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Toccata e fuga dal centro sportivo

Quello che racconto mi è successo l’estate scorsa al centro sportivo che frequento, sono etero, comunque non disdegno qualche bell’incontro con altri uomini se la situazione mi eccita. Era un caldissimo sabato pomeriggio, non avendo nulla da fare decido di andare a fare una capatina al centro sportivo per farmi una nuotata.

Arrivo al centro, mi reco negli spogliatoi per cambiarmi, c’è solo un altro socio, un ragazzo giovane sui trent’anni, completamente nudo, si stava infilando il costume da bagno. “Salve, oggi fa un gran caldo” butto lì tanto per non essere scortese visto che non lo conosco e non l’ho mai visto prima. “Già, ci vuole un bel bagno rinfrescante” risponde lui sorridendomi. Inizio anch’io a spogliarmi e intanto guardo di sottecchi il ragazzo: fisico sportivo, spalle larghe e fianchi stretti, faccia simpatica, di quelle che ti ispirano allegria, prima che si infili completamente il costume lo guardo li in mezzo alle gambe, ha un pene che a riposo non era niente male come misura, pensando “Chissà quando ce l’ha in erezione che spettacolo dev’essere”.

A questo pensiero mi sento rimescolare i testicoli nello scroto, mi spoglio completamente stando girato verso il ragazzo, lui mi guarda facendomi un bel sorriso e mi accorgo che ha gli occhi fissi sulle mie parti intime ancora scoperte, la cosa mi imbarazza un pochino, ma nell’intimo mi fa piacere essere osservato mentre sono nudo. Finisco di indossare il costume, prendo la mia borsa e “Buon proseguimento” dico al ragazzo mentre gli giro le spalle mi avvio verso la piscina, sentendomi addosso ancora il suo sguardo. “Buona nuotata, a più tardi” , mi risponde lui.

Esco dagli spogliatoi, cerco un lettino libero sul prato intorno alla piscina, non c’è molta gente, delle belle ragazze giovani e carine, che fanno gruppo, indossano costumi talmente succinti che poco lasciano alla fantasia, in un altro angolo del prato un gruppetto di uomini, più o meno della mia età, parlano e ridono piuttosto rumorosamente. Trovo un ombrellone ed un lettino un po’ in disparte dalla caciara, mi sdraio all’ombra, prendo il tablet che mi ero portato e mi metto a leggere un racconto erotico pubblicato su “Circolo delle seghe”; con la coda dell’occhio vedo arrivare il ragazzo dello spogliatoio (lo chiamo così perché non sono riuscito a sapere il suo nome), si sistema su un lettino a pochi metri da me. Si sdraia a pancia in su per prendere il sole, gli slip da bagno che indossa evidenziano il suo bel pacco, niente male anche a riposo.

Cerco di concentrarmi su quello che sto leggendo, ma il mio sguardo ogni tanto va al ragazzo, ha gli occhi chiusi, apparentemente, mi accorgo però che anche lui ogni tanto mi guarda. Mi concentro sul tablet, sento comunque il suo sguardo su di me… la cosa mi da piacere e mi eccita un pochino, quello che sto leggendo mi eccita ancora di più, è la descrizione di una scena di sesso tra i due protagonisti del racconto, i dettagli raccontati mi fanno rimescolare i testicoli nello scroto. Il mio pene dà segni di movimento, sento il glande che si sta ingrossando, mi sento imbarazzato, non voglio farmi vedere da qualcuno, cerco di nascondere con il tablet il gonfiore degli slip.

La situazione non sfugge agli occhi del ragazzo che mi lancia un sorrisetto, allora non dorme fa solo finta e mi tiene d’occhio. Faccio finta di nulla, continuo a leggere, sento il mio cazzo che si ingrossa nel costume, l’erezione non è ancora molto evidente, il tablet però non riesce a coprire tutto, meno male che sono un po’ appartato dagli occhi degli altri soci del circolo.

Continuo a leggere e quello che leggo mi eccita ancora di più, ormai ho un erezione completa, sento il mio uccello premere contro la stoffa del costume, il glande mi arriva all’altezza del bordo del costume, come se volesse scappare fuori in cerca di una bocca o di un orifizio che lo accolga. Il ragazzo si è accorto della mia eccitazione e ormai non mi stacca gli occhi di dosso, mi sento eccitato, lusingato e imbarazzato nello stesso tempo, smetto di leggere, appoggio il tablet sul mio pisello in tiro, faccio qualche respirazione profonda chiudendo gli occhi, cercando di dimenticare il racconto erotico, i respiri iniziano a fare effetto, sento il pene che perde di consistenza, ritorna quasi normale. Mi alzo dal lettino con l’intenzione di fare una bella nuotata, in modo che il contatto con l’acqua fresca della piscina mi aiuti a rilassare il membro.

Il mio sguardo va verso il ragazzo, guardo il suo bel corpo abbronzato coperto da un leggero strato di sudore per l’esposizione al sole, abbasso gli occhi sul suo pacco: è aumentato di volume, vedo la sagoma del suo glande premere contro la stoffa degli slip, solo ora mi rendo conto di quanto siano ridotti per poter contenere il suo pene, strizzo gli occhi per vedere meglio lo spettacolo che sto guardando, lui si accorge di me, mi sorride, chiude gli occhi, si stiracchia voluttuosamente e così facendo il costume si abbassa leggermente e, sorpresa, vedo la punta del suo pene in tiro spuntare dal bordo del costume… lui se ne accorge e con le mani si copre subito onde evitare spiacevoli inconvenienti… da parte mia sento riprendere il rimescolio dei testicoli nello scroto, il mio pisello si sta risvegliando, guardo in basso il mio pacco ed una macchiolina di precum bagna i miei slip…

Prendo la rincorsa e mi tuffo in piscina, il fresco dell’acqua sul mio corpo ha un effetto calmante sui miei pensieri e sul mio pene, sento il fresco tra le gambe e la tensione là in mezzo si attenua, continuo a nuotare, aumento le bracciate voglio sentire la fatica arrivare per offuscare i miei pensieri e il mio desiderio di vedere ancora quel ragazzo con il membro in tiro e completamente nudo…

Nonostante tutto, il fresco dell’acqua, la fatica ed il fiato corto dovuto allo sforzo del nuoto, penso ancora a lui, ma soprattutto al suo cazzo… esco dall’acqua, vado sotto la doccia, l’acqua ancora più fredda di quella della piscina mi calma un po’ la mente, ma ho addosso una grande voglia di eiaculare… decido allora di andare negli spogliatoi, d’infilarmi sotto la doccia e lasciarmi andare a una sega ristoratrice pensando al bel ragazzone… mi avvio, per fortuna nello spogliatoio non c’è nessuno, posso fare con calma.

Mi tolgo il costume, il mio pene è semiduro, apro l’acqua la faccio scorrere fino a quando non diventa tiepida, mi infilo sotto con il cazzo in mano che aumenta sempre più di volume per il movimento ritmico della mia mano, mi chiudo la porta a vetri alle spalle (per fortuna non é trasparente), il getto forte mi picchia sul corpo, scopro il glande, voglio sentire il massaggio dell’acqua sulla cappella, mmmhhh è uno sballo, il pisello diventa sempre più duro, ora è bello dritto e di marmo, giocherello col palmo della mano sul glande, mentre con l’altra mi massaggio le palle… il desiderio di sborrare aumenta sempre di più… la mia mano accelera il ritmo, sento lo sperma incanalarsi, quando di colpo si apre la porta: è lui, il ragazzone, è completamente nudo, il pene in tiro, credo un buon 20 centimetri di carne.

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Faccio per dire qualcosa, lui mi mette un dito sulle labbra facendomi cenno di non parlare, mi prende in mano l’uccello e lo strofina con il suo, vorrei reagire ma il desiderio ormai è inarrestabile… il tocco della sua mano sul mio cazzo è da vero esperto della masturbazione, io tengo in mano il suo, è di marmo, mi riempie completamente la mano e la sua cappella rosea si ingrossa sempre di più, sembra quasi che stia per esplodere…

All’improvviso si abbassa e me lo prende in bocca, la sua lingua avvolge la mia cappella, mi titilla il buchetto del glande, una mano mi accarezza e ogni tanto mi strizza lo scroto, le sensazioni di piacere salgono rapidamente al mio cervello, brividi di piacere mi scuotono tutto il corpo, dalla punta dell’uccello alla radice dei capelli, mi lascio andare contro la parete di quell’angusto luogo, l’acqua della doccia ci scorre addosso al massimo della potenza, sembrano tanti aghi che ci flagellano.

La sensazione piacevole aumenta ancora di più la mia voglia di eruttare la calda lava , non so come lui faccia a respirare, ha il mio membro in bocca e l’acqua che gli scorre sopra la testa, gli tengo il capo tra le mani e con il movimento del corpo gli scopo la bocca, lui intanto mentre mi succhia si masturba, abbasso gli occhi e quello che vedo aumenta a dismisura la mia libidine: un cazzo bello lungo, sporge per la metà dalla sua mano, che vi assicuro non è piccola, una cappella rossa e congestionata pronta ad eruttare caldo sperma come un vulcano…

Io ormai ero quasi al culmine del piacere, sentivo lo sperma incanalarsi lungo l’asta, gli alzo la testa, gli faccio segno che sto per venire, lui invece continua a succhiarmi, il primo schizzo di sperma lo colpisce in gola, gli altri schizzi se li indirizza sul petto che subito l’acqua scrosciante lava via, dal mio cazzo ancora in erezione escono le ultime gocce, lui si alza, si gira con la schiena verso di me, si mette il mio uccello tra le cosce e si appoggia con la schiena al mio petto, mi prende una mano e la porta sul suo cazzo dando il via alla masturbazione.

La mia mano circonda quel paletto, il mio pollice e l’indice si toccano appena, tanto è spesso quel pezzo di carne e spunta per la metà dal mio pugno, scorro la mano lungo l’asta, gli accarezzo la cappella, la sento pulsare pronta ad esplodere, gli accarezzo i capezzoli turgidi, glieli strizzo tra le dita, ad un tratto, senza emettere un suono sento il suo uccello irrigidirsi, faccio scorrere la mano velocemente dal glande fino alla base del pene, uno schizzo violento esplode e va a colpire il vetro della porta davanti a noi, gli schizzi si susseguono sino ad esaurirsi, gli strizzo dolcemente la cappella per fare uscire le ultime gocce che sento appiccicaticce nella mia mano… il mio cazzo che era infilato tra le sue cosce si era ringalluzzito…

All’improvviso il mio compagno di avventura si gira verso di me, mi sorride e senza una parola apre la porta della doccia e se ne va… Io resto lì, appoggiato alla parete della doccia con l’acqua che mi solletica il glande e le palle, riaccendendo la mia libidine, socchiudo la porta per richiamare il ragazzo, ma di lui nello spogliatoio non c’è più nessuna presenza… avrei ricominciato volentieri i giochi con lui, pazienza penso, sarà per un’altra volta… riprendo il mio membro in mano masturbandomi pensando che sia lui a farlo, non passa molto tempo che un fiotto bianco e denso di sperma schizza dalla mia cappella congestionata…

Finisco di lavarmi assaporando le belle sensazioni provate nel pomeriggio, un senso di soddisfatto piacere mi pervadeva tutto il corpo, tutto solo e sconsolato mi sono rivestito, quando sono uscito ho guardato in giro se vedevo l’occasionale compagno di piacere, purtroppo a tutt’oggi non l’ho più rivisto, a volte mi viene anche il dubbio se l’avventura è realmente avvenuta o è frutto della mia fantasia, chissà….

Scritto da: Ram

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