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Uno sconosciuto nel mio letto

L’appartamento è buio, illuminato solo da una debole luce che filtra dalle tende semichiuse. La stanza è piccola, ma ben arredata, con un letto matrimoniale al centro e alcuni mobili in legno scuro. L’aria è pesante, carica di tensione sessuale. Mi trovo qui, in questo appartamento, per incontrare un uomo che ho conosciuto solo poche ore fa. Non so nemmeno il suo nome, ma c’è qualcosa in lui che mi attrae, qualcosa di primitivo e animale.

Lui entra nella stanza e chiude la porta alle sue spalle. Non dice nulla, si limita a guardarmi con occhi famelici. Io sono seduta sul letto, con le gambe incrociate e le mani in grembo. Indosso solo un reggiseno e un perizoma di pizzo nero, che mettono in risalto le mie curve. Lui si avvicina lentamente, come un predatore che sta per aggredire la sua preda.

Mi ordina di alzarmi e di girarmi. Io obbedisco, sentendo il cuore battere forte nel petto. Lui mi prende i polsi e li lega con una corda di seta nera. Mi fa male, ma allo stesso tempo mi eccita. Sento la sua mano scivolare lungo il mio corpo, accarezzandomi i fianchi e le natiche. Mi ordina di piegarmi in avanti e di appoggiare le mani sul letto. Io eseguo, sentendo il suo respiro caldo sulla mia pelle.

Mi sussurra all’orecchio che adora il mio culo, che lo trova perfetto. Io mi sento umiliata e eccitata allo stesso tempo. Poi mi prende i capelli e li tira indietro, costringendomi a guardarlo. Mi bacia con violenza, mordendomi il labbro inferiore. Gemo di piacere, sentendo la sua lingua invadermi la bocca. Mi dice che mi farà godere come mai nessuno ha fatto prima.

Si inginocchia dietro di me e inizia a leccarmi la figa. Sentendo la sua lingua calda e umida che mi penetra inizio ad ansimare. Mi lecca con avidità, come se non avesse mai assaggiato nulla di così buono. Io mi agito, sentendo il piacere salire sempre di più. A quel punto mi prende le natiche e le allarga, per potermi leccare meglio. Mi sento completamente esposta, ma allo stesso tempo eccitata come mai prima.

Lui continua a leccarmi, senza mai fermarsi e io gemo sempre più forte, sentendo il piacere esplodermi dentro. Mi afferra per i fianchi e li stringe forte, costringendomi a rimanere ferma. Mi sento come una bambola nelle sue mani, completamente alla sua mercé. “Adesso ti farò venire” dice e io so che sta per mantenere la promessa.

Inizia a succhiarmi il clitoride, mentre con le dita mi penetra. Io urlo di piacere, sentendo la sua lingua e le sue dita che mi fanno impazzire. Mi lecca con sempre più frenesia, mi prende i capelli e li tira per farmi voltare, vedo la sua espressione di piacere e di desiderio e capisco che sta godendo quanto me.

Non si ferma e continua a leccarmi. Sento il mio corpo tremare e il piacere salire sempre di più. Finalmente mi dà il permesso di venire e io obbedisco, urlando di piacere. Lui continua a leccarmi, facendomi godere ancora di più. Sono esausta, ma, allo stesso tempo, appagata.

Lui si alza e mi guarda con occhi soddisfatti, mi sento come se avessi appena fatto l’amore, anche se in realtà lui non mi ha nemmeno penetrata. Mi libera le mani e mi dice di vestirmi. Io eseguo, sentendo ancora il piacere che mi pervade. “Adesso devo andare via, ma ci rivedremo presto” mi dice. Non posso che pensare che vedo l’ora di rivederlo.

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Se ne va, lasciandomi sola nell’appartamento. Mi guardo allo specchio: ho il viso arrossato e i capelli spettinati. Mi vedo diversa, più sexy e sicura di me. Mi piace quello che vedo, ma soprattutto mi piace quello che ho provato. Decido di vestirmi e di uscire anch’io per andare a fare una passeggiata.

Fuori è buio, ma la città è ancora viva. Cammino per le strade, sentendo il vento che mi accarezza il viso. Mi sento libera, come se avessi lasciato alle spalle tutte le mie preoccupazioni. Mi fermo in un bar e ordino un bicchiere di vino. Mi guardo intorno e vedo le persone che ridono e scherzano: ho addosso un senso di solitudine, ma, allo stesso tempo, di calma e benessere.

Penso a lui, a quello che mi ha fatto, mi chiedo chi sia, cosa faccia nella vita e se lo rivedrò mai più. Immagino di rivederlo, di fare di nuovo l’amore con lui, magari questa volta sarò io a legarlo e farlo godere come ha fatto lui con me. Mi accorgo che sto sorridendo e mi vergogno un po’.

Finisco il mio vino ed esco dal bar. Cammino per strada, senza una meta precisa. Mi fermo in un parco e mi siedo su una panchina. Guardo il cielo stellato e mi sento piccola e insignificante. Penso a quello che ho fatto, a quello che ho provato. Mi chiedo se sia giusto, se sia normale scopare con un perfetto sconosciuto. E poi, chissà se anche lui ha provato lo stesso piacere che ho provato io e se ora stia pensando a me.

Mi alzo dalla panchina e decido di tornare all’appartamento. Ho ancora addosso l’eccitazione di quella scopata. Mentre cammino mi trovo a fantasticare di trovarlo lì ad aspettarmi e di poter scopare di nuovo con lui. Quando entro nell’appartamento lo trovo vuoto, non so se sono più delusa o sollevata. Mi tolgo i vestiti e mi sdraio sul letto. Chiudo gli occhi e immagino di sentire di nuovo la sua lingua sulla mia pelle, le sue dita che mi penetrano e poi di venire, di urlare di piacere come ho fatto poche ore fa. Mi addormento con il sorriso sulle labbra.

Mi sveglio di soprassalto, sentendo una mano che mi accarezza il viso. Apro gli occhi e lui è lì, davanti a me. Mi guarda con occhi famelici, come se avesse fame di me. Io mi sento eccitata, come se avessi aspettato solo lui. Allora anche lui ha ripensato a ieri e ora è tornato per mantenere la sua promessa e scoparmi di nuovo.

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