Il sole sta lentamente calando all’orizzonte, tingendo il cielo di sfumature arancioni e rosa. Sono seduto sulla sabbia calda, le onde che si infrangono dolcemente sulla riva mi riportano indietro nel tempo. Questa è la spiaggia dove trascorrevo le estati da bambino, insieme ai miei nonni e a lei, la mia migliore amica d’infanzia, Sara.
Non la vedo da anni, ma oggi, complice il destino, ci siamo ritrovati qui, nello stesso posto dove un tempo costruivamo castelli di sabbia e facevamo il bagno fino a quando il sole non tramontava. Sara è cambiata molto da allora. I suoi capelli castani sono più lunghi, le sue curve più pronunciate. I suoi occhi verdi, però, sono rimasti gli stessi, pieni di vita e di malizia.
Adesso siamo di nuovo insieme su questa spiaggia, mi guarda sorridendo, mentre prepara l’aperitivo sulla tovaglia a quadri che abbiamo steso sulla sabbia. “Ti ricordi quando facevamo a gara a chi faceva il tuffo più spettacolare?” mi chiede, versando del vino bianco nei bicchieri di plastica. Sorridendo, annuisco. “Certo che mi ricordo. E tu vincevi sempre, non so come facevi” rispondo, afferrando il mio bicchiere e brindando con lei. “Ai vecchi tempi.” Dico, prima di prendere un sorso di vino.
Mentre chiacchieriamo, ricordando i tempi passati, sento una strana sensazione nell’aria. È come se ci fosse una corrente elettrica tra noi, un’attrazione che non avevo mai provato prima. Forse è il vino, o forse la nostalgia, ma sento il desiderio di avvicinarmi a lei, di sentire il profumo della sua pelle. Sara sembra provare la stessa cosa. Mi guarda con gli occhi brillanti, le labbra leggermente socchiuse. “Fai un altro tuffo con me?” mi chiede, indicando il mare con un sorriso che non ha nulla di innocente.Non so resistere a quell’invito, mi alzo in piedi, mi tolgo la maglietta e corro verso l’acqua, sentendo la sabbia calda sotto i piedi. Sara mi segue, ridendo. L’acqua è fresca, ma non troppo. Ci tuffiamo e iniziamo a nuotare, arrivati alla boa ci fermiamo e la usiamo come appiglio per galleggiare. Da qui lo spettacolo del sole che sparisce dietro l’orizzonte è ancora più suggestivo.
“È bellissimo, vero?” mi sussurra Sara, voltandosi verso di me. Il suo viso è illuminato dalla luce del tramonto, sembra quasi irradiare una luce propria. “Sì, lo è.” Rispondo, ma non sto parlando del sole. Sto parlando di lei, della sua bellezza, del suo sorriso, dei suoi occhi che mi fanno sentire come se fossi il centro del suo universo. Mi avvicino a lei, la guardo negli occhi e prendo coraggio per baciarla.
È un bacio dolce, ma allo stesso tempo passionale. Le nostre lingue si intrecciano, i nostri corpi si avvicinano. Sara lascia andare la boa e si aggrappa a me, le sue mani mi stringono con forza. Il mio cuore batte all’impazzata, sento il sangue scorrermi nelle vene, l’eccitazione che mi pervade. Per poco quasi mi dimentico di respirare. Sara mi guarda con gli occhi pieni di desiderio. “Non ho mai avuto il coraggio di dirtelo prima, perché avevo paura di un tuo rifiuto… ma ormai siamo grandi e non voglio pentirmi di aver sprecato questa occasione…” mi sussurra all’orecchio “mi sei sempre piaciuto e non solo come amico…”
Non ho bisogno di sentire altro, inizio a nuotare verso riva con lei. Quando arriviamo dove l’acqua è più bassa la prendo in braccio e la porto verso la battigia. Siamo gli unici sulla spiaggia, la faccio sdraiare sulla sabbia umida e mi metto sopra di lei. Riprendo a baciarla e lentamente le slaccio il bikini. Voglio godermi ogni momento di questo, voglio sentire ogni centimetro del suo corpo contro il mio.
Le tolgo il costume, rivelando il suo seno perfetto e le sue curve morbide. La bacio sul collo, sulle spalle, sui capezzoli, mentre lei geme di piacere. Le mie mani esplorano il suo corpo, scendendo lungo la sua pancia, fino ad arrivare tra le gambe. È già bagnata, pronta per me. Inizio a toccarla, lentamente, con delicatezza. Sara si contorce sotto di me, gemendo sempre più forte. “Voglio sentirti dentro di me” mi sussurra, mordendosi il labbro inferiore.
Mi spoglio anche io, rivelando la mia eccitazione. Sara mi guarda con gli occhi pieni di desiderio, poi mi afferra il cazzo e inizia a masturbarmi lentamente. Il suo tocco è morbido ma deciso. Ho sognato questo momento per così tanto che rischio di venire subito, ma non posso. Voglio godermi questo momento fino in fondo.
Le allargo le gambe e la guardo negli occhi: “Sei sicura?” le chiedo, sorridendo. Lei annuisce, mordendosi il labbro. Inizio a penetrarla lentamente, sento il calore del suo corpo che mi avvolge e la cosa me lo fa venire ancora più duro. Sara geme di piacere, stringendomi con le gambe. Inizio a muovermi, lentamente all’inizio, poi sempre più velocemente. L’acqua delle onde che si infrangono a riva ci accarezza, mentre facciamo l’amore.
Il sole sta ormai tramontando e l’unico rumore che si sente è quello del mare, dei gabbiani che volano e di Sara che geme di piacere. È tutto così perfetto e romantico. “Sto per venire…” mi sussurra lei all’orecchio, stringendomi con forza. Il suo respiro si fa strozzato, poi finalmente raggiunge l’orgasmo. Anche io non riesco più a resistere, mi lascio andare e con un gemito di piacere le vengo dentro.
La bacio ed esco da lei, ci sdraiamo uno accanto all’altra abbracciati, cercando di riprendere fiato. Il sudore ci copre il corpo, facendo attaccare la sabbia, ma non importa. Ci baciamo di nuovo, lentamente, con dolcezza. “È stato incredibile.” mi sussurra Sara, guardandomi negli occhi. “Lo è stato davvero.” rispondo, sorridendo. Mi sento felice, come se avessi finalmente trovato la mia metà. Sara è sempre stata la mia migliore amica, ma adesso è qualcosa di più.
Ci alziamo in piedi, recuperiamo i costumi che il mare ha spinto un po’ più in là sulla battigia e ci rivestiamo. Il sole è ormai tramontato, ma la spiaggia è ancora illuminata dai suoi ultimi raggi e si iniziano a scorgere le prime stelle. Camminiamo mano nella mano, lungo la riva, sentendo la sabbia umida sotto i piedi. “Ti ricordi quando facevamo i castelli di sabbia?” mi chiede Sara, sorridendo. “Certo che mi ricordo. E tu li distruggevi sempre, con quella tua mania di distruzione.” rispondo, ridendo. Sara mi dà una spinta leggera, facendomi perdere l’equilibrio. “Era solo per farti arrabbiare, eri così buffo” dice ridendo.
Ci fermiamo a guardare il mare “È strano come le cose cambiano.” mi sussurra, appoggiando la testa sulla mia spalla. “Ma in fondo, è sempre bello ritrovare le persone a cui vogliamo bene” “Hai ragione.” rispondo, abbracciandola “soprattutto se quella persona sei tu!” Camminiamo fino alla nostra tovaglia, dove abbiamo lasciato i nostri vestiti e l’aperitivo. Ci sediamo sulla sabbia e ci versiamo un altro bicchiere di vino. “Alle vecchie amicizie che, come il vino, invecchiando migliorano” dico alzando il bicchiere per brindare.