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Ossessione in treno

Sono su un treno, un treno che mi sta portando lontano da tutto ciò che conosco, ci trasferiamo a Lisbona. Ho lasciato la mia vita alle spalle, ho lasciato il mio lavoro, la mia famiglia, i miei amici. Ho lasciato tutto per Isabella. Da quando ci siamo conosciuti non ci siamo più lasciati. È la donna più bella che abbia mai visto. Ma non è solo il suo aspetto a rendermi pazzo, è la sua personalità, la sua forza, la sua determinazione. Isa è una donna che sa quello che vuole, e quello che vuole in questo momento sono io. Ed è meraviglioso sentirsi così voluti ed amati.

Siamo seduti uno accanto all’altra, le nostre mani si sfiorano, ma non ci tocchiamo. Il treno è semi-vuoto. C’è una tensione sessuale tra di noi che è quasi palpabile. Sento il mio cuore battere all’impazzata, il mio respiro farsi sempre più affannoso. Dopo questi mesi, ancora non mi sono abituato a lei. Voglio toccarla, voglio baciarla, voglio possederla, ma so che devo aspettare, devo essere paziente. Il viaggio è lungo, ma ci aspetta una nuova vita insieme.

E proprio quando inizio a pensare ad altro, al trasloco che ci attende e ai lavori da fare a casa nuova, sento i suoi su di me. Mi guarda fisso, i suoi occhi mi penetrano quasi. So cosa sta pensando, lo so perché è quello che stavo pensando io pochi minuti fa.

Il treno sussulta, e io ne approfitto per avvicinarmi a lei. Le sfioro la guancia con la mano, le accarezzo i capelli. Lei chiude gli occhi, e io mi avvicino ancora di più. Le sussurro all’orecchio, le dico cosa voglio farle, cosa voglio che faccia a me; lei sorride, e mi morde il labbro. È il segnale, è l’inizio del gioco.

Mi alzo dalla mia poltrona, e la prendo per mano. La porto in fondo al vagone, dove c’è un bagno. Entriamo, e chiudo la porta a chiave. Il bagno è piccolo, stretto, ma a noi non importa. Ci baciamo, ci baciamo con una fame, una voglia, una passione che non riesco a descrivere. Le mie mani si muovono sul suo corpo, toccano, accarezzano, stringono. Voglio sentire ogni centimetro di lei, voglio possederla in ogni modo possibile.

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Lei mi spinge contro la parete, e mi sbottona velocemente la camicia. Le sue mani sono ovunque. Mi morde il collo, mi succhia le labbra, mi lecca il viso. Io la sollevo, e la appoggio sul lavandino; lei apre le gambe, e io mi infilo tra di esse. La bacio ancora con una violenza, una brutalità, una ferocia che non sapevo di avere. Ma è lei che lo vuole, è lei che me lo chiede.

Le alzo la gonna, e le strappo le mutandine. Lei geme, ma non si ferma. Vuole di più, vuole tutto. Io le infilo due dita dentro, e le muovo con forza. Lei si contorce, si dimena, si agita. Ma io non mollo, continuo a muovere le dita, continuo a penetrarla. Voglio sentirla urlare, voglio sentirla godere, voglio sentirla mia.

Lei mi afferra il cazzo, e lo tira fuori dai pantaloni. Lo stringe, lo strofina, lo massaggia. Le mie dita continuano a muoversi dentro di lei, sempre più a fondo. Lei mi guarda, e mi dice che vuole sentirmi dentro. Io non mi faccio pregare, e la prendo con forza. La penetro con violenza, con brutalità. Lei urla, ma non si ferma. Siamo al di là del bene e del male, siamo al di là di tutto. Vuole di più, vuole tutto. Io la scopo come un animale, come una bestia. Le do tutto quello che ho, tutto quello che sono. E lei lo prende tutto, senza riserve, senza paure.

Lei mi stringe, mi graffia, mi morde. Io gemo, ma non mi fermo. Continuo a scoparla, a penetrarla con passione, a possederla mentre ci guardiamo negli occhi. La sento venire, la sento godere. Le sue gambe tremolano, il suo corpo si irrigidisce.

Non mi fermo e continuo a spingere: voglio portarla in alto, stimolare il suo corpo fino a spingerla al limite, darle tutto quello che posso e soddisfarla completamente. La bacio per soffocare i gemiti, perché è solo mia e non voglio condividere con nessuno questo momento. Voglio prenderla ancora e ancora, voglio fondermi con lei, entrare nella sua testa e nel suo corpo e diventare una cosa sola.

La sento annaspare e venire ancora, mi graffia forte le braccia e la schiena, mi conficca le unghie nella carne sapendo di farmi male. E mi piace. Quasi subito vengo anch’io, in modo quasi improvviso e inaspettato, incapace di trattenermi oltre… E lei prende tutto.

Ci fermiamo, ci abbracciamo, ci baciamo. La guardo, è tutta disfatta, con il seno duro che sporge dal tessuto della sua maglietta; ha gli occhi chiusi, la bocca appena aperta, ansima e vedo il suo petto fare su e giù. Apre gli occhi e mi guarda, e io mi perdo in quel suo sguardo malizioso, lo sguardo di chi vorrebbe venire altre cento volte…

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