Sono passati quasi cinque anni da quando ho lasciato il mio paesino in Italia per inseguire il sogno di diventare un cowboy. Da bambino adoravo i film western: sognavo di cavalcare attraverso sconfinate praterie e domare cavalli selvaggi e ora quel sogno è diventato realtà.

La vita qui in Texas è dura, ma è quello che ho sempre desiderato. Non pensavo che sarei rimasto così a lungo, ma ormai questa è diventata casa mia. Oggi è il giorno della Gincana western, è la gara che preferisco in assoluto perché combina velocità, agilità e precisione. Non vorrei dire, ma io e il mio cavallo siamo impeccabili in questo.

L’aria è carica di adrenalina, polvere e competizione. I cavalli nitriscono e la folla incita i concorrenti urlando. È una giornata afosa: il cielo è di un azzurro intenso e il sole picchia forte sulla pelle, anche se è già pomeriggio. Sento il sudore scivolarmi lungo la schiena e la camicia appiccicarsi al corpo.

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Ho già superato le qualificazioni e le semifinali e, a giudicare dagli altri partecipanti, sono abbastanza sicuro di vincere. Da un altoparlante chiamano il mio nome: “Ladies and gentlemen please welcome Riccardo Trevisan!!!”. È di nuovo il mio turno, sono l’ultimo. La vittoria è mia!

Entro al galoppo, il pubblico applaude. Quanto mi piace questa sensazione! Mi posiziono sulla linea di partenza, ora mi devo concentrare… Attendo il segnale. Appena la luce verde si accende… partiamo. Pochi minuti e attraverso la linea d’arrivo, il pubblico esplode in un applauso, mentre scendo dal cavallo. L’adrenalina è alle stelle. Mi sento vivo, forte, un vero cowboy!

E ora mi merito una birra ghiacciata. Mentre mi dirigo verso il bar, mi ferma una ragazza. È italiana, come me, ha riconosciuto il mio cognome e mi chiede di dove sono. Scopriamo così di essere nati a pochi chilometri di distanza. Non ci siamo mai incontrati prima, eppure abbiamo frequentato gli stessi posti. Sarà perché ho quasi dieci anni più di lei, o forse perché il destino ha voluto che ci incontrassimo qui, in questo ranch.

Mi dice che è qui in vacanza, anche lei ha sempre sognato questa vita. Ha gli occhi verdi e un sorriso contagioso, con due fossette ai lati della bocca. La sua pelle è abbronzata dal sole del Texas e i suoi capelli castani sono raccolti in una coda alta che le scopre il collo e le spalle. Indossa una camicia a quadri e un paio di jeans attillati. È davvero bella.

La sua voce è dolce e il suo accento mi riporta a casa. Le offro una birra mentre continuiamo a parlare, mi racconta un po’ delle nostre zone, di come tutto sia cambiato da quando sono partito. Mi chiede com’è la vita in Texas e come ci si sente a essere diventato un vero cowboy. La guardo mentre ride alle mie battute. C’è una strana tensione tra noi, come un’energia elettrica che scorre tra i nostri corpi.

La guardo negli occhi e capisco che anche lei la sente. Perciò la invito a vedere le stalle, voglio mostrarle il mio mondo. Mentre camminiamo le nostre mani si sfiorano leggermente, sono abbastanza vicino da riuscire a sentire il suo profumo, dolce e floreale… e la cosa mi eccita.

Entriamo nella stalla, l’odore del fieno e degli animali riempie l’aria, le mostro i cavalli, le spiego come li addestro e come mi prendo cura di loro. La guardo mentre li accarezza: il suo tocco è delicato e gentile. Mi dice che ne è sempre stata affascinata… ama la loro forza, il loro carattere, il modo in cui la fanno sentire libera mentre corre al galoppo.

Poi mi guarda con quegli occhi… uno sguardo pieno di desiderio. La tensione tra noi è palpabile, come l’elettricità prima di un temporale.Non resisto più: voglio baciarla e scoparla. La vedo guardare le balle di fieno, immagino che stia pensando quello che penso io.

Mi avvicino e la prendo per i fianchi, la bacio sul collo, sento il suo respiro farsi più veloce. Lei si stringe a me e mi sussurra che mi vuole. E io non me lo faccio ripetere: la spingo contro la paglia e la bacio con passione. Le nostre lingue si intrecciano.

Le raccolgo delicatamente la coda con una mano, la tiro verso il basso e la bacio sul collo.
Il suo profumo e il suo respiro mi fanno impazzire, un brivido le fa venire la pelle d’oca e si stringe più forte a me. Le sue unghie mi entrano nella carne da sopra la maglietta.

Mi stacco per un attimo, voglio guardarla e lei mi ricambia, mordendosi il labbro. Mi vuole, come io voglio lei. Non capisco più niente. Le apro con foga la camicia, qualche bottone saltata via, ma non mi interessa. Voglio arrivare al suo seno e giocare con i suoi capezzoli: li succhio e li mordo, mentre lei chiude gli occhi e si lascia andare.

Le mie mani scendono lungo il suo corpo, arrivando ai fianchi. Il mio tocco è rude, violento, le slaccio i pantaloni e glieli sfilo. Poi la sollevo e la faccio sedere sul fieno dietro di lei. Le accarezzo le cosce… sono così morbide e invitanti. Mi tolgo la maglietta e lei inizia ad accarezzarmi il petto. Mi bacia, mi lecca e mi morde.

Siamo due animali che si desiderano e io voglio farla mia: le stringo il viso tra le mani e le infilo due dita in bocca, quasi fino alla gola. Le sposto gli slip di lato e le infilo dentro le stesse due dita. La sento gemere e tremare, ma voglio sentirla godere ancora di più. Così inizio a leccarle la figa.

Le succhio con forza il clitoride e mentre lo faccio, continuo a penetrarla. La sento bagnarsi sempre di più e io non vorrei mai smettere, vedere la sua faccia mentre gode mi fa perdere il controllo. Quando mi sembra che non ce la faccia più, che sia veramente vicina all’orgasmo, mi fermo. Il suo sguardo è intenso, non mi toglie gli occhi di dosso e so cosa mi sta chiedendo. Di farla godere ancora.

Mi tolgo i pantaloni e i boxer, poi con un gesto violento le tolgo anche queste inutili mutandine e la faccio girare sulla pancia. Ha un culo davvero sexy, bello pieno, pronto per essere schiaffeggiato con forza. La sua pelle vibra sotto i miei colpi, mentre lei geme di piacere e mi implora di scoparla.

Il mio cazzo è duro e pronto per lei. La penetro lentamente, sento la sua figa avvolgermi e tenermi stretto. Inizio a scoparla più velocemente e le sue mani si aggrappano al fieno per resistere ai miei colpi. Vederla in mio potere mi eccita da morire e mi piace sentirla godere. Continuo a scoparla con forza.

Lei urla sempre di più, ma tanto qui non può sentirci nessuno. I miei colpi si fanno più violenti, sento che sto per venire, ma mi trattengo…voglio farlo insieme a lei. Le afferro i capelli e li tiro verso di me. Allungo una mano sotto il suo corpo e le tocco il clitoride, mentre continuo a penetrarla sempre più forte.

Cazzo se è eccitante, poi finalmente viene e io con lei. Geme, il suo corpo trema sotto di me e io mi abbandono al momento: è una sensazione indescrivibile. Dopo qualche secondo esco da lei e l’aiuto a tirarsi sù. Ci guardiamo negli occhi, un’intesa silenziosa.

Poi mi avvicino e la bacio tenendo il suo viso tra le mani, un bacio lento e passionale. I suoi occhi sono luminosi, le sue guance arrossate e il suo sorriso mi travolge. Sudati ed euforici recuperiamo i vestiti e cerchiamo di sistemarci. Il sole fuori è ormai tramontato e la notte ci avvolge, mentre usciamo dalla stalla il freddo ci colpisce.

La stringo a me e la accompagno verso il parcheggio.Non ho neanche ritirato il mio premio, sono certo di aver sentito di annunciare il mio nome, ma tutto questo è stato decisamente più emozionante di ritirare una stupida coppa…Arrivati alla sua macchina la saluto con un bacio, non so se la rivedrò più, perché tra qualche giorno tornerà in Italia, ma sono sicuro che non si dimenticherà di questa avventura. Io di sicuro non lo farò…

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