Il sole era tramontato da un pezzo quando finalmente riuscii a chiudere l’ultima pagina del progetto. Ero esausto, ma c’era una strana eccitazione che mi teneva sveglio. Ero uno stagista, fresco di laurea e volevo fare colpo sulla mia capa, Valentina. Lei era una di quelle donne che comandano con un sorriso e una parola gentile, ma dietro quell’aspetto da angelo c’era una determinazione feroce. Ero rimasto affascinato da lei fin dal primo giorno.
Il giorno della consegna l’ufficio era silenzioso, erano andati a casa quasi tutti e le luci erano spente su quasi tutto il piano, ad eccezione del nostro settore. Valentina si alzò dalla sua scrivania e si stiracchiò, guardandomi con un sorriso stanco ma soddisfatto. “Sei stato bravissimo, Tommaso, non so come avrei fatto senza di te.”
Mi sentii arrossire, ma cercai di mantenere la calma. “Grazie, Valentina. Volevo solo fare un buon lavoro.” Lei si avvicinò, i suoi tacchi risuonavano sul pavimento. “Hai fame? Potremmo ordinare una pizza mentre aspettiamo la conferma che il progetto sia stato caricato sul server.” Annuii, contento di avere la possibilità di trascorrere un po’ di tempo con lei senza parlare di lavoro. “Certo, mi sembra un’ottima idea.”
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Dopo aver ordinato la pizza, ci sedemmo sul divanetto nell’angolo dell’ufficio. Valentina aveva un modo di fare che mi metteva a mio agio, ma allo stesso tempo mi faceva sentire sempre un po’ sotto esame. “Dimmi qualcosa di te, Tommaso. Sei single?” mi chiese, curiosa. Feci un respiro profondo. “Sì, sono single… in realtà non ho mai avuto una ragazza…” ammisi un po’ in imbarazzo. Valentina non sembrò sorpresa, forse l’aveva già intuito e per questo mi aveva fatto quella domanda.
“Interessante. E cosa pensi di fare a riguardo?” mi domandò a brucia pelo. Scrollai le spalle. “Non lo so. Non ho mai avuto molta esperienza.” Lei si avvicinò un po’ di più, il suo profumo mi avvolgeva. “Sai, Tommaso, l’esperienza è importante. E a volte abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi.” Sentii il cuore battere più forte. Non sapevo cosa stesse succedendo, ma l’atmosfera era cambiata, adesso la tensione tra noi era palpabile.
La pizza arrivò, ma nessuno di noi sembrava interessato a mangiare. Valentina mi guardava con un’intensità che mi faceva girare la testa. “Tommaso, hai mai pensato a come si soddisfa una donna con la lingua?” mi chiese, senza giri di parole. Deglutii, sentendomi improvvisamente accaldato. “No, cioè sì… ma non ho mai avuto l’occasione di provare.” Lei sorrise, un sorriso malizioso che mi fece fremere. “Vuoi che ti insegni?” Non riuscii a rispondere, colto totalmente alla sprovvista da una simile proposta.
Iniziai a sudare, eccitato e al tempo stesso terrorizzato per quello che stava per succedere. Valentina non aspettò una risposta, si alzò e si diresse verso la sua scrivania. La seguii senza dire una parola, come ipnotizzato. Si sedette sul bordo, allargando leggermente le gambe. “Vieni qui,” mi disse indicandomi la sedia davanti a lei con voce bassa e roca.
Mi avvicinai e mi sedetti. Lei mi prese la mano e la guidò sotto la sua gonna, facendomi accarezzare la sua pelle liscia e morbida. “Toccami, Tommaso. Senti come sono bagnata.” Infilai le dita sotto il tessuto dei suoi slip, accarezzandole delicatamente la figa calda e bagnata. Era una sensazione incredibile, che non avevo mai provato prima. Valentina gemette piano, chiudendo gli occhi.
“Bravo, Tommaso. Ora inginocchiati.” Obbedii, completamente affascinato ed eccitato dal suo modo di fare così deciso. Lei si tolse gli slip, allargando ancora di più le gambe davanti al mio viso. La sua figa era bellissima, perfetta. “Ora, usa la lingua. Lentamente, muovila in cerchio intorno al clitoride.” Mi chinai, sentendo il suo sapore per la prima volta. Era dolce, intenso.
Iniziai a muovere la lingua come mi aveva detto, mentre i suoi gemiti si facevano più intensi. Lei mi guidava, dicendomi quando aumentare la pressione, quando rallentare e quando cambiare il movimento della lingua. Era una lezione che non avrei mai dimenticato. La mia lingua esplorava ogni centimetro della sua figa, seguendo le sue indicazioni. Valentina mi guidava con parole e gesti, facendomi capire cosa le piaceva e come voleva essere toccata.
“Adesso usa anche le dita… Lentamente, prima con una e poi con due, penetrami.” Obbedii docile e iniziai a muovere le dita dentro e fuori, mentre la mia lingua continuava a leccare il suo clitoride. Valentina gemette più forte, le sue gambe tremavano. “Bravo, continua così. Più veloce ora.” Aumentai il ritmo, sentendo i suoi gemiti farsi più intensi. La guardai, stava godendo ed ero io a farla godere. Era una visione incredibile.
“Ora, muovi le dita in cerchio, premendo contro il mio punto G.” Seguii le sue istruzioni, sentendo il suo corpo rispondere ancora di più ai miei movimenti. Sentirla ansimare mi eccitava e mi faceva sentire potente. “Sì, così, Tommaso. Non smettere.” Continuai, sentendo il suo respiro diventare sempre più affannoso. Le mie dita si muovevano dentro di lei, la mia lingua continuava a tracciare cerchi intorno al suo clitoride.
“Ora, fermati un attimo. Voglio che tu mi guardi.” Mi fermai, sollevando lo sguardo. Valentina mi fissava, gli occhi pieni di desiderio. “Voglio che tu mi guardi mentre mi tocco.” Iniziò a toccarsi, le dita che si muovevano sul suo clitoride, ero totalmente incantato, incapace di distogliere lo sguardo. “Toccati anche tu, Tommaso. Voglio vederti.” Obbedii, sentendo il mio cazzo duro come non mai. Iniziai a masturbarmi, guardando Valentina che si dava piacere davanti a me.
“Adesso voglio che tu venga sulla mia pancia, Tommaso. Voglio sentire quanto ti faccio eccitare.” Continuai a toccarmi, sentendo l’orgasmo avvicinarsi. Valentina ansimava, il suo corpo si contorceva sotto il suo tocco, poi raggiunse l’orgasmo con un grido, lasciandosi andare totalmente e inarcando la schiena. Vedere il piacere puro sul suo viso fu una visione incredibile. A quel punto non riuscii a trattenermi oltre e venni sulla sua pancia, come mi aveva chiesto.
Era una sensazione indescrivibile, il piacere che mi attraversava il corpo. Ci guardammo, entrambi ansanti, i corpi esausti. Valentina mi sorrise, un sorriso dolce e malizioso allo stesso tempo. “Sei stato bravissimo, Tommaso. Hai imparato in fretta.” Mi sentivo strano, confuso, ma anche incredibilmente eccitato. Non sapevo cosa dire, ma sapevo che non avrei mai dimenticato quella notte.
Valentina si alzò, pulendosi con un fazzoletto. Si rivestì lentamente, come se nulla fosse successo. “Sai, Tommaso, non è solo questione di tecnica. È importante capire cosa piace a una donna e come vuole essere toccata.” Annuii, sentendomi improvvisamente adulto. “Grazie, Valentina. È stato… incredibile.” Lei mi accarezzò la guancia, un gesto tenero e intimo. “Ricorda, Tommaso, non avere paura di esplorare. Il piacere è qualcosa di meraviglioso.”
Ci salutammo, sapevo che non avrei mai dimenticato la lezione che mi aveva insegnato. Valentina uscì dall’ufficio, lasciandomi solo con i miei pensieri. Per la prima volta mi sentivo davvero un uomo, non più un ragazzino spaventato dal mondo. Quello che era appena successo mi aveva messo addosso la voglia di lanciarmi, senza paure e sperimentare il più possibile.