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Nella pineta (e non da soli!)

Dopo ore di auto sulle statali piene di buche ci incanaliamo in un viale pieno di pini marittimi. Spegniamo l’aria condizionata e abbassiamo i finestrini: sento l’odore di resina e mare che mi entra in tutto il corpo. Parcheggiamo lì vicino e poco dopo ritiriamo le chiavi della nostra stanza. Inizia la nostra prima vacanza insieme. Siamo un campeggio sotto alla pineta, dove i bungalow si alternano con le roulotte come tanti funghi sotto i loro alberi preferiti. Mentre camminiamo verso la camera sento sotto i piedi lo scricchiolare degli aghi, il rumore lontano delle onde del mare, il tuo odore che cammini qualche passo davanti a me. Siamo in piena estate: io indosso un vestitino blu a fiori che mi lascia le gambe nude e che con le timide folate di vento si solleva scoprendomi di più le cosce.

Ti fermi e ti giri a guardarmi. Mi prendi la mano e continuiamo a camminare. Mi riempio gli occhi guardandomi attorno fino a che arriviamo al nostro bungalow. Ha una veranda all’entrata e dentro una camera da letto e un bagno con una doccia spaziosa. Una porta a vetri e grandi finestre che danno sugli altri appartamentini.

Siamo sudati dal viaggio in macchina quindi decidiamo di farci una doccia. Neanche il tempo di aprire il mio zaino per tirare fuori qualche vestito che mi giro e sei già completamente nudo. La tua pancia magra, piatta, la pelle scura abbronzata da quell’estate insieme, il segno di un mio morso poco sotto il tuo ombelico, le gambe affusolate e lunghe. Le tue mani. Le tue dita che anche solo a guardarle mi sembra di sentirle sopra la pelle o dentro il mio corpo. Il tuo sesso rilassato, che pende fra le tue gambe mentre mi sorridi e mi chiedi se ho voglia di fare la doccia con te. Annuisco. Ti avvicini. Prendi il fondo del mio vestito corto, lo alzi, sollevo le braccia e con unico movimento me lo sfili.

In un attimo rimango praticamente nuda, addosso ho solo gli slip. Sono neri, di pizzo. L’aria che mi tocca la pelle mi fa attraversare da un brivido. Mi tolgo gli slip guardandoti fisso negli occhi, socchiudendo leggermente la bocca. Tu abbassi gli occhi sul mio corpo e li rialzi sul mio viso. Mi prendi la mano e andiamo in bagno. Apri l’acqua della doccia per farla intiepidire, mi attiri a te e mi baci. La tua lingua entra subito nella mia bocca, inaspettata, irruente. Tengo la bocca socchiusa, ma tu mi porti una mano sulla faccia e me la apri forzando il tuo pollice e il tuo indice sulle mie guance. Cedo. La apro. Le nostre lingue si attorcigliano mentre il bagno si riempie di vapore. Sento il tuo sesso risvegliarsi e appoggiarsi alla mia pancia. Entriamo nella doccia e in un momento siamo bagnati, più bagnati.

Continuiamo a baciarci, intensamente. Prendi la boccetta di bagnoschiuma e te la versi sulle mani strofinandole. Poi le fai correre su tutta la superficie della mia pelle, riempiendomi di schiuma. Anch’io lo faccio, concentrandomi in particolare sul tuo sesso. Inizio a masturbarti, l’acqua aiuta a far scorrere meglio la mia mano, continuiamo a baciarci. Mi allontano e ti guardo negli occhi. Senza distogliere lo sguardo mi inginocchio, apro la bocca e prendo il tuo sesso fra le labbra. Prima piano, giocando con la tua punta umida, e poi entrando sempre più in profondità.

Lo scroscio dell’acqua ovatta tutti i rumori, ma sento bene i tuoi gemiti. Porti le mani sulla mia testa, ogni tanto mi spingi più a fondo, ogni tanto mi accarezzi solo. A volte alzo gli occhi e la testa per controllare se mi guardi. Mi guardi sempre. Quando i nostri occhi si incontrano sorridi e mi fai una carezza sul viso, mentre il tuo membro mi occupa tutta la bocca. Ti metto le mani sul culo e spingo forte verso di me: voglio riuscire a prenderlo in bocca fino in fondo. Lo sento entrare quasi tutto, mi blocca il respiro nella gola. Mi fa scendere una lacrima, ma nell’acqua della doccia non si vede. Poi ti togli bruscamente. Ti abbassi anche tu, anzi, ti accucci. Mi baci forte. Mi prendi in braccio e mi aggrappo al tuo corpo con le gambe, attorno al tuo collo con le braccia. Tenendomi così mi appoggi con la schiena alle piastrelle della doccia.

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Sento la punta del tuo sesso che si appoggia alle mie grandi labbra, le apri con le dita e cominci a strusciarti. Il vapore e il calore si stanno accumulando. Poi con un’unica spinta di bacino sei tutto dentro di me. Non me l’aspetto. Sobbalzo e soffoco un urlo di sorpresa. Inizi a scoparmi sospesa così, tenendomi in braccio per qualche minuto.

Poi mi rimetti a terra, spegniamo la doccia e ancora gocciolanti andiamo verso la camera. Anche quella si è riempita di vapore, appannando tutte le finestre della stanza. Socchiudiamo la porta a vetri che dà sulla veranda per farlo uscire. Poi ci buttiamo sul letto. Siamo ancora bagnati, ma è un’estate calda quindi non ce ne preoccupiamo troppo. Mi metti a quattro zampe e ti inginocchi dietro di me.

Ti sputi sulla mano, inumidisci il tuo sesso e sei di nuovo dentro di me. Mi muovo e mi fai muovere, tenendo le mani strette sul mio culo e spingendomi contro di te. Fai pressione con una mano sulla mia nuca, costringendomi ad abbassarmi con metà del corpo. Rilasso le braccia, sdraiandole sul letto, e appoggio la faccia alle lenzuola. Solo il culo rimane in alto.

Giro il viso verso la parete e noto uno specchio non del tutto appannato che riflette proprio noi. Ti guardo. Siamo di profilo, il mio corpo crea una curva all’insù, vedo il segno del costume da bagno chiaro che spezza l’abbronzatura in cima alla coscia. Poi ci sei tu. Molto più grande di me, con la mia stessa sfumatura di pelle, che muovi il bacino guardandomi da sopra.

La mano che mi hai messo sulla nuca, ora la muovi su tutta la lunghezza della mia schiena. Schiacci con le dita e con la mano aperta mi occupi tutta la schiena. Quando alzi lo sguardo i nostri occhi si incontrano nello specchio. Ci sorridiamo e tu mi dai uno schiaffo sul culo che rimbomba nella stanza.

Poi continui a tenermelo stretto fra le mani, muovendomi sempre più veloce e facendomi gemere forte. Troppo forte, forse, perché dallo specchio vedo il riflesso della porta con l’uomo del bungalow di fronte che guarda verso di noi, incuriosito. Ti fermo, avvisandoti. A nessuno dei due viene in mente di chiudere la porta, anzi. Poi ti faccio sdraiare sul letto e salgo sopra di te.

Ti infilo l’indice e il medio quasi fino in fondo alla gola, tu le succhi. Le estraggo, e uso la tua saliva per bagnarti il sesso. Lo appoggi, ti strusci un paio di volte sospirando, e poi abbasso il mio bacino con un movimento netto e ansimiamo entrambi forte. Ci guardiamo in quello specchio sulla parete, i miei movimenti nascondono e scoprono il tuo sesso a ritmo regolare. Vedo le tue mani che seguono tutte le linee del mio corpo, non trovando pace. Vedo le mie mani, una appoggiata al letto e una al tuo collo.

Mi volto e ti riguardo. Stringo con la mano attorno al tuo collo. Voglio vederti bene mentre i tuoi occhi mi chiedono aria. Mi muovo più forte man mano che stringo, lasciando cadere il mio bacino sopra di te invece che solo appoggiarlo. Ti piace. Poi, quando socchiudi gli occhi, lascio la presa. Fai un grande respiro e i tuoi occhi tornano vigili. Mi graffi la schiena, quasi come per vendetta di quel momento di controllo di te. Ma non ti basta: mi prendi per il collo anche tu, sollevandomi sopra di te e lasciandomi perpendicolare al tuo corpo. Sono immobilizzata. Cominci a muoverti veloce sotto di me, guardandomi negli occhi. In un attimo ci siamo invertiti il controllo della situazione. Mi porto le mani sul collo e le metto sopra le tue.

Giro la testa quel che basta per sbirciare fuori dalla porta: quell’uomo è ancora seduto sulla sua veranda e sbircia nel nostro bungalow. Il pensiero che ci stia guardando mi eccita. Tu mi lasci andare e mi riabbasso con il corpo. Vorrei che ci vedesse ancora di più. Te lo dico. A te non sembra dare fastidio. Ti prendo per mano, ci alziamo e ti porto davanti a una delle grandi finestre, ancora appannata dal vapore della doccia. Dà proprio sulla veranda.

Appoggio le mani lasciando la mia impronta, poco più in alto fai lo stesso anche tu. Mi abbasso leggermente appoggiando i gomiti sul davanzale della finestra. I nostri volti ora guardano direttamente verso quell’uomo che, seduto sulla sedia della sua veranda, ha spostato lo sguardo incrociando il nostro. Entri dentro di me con un’unica spinta, mi prendi per il collo e mi tiri con la schiena verso di te.

Mi tieni in equilibrio. Il mio seno si muove dopo ogni spinta e la persona nella veranda di fronte ci guarda sempre più incuriosito. Inizia a toccarsi da sopra i suoi pantaloncini, a massaggiarsi piano. Con l’altra mano inizi a toccarmi il clitoride, prima piano e poi sempre più deciso. Mi fai appoggiare una ginocchio sul davanzale della finestra mentre mi sento sempre più in estasi. Entri ed esci forte dentro di me mentre mi tocchi.

Continuo a guardare quell’uomo mentre mi tocchi, tu lo sai e ti piace. Sento l’orgasmo arrivare in pochissimo tempo. Mi travolge e mi scuote ma tu non ti fermi. Continui. Togli le mani dal mio clitoride e io sono bagnatissima. Mi tiri i capelli mentre mi scopi ancora per un po’, poi mi dici che stai per avere un orgasmo anche tu. Qualche secondo dopo ti sento tutto sulla mia schiena. Sento il tuo corpo fremere e vibrare e il tuo seme caldo su di me. Rimaniamo per un attimo così. Poi vai a prendere della carta e mi aiuti a pulirmi. L’uomo si alza e torna in casa facendo un cenno con la testa quasi in segno di ringraziamento. Noi ridiamo.

Scritto da: Amelia Viola

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