Il treno notturno per Monaco era una scelta obbligata. Avevo deciso di partire all’ultimo momento per raggiungere la mia amica Laura, che studiava lì. Era stata una settimana stressante al lavoro e avevo bisogno di staccare, di cambiare aria.

Quando salii sul treno, il vagone era quasi vuoto. Trovai la mia cuccetta e sistemai il bagaglio. Ero sola, o almeno così credevo. Mentre mi preparavo per la notte, sentii dei battiti leggeri alla porta. “Permesso?” alzai lo sguardo e vidi una ragazza entrare nella cuccetta.

Mi sorrise e si presentò: “Ciao, sono Hannah. Pare che divideremo la cuccetta stanotte.” Ricambiai il sorriso, un po’ imbarazzata. “Piacere, Francesca. Sì, sembra di sì.” Hannah si sistemò sul letto di fronte al mio. La osservai mentre si preparava per la notte, cercando di non sembrare troppo invadente. Era alta, con lunghi capelli biondi e occhi di un azzurro intenso. Indossava una maglietta blu e un paio di pantaloncini corti che mettevano in risalto le sue curve.

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Era bellissima, e non potevo fare a meno di sentire una certa attrazione nei suoi confronti. Non avevo mai provato nulla del genere per una donna, ma c’era qualcosa in lei che mi affascinava. Ancora oggi, non so perchè.

Il treno iniziò a muoversi lentamente, mentre il buio scendeva fuori dai finestrini. Hannah e io iniziammo a chiacchierare. Mi raccontò che era una studentessa di arte a Monaco, che amava viaggiare e che aveva un debole per le ragazze italiane. Risi, un po’ nervosa, e le raccontai della mia vita a Milano, del mio lavoro stressante e della mia amica Laura.

Dopo circa un’oretta la conversazione iniziò a farsi più intima e personale. Nessuna delle due aveva voglia di dormire, era ancora presto in fondo. Ogni tanto lei si allungava verso di me, sfiorandomi la mano o toccandomi leggermente il braccio, e io sentivo un brivido attraversarmi il corpo. Non sapevo cosa stesse succedendo, ma non riuscivo a staccare gli occhi dai suoi.

“Ti andrebbe un po’ di vino?” mi chiese, tirando fuori una bottiglia dalla sua borsa. Accettai, felice per la distrazione. Il viaggio era ancora lungo. Il vino scorreva nelle nostre vene, rendendo la conversazione più fluida e i nostri corpi più rilassati. Speravo che mi avrebbe aiutato ad addormentarmi senza troppi pensieri.

Poi d’un tratto Hannah si avvicinò a me, i suoi occhi fissi nei miei. “Francesca, posso dirti una cosa?” mi chiese, la sua voce bassa e sensuale. “Certo,” risposi, sentendo il mio cuore battere più forte. “Sei bellissima,” mi sussurrò, avvicinando il suo viso al mio. “E non riesco a smettere di pensare a quanto vorrei baciarti.”

Rimasi senza parole, il mio corpo in fiamme. Prima che potessi rispondere, Hannah posò le sue labbra sulle mie, in un bacio lento e appassionato. La mia mente si svuotò, mentre mi abbandonavo al suo tocco.

Il bacio si fece più intenso, le nostre lingue si intrecciavano senza tregua. Hannah mi spinse dolcemente indietro sul letto, il suo corpo sopra il mio. Sentivo il calore della sua pelle, il suo profumo che mi avvolgeva. Le sue mani iniziarono a esplorare il mio corpo, accarezzando ogni centimetro della mia pelle. Mi tolse la maglietta, lasciandomi in reggiseno. Le sue dita si mossero lentamente, sfiorando i miei capezzoli attraverso il tessuto sottile.

Gemetti di piacere, sentendo l’eccitazione crescere dentro di me. Hannah mi slacciò il reggiseno, liberando i miei seni. Le sue labbra si posarono sui miei capezzoli, succhiandoli e mordicchiandoli, facendomi impazzire di desiderio. Le sue mani scesero lungo il mio ventre, fino a raggiungere i miei jeans. Li sbottonò lentamente, sfilandoli con un movimento fluido. Ero completamente nuda davanti a lei.

Hannah mi guardò con desiderio, i suoi occhi pieni di passione. “Sei così bella, Francesca,” mi sussurrò, prima di chinarsi tra le mie gambe. Sentii la sua lingua accarezzare il mio clitoride, le sue dita esplorare la mia figa bagnata. Inizia ad ansimare di piacere, afferrando le sue spalle mentre mi abbandonavo completamente a lei. Hannah continuò a leccarmi, le sue dita si muovevano dentro di me con un ritmo perfetto. Sentivo l’orgasmo avvicinarsi, il mio corpo teso e pronto a esplodere. Ma proprio in quel momento, sentii un rumore improvviso. Mi bloccai, il cuore che batteva all’impazzata.

Il controllore aprì la porta della cuccetta, il suo sguardo sorpreso e imbarazzato. Hannah e io ci guardammo, i nostri corpi ancora intrecciati. Ma invece di fermarci, decidemmo di continuare. Era un gioco pericoloso, ma eccitante.

Hannah riprese a leccarmi, le sue dita si muovevano dentro di me con ancora più intensità. Sentivo gli occhi del controllore su di noi, e questo aumentava il mio piacere. Gemevo senza ritegno, il mio corpo in fiamme. L’orgasmo arrivò improvviso e potente. Il mio corpo si contrasse, le mie gambe tremavano mentre ondate di piacere mi attraversavano. Hannah continuò a leccarmi, prolungando il mio orgasmo fino a farmi gridare di piacere.

Il controllore, imbarazzato ma evidentemente eccitato, chiuse la porta e se ne andò. Hannah e io ci guardammo, ridendo e ansimando. “Sei stata incredibile,” mi disse Hannah, baciandomi dolcemente. “Anche tu,” risposi, ancora senza fiato.

Ci addormentammo abbracciate, i nostri corpi esausti e soddisfatti. Quando mi svegliai, il treno stava entrando in stazione. Hannah mi sorrise. “Grazie per questa notte fantastica,” mi disse, stringendomi forte. “Grazie a te,” risposi, scoppiando in una risata leggera.

Ci scambiammo i numeri di telefono, promettendo di rivederci presto. Scesi dal treno con un sorriso sulle labbra, sapendo che quella notte avrebbe cambiato per sempre la mia vita. Avevo scoperto una parte di me che non conoscevo, e questo mi rendeva felice e libera.

Ah… Hannah non l’ho mai più rivista, ma non è rimasta la mia unica avventura con una donna.

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