Sono seduta sul divano, le gambe raccolte sotto di me, un bicchiere di vino rosso in una mano e una sigaretta nell’altra. La casa è silenziosa, a parte il ronzio del frigorifero. È strano come certi suoni, che normalmente passano inosservati, diventino improvvisamente così presenti e forti. Forse è perché sto aspettando qualcuno che non vedo da anni, qualcuno che mi ha lasciato un vuoto dentro che non sono mai riuscita a riempire.
Sto aspettando Luca, il nome stesso mi fa venire i brividi. Abbiamo avuto una storia intensa, di quelle che ti consumano e ti lasciano senza fiato, ma poi è finita, come tutte le cose belle. Ci siamo persi di vista, ci siamo allontanati, eppure il legame tra noi non si è mai spezzato del tutto.
Ora, dopo anni, ci siamo rincontrati per caso in un bar vicino al mio ufficio e abbiamo deciso di trascorrere una notte insieme per vedere se la nostra passione è ancora viva. Mi guardo intorno, la casa è come l’ho lasciata: libri sparsi ovunque, una pianta che ha visto giorni migliori, e le foto appese al muro che raccontano la mia vita.
C’è qualcosa di diverso stasera, un’energia nell’aria che non riesco a definire. Forse è l’attesa, forse è la paura di affrontare i miei sentimenti. Poi il campanello suona e devo smettere di rimuginare. È qui. Mi alzo, poso il bicchiere sul tavolino, spengo la sigaretta e vado ad aprire la porta.
Eccolo, Luca, con quel sorriso che mi ha sempre fatto impazzire. I suoi occhi scuri mi scrutano, come se cercassero di leggermi nel pensiero. “Ciao, Chiara,” dice, la sua voce calda e profonda mi ha sempre fatto impazzire. “Ciao, Luca,” rispondo, cercando di nascondere l’ansia del momento.
“Entra pure.” gli dico, facendomi da parte per lasciarlo passare. Lui si guarda intorno, come se stesse cercando di ricordare ogni dettaglio. “Non è cambiato molto qui,” dice, sorridendo. “No, non è cambiato molto,” rispondo, chiudendo la porta dietro di lui.
“Vuoi qualcosa da bere?” “Un bicchiere di vino andrà benissimo,” dice, seguendomi in cucina. Mentre verso il vino, sento i suoi occhi su di me. Mi sta scrutando, come per capire se sono sempre la stessa persona. L’atmosfera tra noi è imbarazzata, ma spero che un po’ di vino possa aiutarci a scioglierci.
Ci sediamo sul divano, i bicchieri in mano, uno accanto all’altra. Il silenzio tra noi è carico di significato, come se ogni parola non detta fosse un segreto condiviso. Bevo un sorso di vino cercando di calmare i miei nervi. “Allora, come stai?” chiede Luca, rompendo il silenzio. ” Bene,” rispondo cercando di fare la disinvolta “E tu?”, aggiungo. “Anche io sto bene,” dice, sorridendo. “Ma mi sei mancata… molto.”
Le sue parole mi colpiscono come un pugno nello stomaco, una fitta di tristezza e felicità, una sensazione che non provavo da tempo. “Anche tu mi sei mancato,” ammetto, abbassando lo sguardo. Lui si avvicina, la sua mano mi sfiora la guancia. “Sei bellissima, Chiara, lo sei sempre stata.” dice, la voce piena di desiderio.
Il mio cuore batte forte nel petto, sento il calore del suo corpo accanto al mio. Lo ringrazio cercando di mantenere il controllo. Lui si avvicina ancora di più, le sue labbra a pochi centimetri dalle mie. “Posso baciarti?” mi chiede. Senza esitazione gli rispondo di sì.
Le sue labbra si posano sulle mie, dolci e insistenti. Il bacio è lento, profondo, come se stessimo riscoprendo qualcosa di prezioso. Sento il suo sapore, il suo odore, e mi perdo completamente in lui. È come se non fosse passato nemmeno un giorno dall’ultima volta che ci siamo baciati.
Le sue mani mi accarezzano il viso, poi mi attiva a sé, stringendomi contro il suo corpo. Sento la sua eccitazione e mi lascio andare completamente. Con un gesto familiare mi sfila la maglietta, scoprendo la mia pelle nuda.
Le sue dita mi sfiorano il seno e iniziano a giocare con i miei capezzoli, “Continui a non indossare il reggiseno vedo,” mi sussurra scherzosamente, poi aggiunge “Ti voglio” la voce piena di desiderio. “Anch’io ti voglio,” rispondo, senza fiato.
Le sue mani si muovono con sicurezza, come se non avessero mai dimenticato ogni curva del mio corpo. Mi sfila i jeans, lasciandomi solo con la biancheria intima. Mi guarda con desiderio, il tempo sembra essersi riavvolto. “Sei stupenda,” dice, la voce roca. Mi alzo e mi metto a cavalcioni su di lui, le mie gambe gli circondano i fianchi e lo stringono forte, come se non volessi più lasciarmelo scappare.
Lo bacio con passione e gli sfilo a mia volta la maglietta, sento i suoi muscoli tesi sotto le mie dita. Le sue mani mi accarezzano la schiena, scendono fino al mio culo, lo stringono con forza. Le sue dita si insinuano sotto le mie mutandine e mi accarezzano la figa con passione. “Sei così bagnata,” dice, la voce piena di desiderio. “È colpa tua,” rispondo ridacchiando.
Le sue dita mi penetrano, le muove lentamente dentro e fuori, cercando di ritrovare i punti che conosceva e sapeva piacermi. Entrambi non ci accontentiamo, vogliamo di più. Così Luca mi toglie le mutandine e mi fa stendere sul divano. Si mette sopra di me, il suo corpo che copre il mio. Le sue labbra mi baciano ovunque, mi fanno rabbrividire di piacere.
Le sue dita continuano a muoversi dentro di me, facendomi gemere sempre più forte. “Ti voglio sentire dentro di me,” gli sussurro. Lui si alza, si toglie i jeans, mi mostra il suo cazzo duro e pronto. Si mette un preservativo, si posiziona sopra di me e mi penetra con un colpo deciso. Sento il suo cazzo riempirmi completamente e farmi gemere di piacere.
Inizia a muoversi prima lentamente, poi le sue spinte si fanno più intense, più veloci. Le sue mani mi afferrano il culo, con forza, per scoparmi sempre più a fondo, con foga, quasi rabbia. È come se in questo momento volesse farmi tornare ad essere sua, solo sua. “Non fermarti,” lo imploro, ormai fuori controllo.
Lui continua a muoversi con foga dentro di me, mordendomi il collo mentre mi penetra sempre più intensamente. Il piacere sta crescendo dentro di me, so che sto per perdere il controllo, ma non mi importa. Ora comanda solo l’animale che è in noi. Vogliamo godere, dobbiamo farlo.
Dopo poco il mio corpo si irrigidisce, il mio respiro si fa affannoso e finalmente raggiungo l’orgasmo. “Sì, sì, sì,” grido, quasi senza fiato. Lui continua a muoversi, il suo cazzo si fa sempre più duro dentro di me. Poi anche lui raggiunge l’orgasmo “Cazzo sì” urla riempiendo il silenzio della stanza.
Poi crolliamo sul divano, esausti ma totalmente appagati, i nostri corpi ancora intrecciati. Restiamo così per qualche minuto, cercando di riprendere fiato. “È stato incredibile,” gli dico rompendo il pesante silenzio tra noi. Lui mi guarda per un interminabile minuto, come a voler cercare di capire se sono onesta, poi mi risponde”Sì, è stato meraviglio”.
Ci guardiamo negli occhi in silenzio ancora per un po’, per un momento dimentico tutte le paure e le insicurezze che mi hanno accompagnato da quando ci siamo rincontrati per caso. Fanculo, mi dico tra me e me, mi sento nuovamente viva, come se avessi ritrovato una parte di me. E so che, qualunque cosa accada dopo stanotte, questa scopata rimarrà per sempre uno dei ricordi più belli con Luca.
“Pensi che possiamo farcela?” mi chiede lui con la voce carica di speranza. “Non lo so,” rispondo, onestamente. “Ma so che voglio provarci. Non voglio di nuovo lasciarti andare per paura” Lui mi sorride, mi bacia dolcemente. “Anch’io voglio provarci,” aggiunge. E in quel momento, so che abbiamo una possibilità. So che, nonostante le nostre paure, nonostante i nostri dubbi, possiamo farcela. Perché la passione tra noi è ancora viva e non c’è niente che possa spegnerla, nemmeno il tempo e la distanza.
Ci alziamo dal divano, ci rivestiamo lentamente e poi recuperiamo i bicchieri di vino. So che, nonostante tutto ora sono pronta ad affrontare i miei sentimenti e a combattere per un sentimento che è sempre stato con me, ma che prima non ho mai voluto accettare.