Il bar come al solito è affollato, ma riesco comunque a trovare un tavolo vicino alla finestra e a una presa. È uno dei miei posti preferiti per fare smart. un locale un po’ hipster, con muri di mattoni a vista, piante sospese e un sottofondo di musica indie che si mescola al chiacchiericcio dei clienti. Il posto perfetto per lavorare un po’ lontano dall’ufficio quando ho bisogno di un cambio di scena per concentrarmi meglio ed essere più creativa.
Mentre sistemo il portatile e gli appunti sul tavolo, noto una donna seduta accanto a me, completamente immersa nella lettura di un libro. La guardo di sfuggita: ha un viso delicato, capelli ricci che le cadono sulle spalle e occhiali da vista che le danno un’aria intellettuale. Sembra totalmente assorta nella sua lettura, ignara del mondo che la circonda.
Io, invece, mi sento irrequieta. La tensione accumulata in ufficio mi ha seguito fin qui e per cercare di scacciarla ordino una delle tisane squisite che fanno qui. Apro il laptop e inizio a lavorare, ma il mio sguardo continua a cadere su di lei. C’è qualcosa di affascinante nel modo in cui si morde il labbro inferiore mentre legge, come se stesse assaporando ogni parola.
Cerco di concentrarmi, ma la sua presenza è una distrazione costante. Improvvisamente, il libro le scivola dalle mani e cade a terra. Senza pensarci, mi chino per raccoglierlo nello stesso momento in cui lo fa lei. Le nostre mani si sfiorano e i nostri sguardi si incrociano per la prima volta. Un brivido mi percorre la schiena. Le sorrido, porgendole il libro. “Grazie,” dice con un sorriso timido. “Mi chiamo Sofia.” “Piacere, io sono Clara.”
Sofia si siede di nuovo e mi guarda con curiosità. “Cosa fai di bello?” chiede, indicando il mio portatile. “Lavoro,” rispondo con un sorriso. “Sono una consulente marketing. A volte è bello cambiare scenario per trovare nuove idee.” “Capisco,” dice lei, annuendo. “Io sono una traduttrice. Anch’io ho bisogno di cambiare aria ogni tanto.” La conversazione continua, naturalmente.
Parliamo di libri, di viaggi e anche di lavoro. Ogni tanto, i nostri sguardi si incrociano e rimangono quasi intrappolati, carichi di un’intesa crescente. Sofia si toglie gli occhiali e li appoggia sul tavolo. I suoi occhi sono profondi e pieni di curiosità. Mi sento come se stesse leggendo dentro di me, scoprendo i miei desideri più nascosti.
Sento le guance diventare calde, come ogni volta che mi piace qualcuna sto arrossendo, ma stavolta non riesco a distogliere lo sguardo. “Mi piace la tua energia,” dice Sofia, con un sorriso malizioso. “Sei molto intensa.” e poi aggiunge “C’è qualcosa di speciale in te.” Ci guardiamo per un lungo momento, senza dire una parola. Io sono totalmente affascinata e sopraffatta dall’imbarazzo. Il rumore del caffè diventa un sottofondo lontano e tutto ciò che riesco a sentire è il battito del mio cuore che aumenta.
Con assoluta nonchalance il suo piede sfiora il mio sotto il tavolo e un brivido mi attraversa. Senza pensarci, mi piego verso di lei, avvicinandomi ancora di più. Le nostre mani si sfiorano, e sento una scossa di desiderio che mi percorre tutto il corpo. “Credo che abbiamo bisogno di un po’ di privacy,” dice Sofia, con un sorriso malizioso. “Che ne dici di andare in bagno?” Non mi è mai successo niente di simile prima d’ora, ma non ho intenzione di farmi scappare questa occasione.
Ci alziamo e ci dirigiamo verso il bagno, cercando di non dare nell’occhio. Una volta dentro, chiudiamo la porta dietro di noi e ci guardiamo negli occhi. Senza dire una parola, Sofia si china su di mi e mi bacia. Le sue labbra sono morbide e calde e il suo sapore è dolce e invitante. Mi stringe a sé, afferrandomi i fianchi con desiderio. Le nostre lingue si intrecciano, e sento il suo corpo che si avvicina sempre di più al mio.
Le sfioro il seno, sentendo i suoi capezzoli che si induriscono sotto il mio tocco. Lei geme leggermente, e quel suono mi eccita ancora di più. Ci spostiamo verso il lavandino e la sollevo, facendola sedere sul bordo. Le sue gambe si aprono per accogliermi, e mi avvicino a lei, sentendo il calore del suo corpo contro il mio. Le mie mani scivolano sotto la sua gonna, accarezzandole le cosce morbide.
Le sbottono la camicia, scoprendo il reggiseno, lo scosto appena per poterle leccarle i capezzoli. Sentirla gemere sotto i miei baci mi fa avvampare di desiderio. Le sue dita si intrecciano nei miei capelli, spingendomi delicatamente verso la sua pancia, sempre più giù. Continuo a baciarla e a leccarla, mentre mi inginocchio davanti a lei. Le sfilo le mutandine, sentendo il calore della sua figa bagnata contro le mie mani. Inizio a toccarla, muovendo le dita in cerchi lenti intorno al suo clitoride. Lei geme più forte e il suo corpo si tende sotto il mio tocco.
Sofia si morde le labbra, cercando di soffocare i gemiti di piacere. Le mie dita entrano dentro di lei, muovendosi lentamente e poi sempre più veloci. “Sì, così,” sussurra, con voce roca. “Non fermarti.” Le mie dita esplorano il suo interno, cercando il punto G con maggiore intensità. Lei geme più forte, sto toccando i punti giusti.
Continuo a muovere le dita dentro di lei, mentre con la lingua le stimolo il clitoride. Lei si contorce, cercando di trattenere le urla con la mano. Cerca di resistere ma poi non ce la fa più ed esplode in un orgasmo violento. Le sue gambe si stringono intorno a me, stringendomi il volto, implorandomi di continuare a leccarla.
Non me lo faccio ripetere e vado avanti finchè non è lei ad allontanarmi gentilmente con la mano. Quando mi stacco e mi rialzo, lei mi guarda con occhi pieni di gratitudine e desiderio. Mi chino su di lei e la bacio con passione, facendole assaporare il gusto delizioso della sua figa. “Sei incredibile,” sussurra, con voce roca. “Non ho mai provato niente del genere.”
Ci baciamo ancora, sentendo il desiderio che continua a crescere tra di noi. Poi, ci ricomponiamo e torniamo al nostro tavolo al bar. Mi sento euforica e piena di energia, pronta ad affrontare la giornata con un altro spirito. “Ti andrebbe di continuare questa conversazione più tardi?” chiede Sofia, con un sorriso malizioso, aggiungendo “Magari a casa mia?” “Assolutamente sì” rispondo io sorridendo. Ci scambiamo i numeri di telefono, con la promessa di incontrarci di nuovo quella sera stessa. Venire a fare smart al bar adesso mi sembra l’idea migliore di sempre.