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Un incontro inaspettato

aurora

Scritto da Aurora

valerio

Letto da Filippo

Anche stamattina ti sei svegliata presto.  Oggi in showroom abbiamo uno shooting e la sveglia delle 5 non ti ha risparmiato. 
Cammini per i corridoi con le call sheet sotto braccio e un paio di occhiaie profonde che non hai nemmeno tentato di coprire con il trucco. Sei bella, al naturale. Le labbra carnose, i capelli raccolti sulla testa in una coda disordinata… Osservi il cielo ancora buio fuori dalle finestre; nascondi uno sbadiglio. 
Nei corridoi semivuoti, risuona il ritmo cadenzato delle tue scarpe da ginnastica sul pavimento; la tua camicia di jeans lunga, ti ondeggia intorno ad ogni passo, rivelando – di tanto in tanto – le tue splendide forme. 


Sotto la camicia indossi un maglione aderente a collo alto oggi, che mette in risalto la forma dei tuoi seni..
Ogni tanto incroci qualche sguardo innocente e sorridi. Sai di non passare inosservata…e questo ti piace. … ti piace sapere di essere desiderata..(sorriso)
Ti vedo passare davanti al mio ufficio. Sollevi una mano, mi saluti senza nemmeno fermarti, ma i tuoi occhi – anche se solo per un attimo – mi inchiodano alla poltrona. Mentre ti guardo sparire in fondo al corridoio, mi ritrovo a spogliarti mentalmente e immagino di prenderti qui, sul tappeto davanti alla mia scrivania. Immagino di affondare il naso nel profumo dei tuoi capelli e le mani nella carne delle tue cosce. Vorrei vederti a cavalcioni su di me, sentire che mi stringi tra le gambe, aggrapparmi al tuo culo. 


Sento bussare. Di colpo torno alla realtà; l’immagine dei tuoi seni nudi sotto alle mie mani ancora fissa in testa. 
Ti vedo ferma davanti alla mia porta e mi si mozza il respiro. Mi alzo, sistemo la giacca, ti invito ad entrare. 
Ti aspetto in piedi davanti alla scrivania, mentre fingo di interessarmi ai fogli delle collezioni, ma davanti agli occhi ho solo l’immagine delle mie dita che ti spogliano e della mia lingua che ti assapora…. 
Chiudi la porta alle tue spalle e ti avvicini, senza fare rumore. 


Tieni le mani nelle tasche della camicia e ogni tanto sistemi una ciocca di capelli dietro l’orecchio. Ti mordi appena il labbro, sovrappensiero. I tuoi grandi occhi scuri sono fissi su di me.  Forse ti aspetti che dica qualcosa, oppure vuoi provocarmi?
Ti lasci scappare un sorriso, nel vedere che un brivido di eccitazione mi scuote la schiena. Ti decidi a rompere il silenzio e mi chiedi se c’è qualcosa che puoi fare prima che arrivi il cliente. Io farfuglio di far controllare alla stylist che tutti i capi siano in ordine; non voglio soffermarmi troppo sui miei pensieri. 


Tu invece, riprendi ad avvicinarti. Un passo dopo l’altro, sempre più vicina. Io tento di restare tranquillo, ma mi tremano le mani. 
Alzo lo sguardo su di te. 
I tuoi occhi fissi nei miei mi paralizzano… e l’erezione che cercavo di nascondere, ora è evidente, tra il mio corpo ed il tuo. Tu mi accarezzi da sopra i pantaloni con una mano. Rimango senza fiato. Quasi non ci credo, ma tu continui a toccarmi, prima delicatamente, poi con più vigore.
Ti afferro il viso tra le mani e poso le mie labbra sulle tue. Sento la tua lingua spingersi nella mia bocca…e mi lascio andare…Ti bacio con passione, scendo con la lingua sul tuo collo, le mie mani corrono a stringerti i seni e poi sotto il maglione, giù fino alle natiche morbide, dentro ai tuoi pantaloni. Mi passi le braccia intorno alle spalle e ti stringi a me. 


Mi slacci i pantaloni…io quasi ti strappo di dosso la camicia; ma, mentre sento le tue mani scendere nei miei boxer e le tue dita stringersi intorno alla mia erezione, una voce fuori dalla porta mi paralizza. Qualcuno bussa…
Tu fai finta di niente e continui ad accarezzarmi, il tuo palmo è caldo contro la mia pelle e io non riesco a ragionare. Ti faccio segno di rimanere in silenzio…sperando che ci lascino in pace..


Tu ti inginocchi davanti a me…me lo tiri fuori. Il tocco della tua lingua è delicato…mi si ferma il respiro per un attimo, di nuovo. Strizzo gli occhi e cerco di trattenere un mugolio di piacere, quando lo infili in bocca e inizia a giocarci lentamente… 


Non ho più un pensiero che sia lucido. Sono in balia tua, della tua bocca. Abbasso lo sguardo su di te e mi eccita vedere come mi guardi. 
Bussano di nuovo. Ho paura che ci scoprano, eppure una fitta di piacere mi attraversa il corpo. Tu non ti fermi. Anzi, questa situazione sembra eccitarti di più. Mi aggrappo con forza al bordo della scrivania. Di nuovo una voce fuori dalla porta. Con voce tremolante rispondo di essere impegnato…di ripassare dopo.


Tu trattieni a stento una risata. Non hai minimamente paura e questo – come se non bastasse – mi eccita ancora di più. Il via vai nel corridoio fuori dalla porta si è fatto più intenso, si sentono il vociare, i passi affrettati… ma non mi importa. Voglio sentire quanto sei eccitata. 
Ti lasci spingere sul tappeto. Ti sfilo i pantaloni e le mutandine…Tu ti sollevi il maglione, il reggiseno e mi inviti a prenderti i capezzoli tra le labbra. Li stringo piano tra i denti, mentre con una mano inizio ad accarezzarti, ti apro le grandi labbra e accarezzo il clitoride. Sento le tue unghie entrarmi nella schiena… 


Rotoliamo di lato, avvinghiati, cercando di non fare rumore. Poi sali sopra di me, a cavalcioni, mi prendi e mi fai entrare dentro di te, proprio come avevo immaginato. Sei calda e bagnata, come sognavo. 
Ti muovi veloce, poi rallenti, poi di nuovo veloce. Ti tengo per le natiche, voglio entrare fino in fondo. Tu ti lasci cadere su di me e soffochi nella mia bocca le grida di piacere. Vorrei poterle sentire rimbombare nella stanza. 


Ti prendo per i fianchi e ti spingo più forte contro di me…ancora e ancora. Fino a che non ti sento venire…e la mia testa smette di funzionare, sento solo te tra le mie mani, il tuo calore e un’esplosione di piacere che mi sale dentro e vengo anche io… Riapro gli occhi…tu mi sorridi, il tuo volto a pochi centimetri dal mio. Il tuo sorriso mi scioglie. 


Tu ti rialzi e inizi a rivestirti con calma. Poi ti volti; io sono ancora a terra,  lo sguardo fisso su di te, rapito. Scoppi a ridere; infili le scarpe, la camicia, ti sistemi i capelli e, dopo avermi lanciato uno sguardo malizioso, esci. 


Per un attimo, ho il sospetto che sia successo tutto solo nella mia immaginazione. Poi raccolgo da terra le tue mutandine e sorrido; le lascio scivolare nella tasca della mia giacca e penso che, la prossima volta, mi toccherà inventare delle scuse migliori, in caso qualcuno venisse a bussare.

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