Chi l’avrebbe detto che uno sconosciuto incontrato online mi avrebbe sconvolto la vita in meno di una settimana? Di certo non io. Non sono mai stata il tipo che perde la testa per un uomo, eppure eccomi qui: da quando ho conosciuto Marco ho scoperto un nuovo modo di vivere il sesso e di percepire il mio corpo.
Assurdo, dato che non abbiamo ancora scopato, eppure quello che è successo l’altra sera è stato ben più intenso di qualsiasi scopata che io abbia fatto in vita mia. Più intimo, più profondo, più emozionante…Marco mi ha fatto conoscere il mondo dello shibari. Mi era già capitato di essere legata, ma non così. Quello che è successo a casa sua va ben al di là della semplice sottomissione.
È stato un momento magico: ha reso il mio corpo una vera opera d’arte, mi ha intrappolata e mi ha fatto scoprire una parte di me che non pensavo potesse esistere. È stata un’esperienza quasi mistica. Non avere il controllo sui miei movimenti, sul mio corpo e su quello che stava per accadermi mi ha fatto sentire incredibilmente calma, libera dalle responsabilità e dalle preoccupazioni.
E ora siamo di nuovo qui insieme, Marco guida e io mi godo il paesaggio attorno a noi. Stiamo andando nella sua casa in campagna per trascorrere un weekend insieme. Dopo il nostro ultimo incontro abbiamo continuato a parlare: telefonate, messaggi, siamo riusciti anche a incastrare un caffè e la sintonia che si è creata tra noi va ben oltre quello che è successo a casa sua.
Così, quando mi ha proposto di trascorrere questo weekend fuori dagli schemi e dalla città, non ho potuto rifiutare.Non mi ha voluto spiegare molto, dice che sarà un’altra sorpresa e visto che la prima non è stata così male, mi sento di volermi fidare e seguire il flow.
Dovremmo esserci, Marco tira fuori un telecomando e il grosso cancello di ferro battuto davanti a noi si apre. Entriamo in un viale alberato, una lunga strada sterrata che ci conduce dentro un bosco. “Proprio una casetta in campagna, eh!” gli faccio notare prendendolo in giro. Dopo una lunga salita, finalmente arriviamo in cima alla collina. “Cazzo, ma questa non è una casa, è un castello” esclamo sorpresa.
È un grande edificio in pietra con enormi vetrate, dal finestrino vedo prima una serra piena di piante e poi una veranda con un grande forno e cucina. È la casa dei miei sogni, sono davvero senza parole. Parcheggiamo ed entriamo. Gli spazi sono ampi e luminosi, l’arredamento scelto con cura rispecchia l’aspetto della casa dall’esterno.
Mi guardo intorno, guardo i quadri alle pareti e, arrivando in salotto, in mezzo ai due eleganti divani rivestiti di lino chiaro, noto una gabbia. Potrebbe essere un tavolino? No, è proprio una gabbia. Marco non sembra darci importanza, mi mostra rapidamente la cucina e mi chiede se voglio qualcosa da bere, accetto volentieri un po’ d’acqua. Mi guardo attorno, è davvero un posto incredibile questo. Appoggio il bicchiere sul tavolo e Marco mi prende per mano, vuole mostrarmi subito il suo luogo preferito della casa, dice.
Scendendo le scale l’atmosfera cambia nettamente: la luce del sole non arriva, i colori delle pareti sono più scuri, e i miei passi risuonano ovattati. È tutto insonorizzato. Marco apre con la chiave una porta e mi fa entrare. È la sua stanza del divertimento, mi dice. Io rimango senza parole.
Avevo provato a immaginare cosa avrei trovato come sorpresa, ma questa proprio non me l’aspettavo…Qui dentro ci sono tutti i suoi “giochi”, le pareti sono piene di attrezzi e strumenti per la sottomissione. Al centro della stanza c’è una poltrona del sesso, con legacci e catene disposti con ordine maniacale su un piccolo tavolino. Nell’angolo destro c’è un’enorme croce di Sant’Andrea, uno strumento di piacere fatto da due assi di legno che formano una X con manette alle estremità per legare mani e piedi, e a sinistra un’altalena sospesa sopra un tatami, ricoperto di cuscini bordeaux.
Il mio cuore batte all’impazzata, mentre mi muovo per la stanza toccando i morbidi cuscini e le catene fredde. Poi Marco si avvicina e mi accarezza la schiena. Quel gesto mi fa subito calmare. Ho imparato che di lui posso fidarmi, non mi farà del male, a meno che noi sia io a chiederglielo. Con lui sono al sicuro, lo so. E questo mi basta.
Ora che il mio cervello ha capito cosa mi aspetta in questo weekend, posso dire di essere sollevata… e anche decisamente eccitata. Sono pronta a ogni gioco che Marco deciderà di propormi. Lui mi osserva mentre mi guardo attorno, poi si avvicina a me, prende il mio viso tra le mani e mi bacia. Con un sorriso malizioso mi chiede se mi piace qui e se ho voglia di provare qualcosa.
Gli dico di sì, non ho nemmeno bisogno di pensarci, voglio che mi faccia godere in tutti i modi immaginabili. Era esattamente quello che voleva sentirsi dire, mi sussurra all’orecchio che vuole fare di me la sua schiava. Il pensiero di essere totalmente al suo servizio, di farmi usare per godere mi accende. Voglio che mi prenda e che faccia di me quello che vuole.
Lui si avvicina a una libreria in fondo alla stanza e accende lo stereo per creare la giusta atmosfera. Con un tono secco mi ordina di spogliarmi e inizia a rimboccarsi le maniche della camicia. Senza fiatare obbedisco, il gioco è già iniziato. Sono completamente nuda e lui mi guarda con desiderio. Inizia ad accarezzarmi il corpo, come se volesse dipingere ogni mia curva. Poi mi prende di nuovo il viso tra le mani e mi bacia di nuovo. Il gioco è iniziato anche per lui e la sua lingua mi avvolge come se volesse dimostrarmi che sono sua. Solo sua.
Mi afferra i fianchi e mi sbatte su una specie di lungo pouf di pelle al centro della stanza, ha una forma strana, come un’onda allungata. Non ho mai visto niente del genere, ma sembra creata apposta per noi. Mi ordina di aprire le gambe e di fargli assaggiare il mio sapore. Obbedisco e lui inizia a leccarmi. Ma il piacere dura poco.
Dopo poco si alza e mi fa stendere a pancia in giù, tirandomi verso il fondo di questo strano divano, sulla parte più rigonfiata della seduta. Una volta messa a novanta, mi apre le gambe e lega ogni caviglia con una corda ai piedi della seduta, lasciando il mio culo a sua completa disposizione. Mi prende le braccia e mi lega i polsi dietro la schiena con delle manette di cuoio.
Ho la faccia schiacciata contro il divano, non vedo quello che sta facendo, posso solo sentire che apre un’anta e poi la richiude. Un suono secco e deciso risveglia i miei sensi. È un rumore netto, seguito da un sibilo. Lo fa per un paio di volte. Posso immaginare che si tratti di un frustino. Nessuno mi ha mai frustato.
Non credevo che essere picchiata e provare dolore potesse eccitarmi, ma ho sbagliato alla grande. Sento la mia figa bagnarsi istintivamente, l’eccitazione sale e mi rendo conto che sto trattenendo il fiato in attesa del suo colpo. Ma non arriva. Per lo meno, non subito.
Marco inizia ad accarezzarmi il culo con il frustino. Sento il cuoio caldo che mi tocca, poi la punta apre le mie natiche…Lo imploro: “Puniscimi. Ti prego. Sono stata cattiva…” Dopo un secondo il frustino mi colpisce e un leggero dolore mi percorre la schiena, subito seguito da un’ondata di piacere. Gemo, ne voglio ancora.
Marco continua a usare il frustino su di me, mi colpisce il culo, alternando carezze a schiaffi. Poi i suoi colpi si spostano sulla schiena, lungo i fianchi. Ogni colpo mi fa gemere di più, mi fa desiderare di più. Il mio corpo è in fiamme, voglio lui. Lo supplico: “voglio che mi scopi…”, ma lui mi ignora e continua a usare il frustino su di me.
Adesso i suoi colpi si stanno concentrando sul mio culo, avvicinandosi sempre di più alla mia figa. Mi sta facendo impazzire, sento il piacere salire dentro di me e la mia figa bagnarsi sempre di più. È un gioco crudele e doloroso, ma lo adoro. Lo supplico ancora di scoparmi,ma lui mi ordina di stare zitta e io obbedisco. Sa di avere il controllo e questo lo eccita.
A un certo punto i suoi colpi si fermano… Marco mi bacia la schiena e il culo, poi scioglie i nodi delle corde e mi libera le gambe. Mi aiuta ad alzarmi e mi slega le manette. Il mio corpo è intorpidito, sento il sedere formicolare per il dolore. È un gioco così deliziosamente crudele…
Marco mi guida verso la croce di Sant’Andrea, il mio cuore batte forte. So cosa sta per succedere e non vedo l’ora. Mi sbatte con le spalle contro il legno duro e mi ordina di alzare le braccia. Lega ogni polso con delle manette di cuoio, poi mi fa allargare le gambe e le ferma alla base della croce. Sono di nuovo intrappolata, a sua completa disposizione.
Lui mi guarda e i suoi occhi brillano di desiderio, mi sento vulnerabile, ma anche eccitata. Mi pinza i capezzoli con delle mollette di acciaio legate tra loro, poi tira la catena che le unisce per controllare che la presa sia salda e io gemo di dolore e piacere.Si allontana per prendere qualcosa dall’armadio e torna con un enorme dildo nero. Lo avvicina alla mia bocca, mi ordina di leccarlo e io obbedisco.
Lo succhio, lo preparo per quello che sta per succedere. Lui sorride, mi dice che sono una brava schiava. Poi mi ordina di stare ferma. Adesso vuole che goda per lui…Inizia a farmi scorrere delicatamente il dildo addosso, me lo passa sulla figa, ne accarezza le labbra, poi, all’improvviso, lo spinge con forza dentro di me e inizia a muoverlo sempre più rapidamente, stimolandomi internamente.
Continua a masturbarmi, non credo di resistere ancora a lungo. Lo supplico di nuovo di scoparmi, ma lui mi chiude la bocca con la mano e aumenta il ritmo con cui mi sta masturbando. Vuole che venga, anzi, mi ordina di venire e io obbedisco. Il mio corpo è in fiamme, le gambe mi cedono e io mi abbandono totalmente al piacere. Appoggio la testa all’indietro all’incrocio dei due bracci della croce e vengo, lui non smette di masturbarmi e io non smetto di godere.
A un certo punto si ferma, mi bacia e mi dice che sono stata molto brava. Non credo di avere mai avuto un orgasmo così lungo in vita mia. Dopo aver sistemato il dildo nell’armadio, mi slega, sorreggendomi per non farmi cadere. Le gambe mi tremano e le mani si sono intorpidite per la pressione delle manette. Non so da quanto tempo sono qui, ho perso completamente il senso del tempo, so solo che non mi sono mai sentita così leggera in vita mia.
Marco mi aiuta a sedermi, raccoglie i vestiti e me li porge. Mi dice che sono stata molto brava, ma per oggi abbiamo finito. Mi bacia, è un bacio intenso, pieno di passione. Ci guardiamo negli occhi, il nostro sguardo si illumina e sorridiamo. Torniamo al piano di sopra e ci sediamo sul divano.
Marco mi prende la mano e mi guarda negli occhi, mi ringrazia per avergli dato fiducia e di essermi lasciata guidare a esplorare insieme a lui i suoi desideri più profondi. Io lo ringrazio a mia volta, per avermi fatto scoprire un mondo che non conoscevo e per avermi fatto sentire al sicuro e protetta in ogni momento. Ci baciamo dolcemente, poi Marco apre una bottiglia di vino e riempie due calici. Brindiamo a noi, a questo weekend fuori dagli schemi e a tutte le avventure che ci aspettano insieme.