Il tramonto tingeva il cielo di rosso e arancione mentre percorrevo il vialetto di ghiaia che conduceva alla villa, una maestosa costruzione del ‘700 con colonne doriche e ampi finestroni che si affacciavano su un giardino all’italiana. L’aria profumava di gelsomino e il rumore dei tacchi sulla ghiaia scandiva i miei passi sicuri.

Ero lì per una ragione ben precisa: organizzavo party esclusivi in giro per l’Italia. All’epoca facevo la mistress da un po’ di tempo, ma un paio di anni prima, durante una cena, avevo conosciuto una nota contessa, che mi aveva chiesto di organizzare una serata “particolare” nella sua villa sul lago di Como. Da allora, il passaparola tra l’alta società mi aveva resa la più ricercata organizzatrice di questi eventi in tutta Italia.

Quella sera avevo invitato uomini e donne potenti del jet set romano: un noto chirurgo estetico, un importante produttore cinematografico, tre giovani ereditiere, un famoso avvocato d’affari. Gente che cercava emozioni forti e che non si faceva problemi a pagare per averle.

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Il mio abito nero aderente di seta scivolava perfettamente sul mio corpo, mentre il tacco 12 risuonava sul marmo lucido del pavimento intarsiato. Il salone principale era già gremito di ospiti. I lampadari in cristallo di Murano diffondevano una luce soffusa e calda, mentre dalle casse nascoste si diffondeva una musica ambient che creava l’atmosfera perfetta. I camerieri, selezionati personalmente da me per il loro fisico scolpito messo in risalto dalle giacche attillate, distribuivano flûte di Cristal. Tutto era curato nei minimi particolari.

C’era un’aria di attesa e di emozione, mi guardai intorno, osservando gli ospiti con occhio esperto. Gli uomini indossavano smoking su misura che lasciavano intuire corpi ben curati, le donne abiti firmati che evidenziavano strategicamente i loro punti strategici. Poteva sembrare una serata elegante come tante, ma il luccichio negli occhi degli invitati tradiva le vere intenzioni dei partecipanti.

Mi avvicinai a un gruppo di uomini che stavano chiacchierando accanto al camino in marmo. Uno di loro, Stefano, un affascinante cinquantenne con i capelli brizzolati e un paio di occhi verde smeraldo che lasciavano senza fiato, mi lanciò un’occhiata carica di desiderio. Lo conoscevo bene, era un cliente abituale dei miei eventi.

“Stefania, è un piacere rivederti,” disse, porgendomi la mano. La sua stretta era forte e sicura e il suo profumo costoso mi avvolse. “Il piacere è tutto mio,” risposi con un sorriso, mantenendo il contatto visivo più del necessario. Un brivido mi percorse la schiena quando le sue dita accarezzarono impercettibilmente il palmo della mia mano prima di lasciarlo.

La serata iniziava a scaldarsi. Le prime ragazze, selezionate tra le più belle escort di Roma, iniziarono a muoversi sinuosamente tra gli ospiti. I loro abiti erano eleganti, ma lasciavano ben poco all’immaginazione. Gli uomini non potevano fare a meno di guardarle, attirati come falene dalla luce.

Due uomini si staccarono dal gruppo e si avvicinarono a una splendida bionda che stava ballando sensualmente al centro della sala. Il suo vestito rosso fuoco scivolò a terra come una carezza, rivelando un corpo da sogno fasciato solo da un minuscolo completino di pizzo nero. Uno degli uomini la afferrò per i fianchi e iniziò a baciarle il collo con passione.

Fu come se questo fosse un segnale per dare il via al divertimento. Tutti si guardavano attorno con desiderio crescente, pronti a partecipare, a lasciarsi andare e a vivere una serata indimenticabile. Era il momento che tutti stavano aspettando con ansia e trepidazione.

La musica cambiò, le note sensuali di “Glory Box” dei Portishead riempirono la stanza. Le luci si abbassarono ulteriormente, creando un’atmosfera ancora più intima. Mi diressi verso una coppia che aveva attirato la mia attenzione: Paolo, un giovane imprenditore tech che conoscevo da precedenti eventi, e Sofia, una modella russa dal corpo statuario fasciato in un abito Versace che non lasciava molto all’immaginazione.

Paolo aveva le mani sulla schiena nuda di Sofia, le sue dita tracciavano lentamente la linea della colonna vertebrale. Lei gli sussurrava qualcosa all’orecchio in russo, la voce roca di desiderio, mentre il suo corpo ondeggiava contro quello di lui. Gli occhi degli altri ospiti erano magneticamente attratti da quella danza sensuale.

“Ciao Sofia, ti va di divertirci un po’?” le chiesi avvicinandomi. Il profumo dolce di Sofia si mescolava con quello più intenso di Paolo. La donna mi guardò con un sorriso complice, gli occhi azzurri che brillavano nella penombra. “Certo, Stefania,” rispose con un leggero accento, continuando ad accarezzare il petto di Paolo attraverso la camicia di seta.

Mi avvicinai fino a sentire il calore dei loro corpi. Con movimenti lenti e studiati, iniziai a slacciare i bottoni della camicia di Paolo, mentre Sofia gli apriva la cintura con gesti esperti. Lui chiuse gli occhi, il respiro che si faceva più pesante ad ogni tocco.

Lanciai un’occhiata verso l’altro lato della stanza per controllare che tutto procedesse per il meglio. Vidi che Stefano si stava facendo fare un pompino da una bellissima brunetta. Le sue mani affondavano nei capelli di lei, guidandone i movimenti sul suo cazzo, mentre un altro uomo in ginocchio dietro di lei la stuzzicava con un sex toy. I gemiti soffocati si mescolavano alla musica, creando una sinfonia di puro piacere e lussuria.

Tornai a concentrarmi sulla coppia davanti a me. Paolo era ormai nudo, il suo corpo scolpito si intravedeva sotto la luce soffusa della sala. Sofia si era inginocchiata e aveva iniziato a succhiargli il cazzo con movimenti esperti. Mi posizionai dietro di lei, facendo scivolare le mani lungo i suoi fianchi, sentendo la sua pelle fremere sotto il mio tocco.

“Ti piace?” le sussurrai all’orecchio, mordendole delicatamente il lobo. Lei rispose con un gemito di approvazione, inarcando la schiena verso di me. Intorno a noi, gli altri ospiti avevano iniziato a dare sfogo alle loro voglie e alle loro fantasie. L’aria si era fatta elettrica, ogni movimento, ogni sguardo, ogni tocco alimentava il fuoco del desiderio che stava per esplodere. Alcune coppie avevano iniziato a interagire, utilizzando i divanetti sparsi lungo il perimetro della stanza.

Decisi di lasciare Sofia continuare a giocare con Paolo, per fare un giro nel salone e controllare che la festa procedesse bene. Mi spostai verso il lato opposto del salone e vidi Lisa, una giovane ereditiera dai capelli rossi, a cavalcioni su Roberto, un chirurgo affermato. I loro corpi si muovevano in perfetta sincronia, i gemiti leggeri di lei si mescolavano al respiro sempre più affannoso di lui.

Mi avvicinai, studiando la scena con occhio esperto. Roberto le stringeva i fianchi con forza, lasciando leggeri segni sulla pelle chiara mentre la guidava nei movimenti. Lisa aveva la testa reclinata all’indietro, i capelli che le accarezzavano la schiena ad ogni spinta. Il suo corpo era teso come la corda di un violino.

Mi sedetti accanto a loro sul divano in pelle, l’eccitazione che cresceva mentre osservavo il loro ritmo aumentare. Iniziai a massaggiarmi delicatamente la figa da sopra l’abito di seta, sentendo l’eccitazione montare. Lisa mi guardò e un sorriso di intesa le si dipinse sulle labbra rosse fuoco come i suoi capelli.

Roberto la afferrò per i capelli, attirandola a sé per darle un bacio profondo che le strappò un gemito di piacere. Quando si staccò da lui la donna si voltò verso di me e mi baciò con passione, come se volesse chiedermi di unirmi a loro.

Non mi feci pregare e l’aiutai a scendere dall’uomo per sdraiarsi sul divano, allargandole le gambe. Iniziai a stimolarle il clitoride con movimenti lenti e circolari delle dita, alternando pressioni diverse. Il suo corpo rispondeva ad ogni mio tocco, tremando leggermente. Roberto si avvicinò e riprese a penetrarla con forza, mentre io continuavo a masturbarla.

I suoi gemiti si fecero sempre più intensi, il corpo che si inarcava ad ogni spinta. Intorno a noi, altri ospiti si erano fermati a guardare, ipnotizzati dalla scena di puro piacere che si stava svolgendo davanti ai loro occhi.

Lisa iniziò a tremare visibilmente, il respiro sempre più affannoso. Il suo corpo si tendeva ad ogni tocco, mentre Roberto manteneva un ritmo costante e profondo. “Vieni per me,” le sussurrai all’orecchio, aumentando la pressione con cui la toccavo.

Dopo qualche minuto raggiunse l’orgasmo con un gemito prolungato, il corpo si contrasse e un urlo richiamò l’attenzione di alcuni ospiti. Roberto accelerò il ritmo fino a raggiungere anche lui l’orgasmo, per poi abbandonarsi esausto sopra il corpo nudo di Lisa.

Gli ospiti si avvicinarono, catturati dall’erotismo e dalla sensualità della scena. Roberto si sfilò dalle sue gambe e lasciò la donna ancora tremante in balia degli eventi. Uno dopo l’altro gli uomini e le donne che stavano solo osservando, si avvicinarono a lei e iniziarono ad accarezzarle il corpo con mani e bocca. Lei si abbandonò completamente al piacere, lasciandosi travolgere dalle sensazioni e prolungando il piacere dell’orgasmo appena avuto.

Lisa raggiunse nuovamente l’orgasmo e poi ancora… Una volta finito si alzò, si rivestì lentamente, consapevole degli sguardi ancora su di lei. Gli ospiti applaudirono spontaneamente, riconoscendo la sua performance straordinaria.

Mi avvicinai a lei con un sorriso. “Sei stata magnifica,” le dissi. Lei mi abbracciò, sussurrandomi “Grazie, Stefania. È stata una serata indimenticabile.” La festa proseguì fino all’alba, con altre coppie che esploravano i loro desideri più proibiti e nascosti. Fu una vera e propria celebrazione della libertà e del piacere. Esattamente come avevo pianificato.

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