Un lunedì mattina iniziato alla grande: senza acqua calda, né riscaldamento. Ho provato a riavviare la caldaia, ma niente da fare, è in blocco e non sembra volersi riprendere. Quindi decido di chiamare l’idraulico, l’unico che mi può salvare e non farmi morire di freddo. Questa settimana sono sola a casa, mio marito come al solito è via per lavoro e io mi ritrovo a dover gestire tutte le rotture da sola.
Finalmente il campanello suona e corro ad aprire. Mi trovo di fronte un ragazzo sui venticinque anni, con un fisico scolpito e un sorriso che farebbe sciogliere anche il ghiaccio. “Buongiorno, signora. Sono qui per la caldaia,” dice con una voce profonda che mi fa accapponare la pelle. Lo faccio entrare e lo guido verso il bagno, dove si trova la caldaia. Lui si mette subito al lavoro, senza perdere tempo.
Io mi siedo sul bordo della vasca e lo osservo. I suoi movimenti sono sicuri e precisi, ogni muscolo del suo corpo è in tensione mentre smonta e rimonta i pezzi della caldaia. Non posso fare a meno di immaginare come sarebbe sentire quelle mani forti e ruvide su di me. Mi sto eccitando come una ragazzina e so che non dovrei. Sono una donna di quarant’anni, sposata, è vero che la mia vita recentemente è diventata un po’ monotona, ma tutto sommato non mi posso lamentare. E poi che clichè quello dell’idraulico!
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Ma c’è qualcosa in questo ragazzo che mi cattura in un modo che non provavo da tempo. Continuo a guardarlo, mentre la mia mente fantastica su tutto quello che gli farei se solo ne avessi l’occasione. Lui alza lo sguardo e mi sorride. “Tutto a posto, signora. La caldaia è sistemata, si era solo staccato un contatto.” Mi ha beccato mentre lo fissavo, mi sento avvampare e cerco di nascondere l’imbarazzo. “Grazie, sei stato veloce,” rispondo, cercando di mantenere la calma. “Posso offrirti qualcosa da bere? Un tè, un caffè?” chiedo, sperando di trattenerlo ancora un po’.
Lui accetta e lo accompagno in cucina. Cammina davanti a me e non posso fare a meno di notare che i pantaloni un po’ aderenti gli sottolineano due chiappe da mordere. Mentre preparo il caffè, mi chiede se può lavarsi le mani. “Il bagno l’hai visto, usalo pure se vuoi darti una rinfrescata,” dico, indicandogli il corridoio. Lui mi ringrazia e si dirige verso il bagno, mentre io rimango in cucina, cercando di calmare i miei pensieri e darmi un contegno.
Passa qualche minuto e non lo vedo tornare. La curiosità mi spinge ad andare a vedere se va tutto bene. Mi avvicino al bagno e sento il rumore dell’acqua della doccia. Mi accosto alla porta e, con il cuore che batte forte, la apro piano. Lo vedo sotto la doccia, l’acqua che scorre sul suo corpo nudo, evidenziandone ogni muscolo. Mi sento avvampare e una sensazione di calore si diffonde tra le mie gambe. Mi ha preso proprio in parola quando gli ho detto che poteva rinfrescarsi, penso divertita.
Non si accorge che ho aperto la porta e io rimango lì, immobile, a guardarlo come ipnotizzata. Senza pensarci due volte decido di entrare, è una situazione così assurda che non sfruttarla sarebbe da pazzi. Chiudo la porta dietro di me e mi avvicino alla doccia. Lui si accorge della mia presenza e si volta, sorpreso ma non imbarazzato.
“Mi dispiace, non volevo spaventarti,” gli dico, cercando di mantenere la calma. Lui mi guarda divertito e dai suoi occhi capisco che era esattamente quello che sperava accadesse. “Non mi hai spaventato,” risponde, con una voce ancora più profonda di prima. “Anzi, mi fa piacere che tu sia qui.” risponde, passando a darmi del tu. Mi avvicino ancora di più, è tutto così assurdo che sembra quasi un film.
Lui mi guarda e io gli sorrido, cercando di nascondere il nervosismo. “Sei molto bello” le parole mi escono dalle labbra senza pensarci troppo. Lui sorride e senza dire nulla mi tira a sé, bagnandomi completamente. Sento il suo corpo muscoloso contro il mio e non capisco più nulla. Le sue mani mi accarezzano la schiena, scendendo fino al mio sedere, mentre le mie braccia si avvinghiano al suo collo. Poi mi bacia, con passione, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
E io rispondo al bacio, abbandonandomi completamente tra le sue braccia. Lo accarezzo, con maggiore intensità, gli afferro le braccia e mi godo la sensazione di potenza dei suoi muscoli tesi. Lui mi spinge contro la parete della doccia. Sento il freddo delle piastrelle contro la schiena, il contrasto con l’acqua calda mi fa venire un brivido lungo tutto il corpo. Mi afferra per i fianchi e mi solleva, io mi aggrappo con le gambe a lui, cercando di mantenere l’equilibrio.
Sento la sua erezione premere contro di me, e un brivido di eccitazione mi percorre. “Sei sicura di volerlo?” mi chiede, guardandomi negli occhi. “Sì,” rispondo, con una voce che non sembra neanche la mia. “Voglio che mi scopi, qui e ora.” Continua a baciarmi con passione, mentre l’acqua calda ci scivola addosso. Poi mi fa scendere e mi aiuta a togliere i vestiti ormai fradici.
Le sue mani si muovono lentamente lungo il mio corpo, accarezzandomi ogni centimetro di pelle. Sarà che ero rimasta senza riscaldamento, ma le sue mani mi sembrano più bollenti dell’acqua della doccia. Mi slaccia il reggiseno e lo lascia cadere a terra, iniziando ad accarezzarmi il seno. Le sue labbra scendono lungo il collo, seguendo la linea delle clavicole, per arrivare ai capezzoli, li morde e li succhia con avidità, facendomi gemere di piacere.
Con le mani continua ad accarezzarmi, scende lungo il ventre, fino a raggiungere l’elastico delle mie mutandine, l’unica cosa che mi rimane addosso. Le afferra e le tira giù, lasciandomi completamente nuda. Mi sento esposta, vulnerabile, ma anche incredibilmente eccitata. Le sue dita si insinuano tra le mie gambe, accarezzandomi dolcemente. Sento il mio clitoride pulsare sotto il suo tocco e ogni suo movimento mi fa impazzire di desiderio.
Mi sbatte nuovamente contro la parete fredda della doccia, l’acqua ci schizza addosso. Le sue labbra si avvicinano al mio orecchio e mi sussurra “Sei veramente bellissima, non ho saputo resistere.” Un brivido mi percorre il corpo mentre mi penetra lentamente con le dita. Mi massaggia il clitoride con movimenti circolari del pollice, aumentando il ritmo man mano che il mio piacere cresce.
È tutto così eccitante che sento il mio corpo avvicinarsi all’orgasmo. “Aspetta,” gli sussurro, cercando di trattenermi e godermi questo momento più a lungo. Lui sorride e rallenta il ritmo, continuando a toccarmi con delicatezza. Mi porta sull’orlo dell’orgasmo più volte, facendomi impazzire di desiderio. Ogni volta che sto per venire, si ferma per poi riprendere a masturbarmi, aumentando la mia eccitazione.
Decido di prendere il controllo. Lo afferro per i fianchi e lo tiro verso di me, “Voglio sentirti dentro di me,” gli dico, con una voce piena di desiderio. Lui mi guarda negli occhi e mi sorride, prima di penetrarmi lentamente. Sento il suo cazzo riempirmi, poi incomincia a muoversi e ogni movimento mi fa gemere di piacere. Le sue spinte sono lente e profonde. Il suo cazzo si muove dentro e fuori, facendomi impazzire.
Le sue mani mi afferrano i fianchi, e io mi aggrappo a lui, cercando di mantenere il controllo. Ma è difficile, sento il mio corpo reagire a ogni suo movimento, ogni sua spinta. Il piacere è così intenso che mi sembra di perdere il controllo. “Voglio sentirti venire,” mi dice, mentre accelera il ritmo con cui mi sta scopando. Le sue parole mi eccitano ancora di più e sento di essere sempre più vicina all’orgasmo. “Sto per venire,” sussurro, con una voce tremante. Lui sorride e continua a muoversi dentro di me, aumentando il ritmo. Sento il mio corpo contrarsi, preparandosi all’orgasmo. E poi, finalmente, esplodo di piacere, gemendo forte mentre il mio corpo si contrae e trema.
Il mio orgasmo è intenso e prolungato perché lui continua a muoversi dentro di me, facendomi gemere di piacere ancora e ancora. Lo eccita vedermi così e dopo poco anche lui raggiunge l’apice. Il suo corpo si tende, i suoi movimenti diventano più rapidi e intensi, e sento il suo cazzo pulsare dentro di me mentre viene.
Il calore del suo sperma mi riempie e io mi sento finalmente appagata e soddisfatta. Ci fermiamo, esausti, e rimaniamo lì, stretti l’uno all’altra, sotto l’acqua della doccia. I nostri respiri si calmano lentamente e io mi sento in pace, come non mi succedeva da tempo. Dopo qualche minuto, ci separiamo e usciamo dalla doccia. Afferro un asciugamano e glielo allungo per asciugarsi. Ci rivestiamo in silenzio e lo accompagno alla porta.
Prima di chiuderla mi viene in mente che non l’ho nemmeno pagato per il lavoro fatto. Lo fermo e glielo dico. Lui mi guarda divertito e mi risponde “Il primo giro è offerto dalla casa!”, poi scende le scale e scompare. Non so cosa mi sia saltato in mente, non ho mai tradito mio marito prima e so che non riaccadrà, ma mi sarei pentita per tutta la vita se non avessi sfruttato l’occasione di vivere una fantasia da film porno.