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Visita privata al museo

Sono qui, nel museo, circondata da opere d’arte che sembrano osservarmi. Mi sono decisa a venire all’inaugurazione di questa mostra, ma mi sento totalmente fuori luogo, come un’intrusa impacciata in un mondo di raffinatezza ed eleganza. La gente attorno a me chiacchiera con un bicchiere di bollicine in mano, io giro un po’ senza meta.

Guardo distrattamente i quadri, senza riuscire a coglierne davvero la bellezza. La mia mente è altrove, persa nei pensieri e nelle preoccupazioni. Gli ultimi tempi sono stati particolarmente difficili: ho scoperto che Luca, il mio ex fidanzato, mi tradiva da mesi con una collega, quella di cui “non mi dovevo assolutamente preoccupare” a detta sua.

Speravo che, cambiando aria e uscendo di casa, mi sarei distratta, ma per ora il mio piano non sembra funzionare. Almeno fino a quando i miei occhi non incontrano i suoi. Un uomo, alto e dalla corporatura robusta, mi sta osservando incuriosito. Cerco di concentrarmi sul quadro davanti a me, ma è come se questo sconosciuto fosse una calamita.

Non mi è mai successo niente di simile: non credo ai colpi di fulmine, ma non posso fare a meno di pensare che sia l’uomo più affascinante che io abbia mai visto. Mi avvicino lentamente, fingendo di essere interessata alle opere che ho davanti.

Quando sono a pochi passi da lui mi fermo, con il cuore che mi batte forte in gola. Ci guardiamo negli occhi per quella che sembra un’eternità, finché lui non sorride, un sorriso che mi fa sentire come se fossi l’opera d’arte più affascinante dell’intera galleria. Con naturalezza mi porge la mano e si presenta: “Piacere Matteo, sono il curatore della mostra, ti ho visto gironzolare un po’ disorientata. Se vuoi posso farti da guida. Che dici?”.

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La sua voce è profonda e sensuale e mi fa venire voglia di dire di sì a qualsiasi cosa mi chieda. Accetto e ci incamminiamo tra le sale del museo, allontanandoci dalla folla. Matteo mi racconta come nasce la mostra, mi parla dell’artista e di come l’ha scoperta in un suo viaggio in Portogallo, io provo a starlo a sentire, ma la mia mente è altrove. Continuo a pensare a come sarebbe sentire la sua pelle contro la mia, al tocco delle sue mani sul mio corpo e a come vorrei che mi prendesse qui e mi scopasse.

Cerco di sembrare interessata alle opere d’arte che ci circondano, ma più passa il tempo, più diventa difficile. Lo desidero e non so pensare ad altro. Lui mi parla dell’autore della scultura che abbiamo davanti, ma io non lo sto nemmeno ascoltando, persa totalmente nelle mie fantasie. A un certo punto si ferma e mi chiede se mi andrebbe di dargli un parere su un’opera inedita che non hanno ancora esposto. Non credo di essere la persona giusta e glielo dico, ma lui mi guarda dritto negli occhi e mi sussurra “Sei sicuramente la persona giusta. Andiamo nel mio ufficio.” Non so se sto sognando, ma nel caso non voglio essere svegliata. Matteo mi prende per mano e mi guida verso gli uffici.

Percorriamo una scala che ci porta al piano interrato, la tensione sessuale tra di noi è palpabile, non è solo nella mia testa. Lui apre la porta e mi fa accomodare nel suo studio. Non ho il tempo nemmeno di guardarmi attorno che lui mi è addosso. Mi prende il viso tra le mani e mi bacia appassionatamente. Le nostre lingue si intrecciano e le nostre mani iniziano a esplorare i nostri corpi. Anche lui mi desidera quanto io desidero lui. Mi accarezza il seno e fa scivolare le sue mani lungo tutto il mio corpo, fino al culo. Non credo di riuscire più a controllarmi, voglio sentirlo dentro di me.

Sempre continuando a baciarmi mi fa arretrare fino a raggiungere la sua scrivania, poi mi solleva e mi ci fa sedere sopra. Gli sfilo la camicia e per un attimo rimango a contemplare il suo petto, scolpito come quello delle statue che ci sono nel museo. Mi bacia il collo con passione, scendendo fino al seno. Poi si siede sulla poltroncina davanti a me, mi solleva il vestito e con un gesto delicato mi sfila le mutandine. “È da quando ti ho vista che non faccio che immaginarmi il tuo sapore. Posso?” mi chiede con un sussurro dolce.

Faccio segno di sì con la testa e lui inizia subito a baciarmi l’interno coscia, poi l’inguine, infine arriva alla mia figa. Mi lecca delicatamente il clitoride e io sento un’esplosione di piacere. Il mio corpo si contrae, e risponde ai suoi tocchi. Lui continua a leccarmi, mordermi e succhiarmi la figa, finché non raggiungo l’orgasmo.

Mi lascia il tempo di riprendere fiato, continuando a baciarmi e accarezzarmi. Poi si alza e si slaccia i pantaloni, mi penetra lentamente, senza mai smettere di guardarmi negli occhi. È tutto così eccitante e romantico, non so come sia possibile, dato che ci conosciamo solo da meno di un paio d’ore, ma sta succedendo.

Il suo cazzo è grosso e duro e il tocco della sua pelle sulla mia è anche più piacevole di come mi ero immaginata. Iniziamo a muoverci sempre più velocemente, cercando di sincronizzare i nostri movimenti. Lui mi afferra i capelli e mi dà dei colpi sempre più forti, sempre più a fondo. Sto impazzendo di piacere.

A un certo punto mi afferra per il culo e mi fa scendere dalla scrivania, girandomi e mettendomi a pecora. Mi penetra da dietro, il suo cazzo mi pulsa dentro, mentre le sue mani mi affondano nella carne con desiderio. Mi afferra di nuovo i capelli e mi tira a sé, muovendosi sempre più velocemente dentro di me, il mio corpo si contrae e dopo qualche minuto raggiungiamo insieme l’orgasmo e io mi abbandono completamente al piacere.

Rimane con il cazzo dentro di me per qualche secondo e poi esce, aiutandomi ad alzarmi dalla scrivania. Ci vestiamo e ci guardiamo negli occhi, scoppiando entrambi a ridere, felici e soddisfatti per questa scopata pomeridiana inaspettata.

Matteo mi accompagna all’uscita, mi chiede il numero di telefono e mi saluta con un bacio appassionato. La mia mente è confusa, non so cosa aspettarmi dal futuro: spero di rivederlo e di replicare questa visita culturale presto. Per ora, però, mi godo il sorriso che mi accompagna mentre torno verso casa.

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