L’autunno è la mia stagione preferita. Le foglie secche che scricchiolano sotto i piedi, l’aria fresca che ti accarezza la pelle e, soprattutto, il profumo del mosto che avvolge ogni angolo di questo piccolo paesino durante i giorni dopo la vendemmia. Sono qui per il festival del vino, con la scusa di cercare nuovi fornitori per il ristorante per cui lavoro, sono scappata dalla città e mi sono organizzata un weekend di relax.

Mi aggiro tra le bancarelle, assaggiando vini locali e ascoltando le storie dei produttori. L’atmosfera è vivace, ma c’è qualcosa di più che mi attira: l’odore della vendemmia, il rumore delle botti che vengono spostate, il tutto avvolto in un’aura di antichità e tradizione. E poi, lo vedo. Un uomo affascinante, intento a parlare con un gruppo di persone, gesticolando con passione mentre descrive i suoi vini. I suoi occhi brillano di entusiasmo e il suo sorriso è contagioso.

Mi avvicino, attratta dal suo fascino. “Ciao” mi dice, notandomi. “Sei interessata a fare una degustazione?” “Assolutamente, sì” rispondo, ricambiando il sorriso. “Allora sei nel posto giusto,” dice, porgendomi un calice e presentandosi: “Sono Francesco, il proprietario di questa cantina.” Mi versa il primo vino da assaggiare e iniziamo a chiacchierare. Sembra che ogni sorso porti con sé una storia, un sapore unico che racconta la passione di Francesco per il suo lavoro, mi spiega come nasce quel vino, descrivendone le uve, il terreno e il clima.

Ascoltarlo è come immergersi in un racconto che parla di tradizione e innovazione, ma anche di lui e della sua storia. Sento la sua passione in ogni parola e mentre lo osservo, mi rendo conto che non sto solo degustando un vino: sto vivendo un’esperienza.

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“E tu? Cosa ti ha portata qui oggi?” mi chiede, guardandomi con curiosità. Prendo un altro sorso, e, con un sorriso, gli rispondo: “Sto cercando un prodotto unico, credo. Un vino che sappia ancora emozionare e che possa proporre al ristorante per cui lavoro” Francesco annuisce, come se capisse perfettamente cosa intendo. “Ti va di fare un giro della mia collezione privata? Magari potremmo trovare qualcosa di adatto a te”. “Con piacere,” rispondo, sentendo un brivido di eccitazione correre lungo la schiena.

Seguo Francesco attraverso il festival, fino a una piccola cantina nascosta tra i vicoli. Il profumo del vino è inebriante e l’atmosfera mi avvolge come un abbraccio. Francesco mi guida attraverso le varie sale, spiegandomi i segreti della vendemmia e la cura che dedica ai suoi vini. La sua passione è contagiosa, e mi trovo a pendere dalle sue labbra.

“Questa è la mia collezione privata,” dice, aprendo una porta di legno massiccio. All’interno, la luce soffusa delle lampade illumina file di botti di rovere francese, ciascuna etichettata con cura. L’aria è fresca e umida e il profumo del vino è ancora più intenso. “Wow,” esclamo, guardandomi intorno. “È magnifico.” “È il frutto di anni di lavoro e dedizione.” mi rivela con un sorriso compiaciuto.

Mi avvicino a una delle botti, passando le dita sul legno ruvido. Francesco si avvicina dietro di me, così vicino che posso sentire il calore del suo corpo. La tensione tra noi è palpabile e il mio cuore batte più forte. “Assaggia questo,” dice, porgendomi un bicchiere di vino rosso. “È uno dei miei migliori.” Prendo il bicchiere e sorseggio il vino, sentendo il sapore intenso e corposo diffondersi nella mia bocca. Francesco mi guarda, i suoi occhi fissi nei miei e per un secondo dimentico quello che volevo dire. La sua mano si posa leggermente sulla mia vita, mi guarda negli occhi e mi chiede se mi piace.

Non riesco a rispondere, sono completamente nel pallone. Il silenzio è rotto solo dal suono dei nostri respiri. Francesco è così vicino che posso sentire il suo profumo, una miscela di legno e vino che mi fa girare la testa. La sua mano si sposta dalla mia vita alla mia schiena, attirandomi a sé.

Il contatto è elettrico. “Sei bellissima,” mi sussurra, la sua voce roca è carica di desiderio. “Non riesco a resisterti.” Le sue labbra trovano le mie e iniziamo a baciarci con passione. Le sue mani si muovono su di me, accarezzandomi e stringendomi ancora più forte. Mi solleva e mi fa sedere su una delle botti, le sue mani scivolano sotto la mia gonna, toccandomi le cosce con delicatezza.

Mi ritrovo a gemere contro la sua bocca. “Toccami,” gli sussurro, guidando le sue mani in mezzo alle mie gambe. Lui obbedisce docile e le sue dita scivolano delicatamente dentro di me, muovendosi con movimenti ritmici.

“Dimmi cosa ti piace,” mi chiede guardandomi negli occhi. Non riesco nemmeno a rispondere, tanto sono presa dalla situazione. Ansimando contro il suo viso gli sussurro che voglio sentirlo dentro di me. Lui sorride, un sorriso malizioso e divertito dalla situazione eccitante. Si slaccia i pantaloni, rivelando il suo cazzo in tiro. Mi solleva ancora di più la gonna, mi scosta gli slip e mi appoggia il cazzo tra le gambe. “Sei pronta?” mi chiede guardandomi fisso negli occhi.

Faccio segno di sì con la testa, aprendo le gambe ancora di più per accoglierlo. Entra dentro di me con una spinta lenta e profonda, facendomi gemere di piacere. Il contrasto tra la durezza del legno della botte e la morbidezza del suo corpo è inebriante. Ogni suo movimento è calcolato, ogni spinta mi porta più vicina al limite. “Sei perfetta.”mi dice afferrandomi il culo e tirandolo sempre con più foga verso di sè. Mi bacia il collo, mordicchiandomi leggermente mentre il suo cazzo mi penetra ancora e ancora. Sento il piacere crescere dentro di me, le contrazioni muscolari che si intensificano, il respiro che si fa sempre più affannoso.

Proprio quando sto per raggiungere l’apice del piacere, sentiamo dei rumori provenire dall’esterno. Un gruppo di turisti è entrato in cantina e le loro voci risuonano sempre più vicine. Francesco si ferma, il suo viso è un misto di desiderio e preoccupazione. “Cazzo,” mormora, guardandosi intorno. “Dobbiamo nasconderci.” Mi prende per mano e mi guida verso un piccolo stanzino, dove ci nascondiamo, ancora più eccitati.

La paura di essere scoperti aggiunge un brivido in più al nostro incontro. “Shh,” mi sussurra, premendomi una mano contro la bocca e spingendomi addosso al muro freddo. “Non possiamo fare rumore.” Annuisco, il cuore che batte all’impazzata. Francesco mi bacia di nuovo, le sue mani scivolano su di me, alzandomi la maglia per accarezzarmi meglio il seno. Il desiderio è così intenso che non riusciamo a trattenerci. Mi solleva di peso e io gli stringo le gambe attorno alla vita per reggermi meglio.

Poi mi penetra di nuovo, questa volta in piedi, con spinte lente e profonde. Il piacere è intenso, amplificato dalla situazione rischiosa. Ogni spinta mi porta più vicina all’orgasmo. Francesco mi guarda negli occhi, il suo viso è una maschera di desiderio e determinazione. “Vieni per me,” sussurra, accelerando il ritmo. “Voglio sentirti venire, ma fai piano. Non vogliamo che ci scoprano” La situazione è così eccitante che dopo pochi minuti raggiungo l’apice del piacere.

L’orgasmo è intenso e travolgente, il mio corpo trema e si contrae attorno a lui. Francesco deve premere la mano sulla mia bocca per soffocare i miei gemiti, poi dopo poco viene anche lui. Il suo corpo si irrigidisce mentre raggiunge l’orgasmo.

Restiamo così, abbracciati e ansimanti, per qualche minuto. Quando i rumori dei turisti si allontanano, ci rivestiamo in silenzio, ancora scossi dall’intensità dell’esperienza. “Non mi pento di nulla,” dico, guardandolo negli occhi. “È stato incredibile.” Francesco sorride, accarezzandomi la guancia. “Anche per me. Sei una donna straordinaria.” Ci salutiamo con un ultimo bacio, promettendo di rivederci. Infondo devo ancora provare i suoi vini per capire se può diventare un fornitore fisso. Per ora so solo che questa fiera potrebbe diventare un appuntamento fisso per me.

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