dietro la stoffa dei jeans, la situazione si sta facendo davvero bollente e sento che sono ancora più bagnata di prima.
“Voglio scoparti,” mi dice, con voce roca. “Sì, ti prego,” rispondo, senza esitazione. Ettore mi slega velocemente, mi prende in braccio e mi porta verso la camera da letto. Mi lascia cadere e poi con un movimento deciso mi afferra per i fianchi e mi fa girare a pancia in giù. Mi lega le mani e i piedi a delle manette, sistemate ai lati del letto e mi lascia lì a pecora, con il viso schiacciato contro il materasso.
Sento la sua presenza sopra di me, il calore del suo corpo contro il mio mi fa venire i brividi. “Sei mia,” mi sussurra lentamente, mentre inizia a scoparmi. Mi lascio scappare un grido di sorpresa, soffocato dal materasso. Le sue spinte si fanno subito intense e decise. Il mio corpo reagisce ai suoi colpi.
“Più forte,” gemo, cercando di calmare il battito furioso del mio cuore. Ettore mi asseconda, aumentando l’intensità delle sue spinte. Sento il suo cazzo entrare sempre più a fondo dentro di me. “Sei così stretta,” mi dice, mentre mi sculaccia con forza. Il dolore si mescola al piacere, creando una sensazione intensa, mai provata prima.
Il piacere cresce sempre di più, fino a diventare insopportabile, so di non potere resistere ancora molto prima di venire e lasciarmi travolgere dall’orgasmo. Come se mi avesse letto nel pensiero, mi scopa più forte, mi afferra i capelli e me li tira indietro, per guardami mentre godo e ansimo sotto i suoi colpi. “Sto per venire,” gemo, mentre il mio corpo si arrende al piacere. Ettore rallenta leggermente, giocando con me e portandomi al limite, per poi rallentare e ritardare il tutto.
Ogni movimento è calcolato, sa benissimo come fare per far godere una donna e anche cosa non fare. Dopo qualche minuto di tira e molla, decide che è venuto il momento. Mi dice, quasi mi ordina: “Vieni per me, Sara,” con voce roca. E io non posso fare altro che obbedire e venire, finalmente. L’orgasmo mi travolge come un’onda, spazzando via ogni altra sensazione e pensiero. Sento ogni fibra del mio corpo accendersi e poi sciogliersi al calore che si sprigiona dalla mia figa e si diffonde in tutto il corpo.
Ettore continua a scoparmi, il suo cazzo pulsa dentro di me, riempiendomi completamente. Viene anche lui, con un gemito profondo, quasi un grugnito primordiale, poi il suo corpo si rilassa contro il mio. Restiamo così, avvinghiati l’uno all’altro, per un tempo che sembra infinito. Sento il battito del suo cuore, il calore del suo corpo, la forza delle sue braccia che mi stringono.
Quando finalmente ci stacchiamo, Ettore mi slega, mi accarezza dolcemente e mi bacia con tenerezza. Mi sento esausta, ma anche appagata, soddisfatta, completa. “Sei stata incredibile,” mi dice, con un sorriso dolce “sapevo che dietro a questo aspetto così innocente, c’era un’anima calda”. Nessuno mi ha mai visto così e la cosa mi scalda il cuore. Ettore mi aiuta a vestirmi, mi accompagna alla porta e mi dà un ultimo bacio prima di lasciarmi andare.
Mentre torno alla villa, mi sento cambiata. Ho scoperto che esiste un lato di me diverso, che non conoscevo e che mi piace da morire. Una Sara coraggiosa, indomita e bellissima, pronta a lasciarsi andare ed esplorare i suoi desideri più profondi. Sara, la ragazza timida e introversa, non esiste più. Al suo posto c’è una donna forte, sicura di sé, pronta a sfidare il mondo. E tutto questo grazie a Ettore, grazie a quella serata indimenticabile, grazie a quel momento di pura libertà.