Le chat di incontri… Sì, diciamo pure che mi considero un’assidua frequentatrice; quantomeno da qualche anno a questa parte, da quando il lavoro ha reso la mia vita sociale piuttosto limitata, per non dire inesistente. Insomma, è il lavoro che sogno da una vita; sempre in giro alla scoperta di nuovi talenti letterari… ma, ecco, diciamo che non mi renda proprio la regina della festa.

Il mio tipico sabato sera è pizza e birra sul divano, un po’ di musica di sottofondo e una pila di manoscritti da leggere, nella speranza di imbattermi nel nuovo best-seller. Se mi concedo un po’ di svago? Certo che me lo concedo. Ogni tanto ed è qui che entrano in gioco le app di incontri. Dirette, veloci, indolori… il più delle volte!

Quando non ho tempo di uscire, ma sto morendo di voglia e il mio vibratore non mi basta, una conversazione piccante con qualche sconosciuto può senza dubbio risollevare la serata. Devo ammettere che nel tempo ho fatto qualche conoscenza interessante, sicuramente mi sono divertita… ma niente che durasse più di una notte. Nessun gioco, nessuna connessione mentale, insomma, nessuno che riuscisse a tenermi sveglia con il fuoco in mezzo alle gambe. Nessuno… prima di lui.

Sto scrollando i profili: Mi piace… non mi piace… assolutamente no! Quasi non ci faccio più caso. Poi, all’improvviso, mi fermo: i suoi occhi bucano lo schermo del mio cellulare. Capelli lunghi, barba incolta, un mezzo sorriso… Non ci sono molte foto, ma sono abbastanza da attirare la mia attenzione. Non ha nome, solo una emme in stampatello e, dalla descrizione, capisco che cerca un’esperienza fuori dall’ordinario.

Letteralmente ha scritto: Faccio cose brutte a belle persone. Non ho idea di cosa voglia dire, ma ho intenzione di scoprirlo. A quanto pare anche io l’ho colpito, perché arriva subito il match. Non abbiamo scambiato ancora nemmeno una parola, ma tutta questa situazione inizia già ad eccitarmi. È tardi, ma decido di scrivergli comunque e lui mi risponde dopo pochi secondi. Mi mette subito in guardia, mi dice di essere diverso dagli altri. La cosa non mi dispiace…anzi! Chissà, magari anche io sono diversa dalle altre, penso divertita tra me e me.

Non vuole sapere il mio nome. Io sarò B e lui resterà M. Sì, questo gioco mi piace già. Ci scambiamo quasi subito i numeri e iniziamo a messaggiare e parlare per ore, quando ci salutiamo è l’alba, il sole filtra dalle finestre e illumina la stanza…


Ero talmente presa che non mi sono nemmeno accorta del tempo che è passato. Non ci siamo scambiati vocali o foto. Abbiamo deciso che fa parte del gioco. Soltanto le mie parole e le sue. Se chiudo gli occhi le sento scivolarmi addosso.
Lentamente, come se mi accarezzasse da lontano. Sono eccitata…

Ho lo sguardo fisso sullo schermo del telefono a rileggere i nostri messaggi. Cerco di immaginare l’odore che potrebbe avere la sua pelle, il sapore delle sue labbra… Continuo a pensare a quanto forte potrebbe stringermi, alle sue mani calde sul mio corpo, al suono della sua voce… M potrebbe non piacermi di persona, o forse potrei non piacergli io. Ma è proprio questo mistero che mi eccita.

Voglio incontrarlo. Ho bisogno di sapere se il tocco delle sue mani è come lo sto immaginando. Fanculo… gli riscrivo! Non importa se ci siamo salutati solo qualche ora fa. “Ho voglia di sentire il tuo sapore sulle mie labbra”, digito. Mi risponde quasi subito: “dimmi solo quando e dove”. Ci penso un attimo… “Potremmo fare stasera in quel nuovo locale del centro, che fa ottimi gin tonic.” Lui rilancia: “facciamo oggi nel tardo pomeriggio a casa mia.”

Perché no? Ormai sono in ballo, tanto vale andare fino in fondo. Ma non può essere un incontro normale, no, sarebbe scontato. Sarebbe, non so… fuori contesto?! Anche il nostro primo incontro deve essere un gioco. Voglio sentire le mani che mi tremano dall’eccitazione. Propone la sua idea. Beh, niente da dire. È perfetta!

Un’ora dopo sono già in macchina, giusto il tempo di fare una doccia al volo e indossare il mio completino intimo preferito. Niente trucco, ho come l’impressione che non ne avrò bisogno. Il viaggio in macchina mi sembra infinito. Ripasso a mente le indicazioni che mi ha dato e più ci penso, più non vedo l’ora di arrivare.

Parcheggio e in un attimo sono sotto al suo portone. Le mani mi tremano… Suono due volte al citofono, come mi ha detto, così saprà che sono io, senza bisogno di parlare. Anche questo fa parte del gioco. Prima di aprire bocca, prima ancora di sapere i nostri nomi, ci dobbiamo toccare, annusare, assaggiare…

Salgo le scale. Un gradino dopo l’altro, il cuore sembra voler uscire dal petto tanto batte forte. Respiro a fondo, mi avvicino alla porta e la vedo: ha appeso al pomello una cravatta nera. La lego intorno al viso, a coprirmi gli occhi. Poi appoggio la punta del dito sul campanello. Sorrido…Mi eccita sapere che è lì, dall’altra parte della porta, in silenzio. Sta cercando di fare piano, ma lo sento.

Suono due volte, come mi ha detto. Quasi non mi lascia il tempo per farlo che subito apre la porta e sento il suo respiro. Mi avvicino, allungo la mano e sfioro accidentalmente la sua. Entrambi sussultiamo, scoppiando a ridere, ma senza parlare. La sua risata è profonda, un po’ graffiata. Mi piace. Quando mi afferra, sento i suoi palmi bollenti.

Mi tira dentro e chiude la porta alle mie spalle. Non so dove sono, o come sia lo spazio intorno a me. Percepisco soltanto un po’ di luce che si insinua sotto la stoffa della cravatta. Mi prende le dita e se le porta sul viso. Anche lui hai gli occhi bendati. Gli accarezzo il naso, gli zigomi, la bocca, il mento. Sento che si sta avvicinando, che respira sempre più forte.

Non so quanto ancora riuscirò a resistere. Mi allungo verso di lui, vorrei mordergli le labbra e sentire finalmente il suo sapore. Ma è più veloce di me, mi afferra di nuovo le mani e mi guida a passi lenti. Verso la sua camera… suppongo. Ho l’impressione che questo corridoio sia lunghissimo. C’è un profumo leggero nell’aria, deve aver acceso una candela al muschio o qualcosa di simile. Da qualche parte una cassa trasmette una musica tranquilla, a basso volume.

Prima ancora che possa allungare le braccia per cercarlo, mi ha già preso il volto tra le mani. Ora è davvero vicino, posso sentire il suo odore e mi fa impazzire. Mi aggrappo alla sua camicia, vorrei strappargliela di dosso… e non l’ho ancora nemmeno visto. Le sue labbra mi sfiorano. Per un attimo restiamo così, fermi, a volerci, a sentire la tensione e l’energia che c’è tra noi. Poi mi bacia. Non so cosa aspettarmi da questa serata assieme, ma non vedo l’ora di scoprirlo…

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