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Una passeggiata a cavallo

Sono le dieci e mezza e le stronze delle mie amiche non si vedono ancora. Sono due settimane che parlo di questa domenica, lo sanno quanto ci tengo a questa passeggiata a cavallo e non ho intenzione di rinunciare. Mi vibra il cellulare in tasca: ecco, è Elena. Non ha sentito la sveglia. Si scusa, ma non ce la fa. Ma dai… non me lo immaginavo proprio…Almeno lei mi ha scritto, le altre due manco rispondono al telefono. Ieri sera avranno fatto tardi e non mi avranno avvertito per paura che mi incazzassi.

Vabbè, fanculo. Ormai sono qui e tanto vale entrare. Magari mi posso aggregare a qualche gruppo.
Mi sistemo i capelli e controllo il cellulare per l’ennesima volta. Sono le 10 e quaranta, dovevamo beccarci qui nel parcheggio massimo per le 10…Entro nel maneggio e mi dirigo verso la scuderia. Le stalle sono quasi deserte, a parte qualche cavallo che nitrisce.Conosco bene questo posto, ci venivo da bambina per le lezioni di equitazione. Il tempo qui sembra essersi fermato, è tutto rimasto uguale.

Sento dei rumori provenire da uno dei box, mi avvicino e vedo un uomo che sta sellando un cavallo. “Ciao, sono Marta.” dico cercando di attirare la sua attenzione, “ Vi avevo chiamato una settimana fa per prenotare una passeggiata, dovevamo essere in quattro, ma le mie amiche hanno avuto un problema e non sono riuscite a venire…” Lui si gira e mi guarda un po’ scocciato “ Vi aspettavamo per le dieci, sei in ritardo. L’istruttore non poteva stare ad aspettare tutto il giorno ed è uscito con il gruppo.” Perfetto. Questa giornata non potrebbe andare peggio, forse il karma mi vuole punire. Faccio per andarmene quando lui mi ferma. “Dato che sei qui comunque se vuoi ti posso accompagnare io, tanto devo portare Fiore a sgambare.”

Che ho da perdere? E poi diciamolo…questo tipo è davvero sexy. Alto, muscoloso, con un po’ di barba incolta e profondi occhi neri. Ha il sorriso arrogante di chi è consapevole del suo fascino e non ha bisogno di essere gentile per conquistare le donne. È esattamente il tipo d’uomo per cui di solito perdo la testa. Mi concentro su Fiore, il bellissimo frisone nero nella stalla. Provo ad accarezzarlo ma sbuffa scattando all’indietro con la testa. Ecco pure lui fa il prezioso. Di bene in meglio.

Giorgio, così si chiama l’affascinante cowboy di poche parole, mi dice di fare attenzione: Fiore è una testa calda, lo stanno ancora addestrando. Poi mi accompagna a prendere Leo, l’unico cavallo rimasto per le passeggiate. “È molto calmo, ma devi fargli capire chi comanda… credi di esserne in grado?” mi chiede Giorgio con tono sprezzante. “Sì. Sono molto brava a ottenere quello che voglio.” gli rispondo un po’ piccata, chi si crede di essere per trattarmi come una scema? Prepariamo i cavalli in silenzio, montiamo in sella e ci avviamo verso il bosco.

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Dopo un po’ Giorgio mi degna della sua attenzione. “Scusami. Sono stato antipatico prima, ma non è colpa tua. Fiore mi sta facendo impazzire, appena gli metto le briglie cerca di disarcionarmi, ma sembra che con Leo al suo fianco segua il buon esempio” mi dice con un tono più dolce. Alla fine Giorgio si sta rivelando pure simpatico, è un’ottima guida, mi indica gli alberi, mi fa notare i versi dei vari uccelli che sentiamo nel bosco e mi racconta del maneggio. Il tempo vola e mi rendo conto che non sto più pensando alle mie amiche che mi hanno lasciata sola.

Il paesaggio è mozzafiato, con colline verdi e un cielo azzurro infinito. Ma è difficile concentrarmi sulla bellezza intorno a me, perché da quando abbiamo iniziato a cavalcare sento crescere dentro di me l’eccitazione: le cuciture della sella si muovono ritmicamente sotto i miei leggins, massaggiando delicatamente il mio clitoride. Potrei spostarmi, sistemarmi meglio, ma questa sensazione di sfregamento mi sta facendo impazzire e avere la voce roca di Giorgio che mi parla rende tutto ancora più sexy. È come se mi stessi masturbando davanti a uno sconosciuto, ignaro di quello che sta accadendo. Quando ci fermiamo in una piccola radura per far riposare i cavalli, Giorgio mi aiuta a scendere. Il tocco delle sue braccia muscolose attorno alla mia vita mi lascia quasi senza fiato. Non si stacca subito da me, rimanendomi vicino quel tanto che basta per farmi sentire l’odore della sua pelle. Per un momento il mio cervello smette di funzionare, la mia bocca si muove, comandata solo dall’istinto e dalla mia voglia di scopare. Lo bacio, senza dire niente. Torno subito in me, mi stacco e gli chiedo scusa, non so cosa mi sia preso.

Giorgio sta zitto per qualche secondo, poi mi prende il viso e ricambia il mio bacio. È un gesto appassionato, pieno di desiderio e di tensione. E io mi lascio andare tra le sue braccia. Il nostro bacio si fa sempre più intenso, e le nostre mani iniziano ad esplorare i nostri corpi. “Ti voglio,” mi sussurra lui, e io rispondo, “Prendimi, allora.” Giorgio mi spinge contro un albero poco distante e continua a baciarmi. La sua lingua scende sul mio collo, mi morde e mi bacia con un’intensità che mi lascia quasi senza fiato. Le sue mani si spostano sul mio seno e io mi sento come se stessi per esplodere. “Voglio sentirti,” mi sussurra, e con questo, mi apre la camicia e mi slaccia il reggiseno. Si inginocchia davanti a me e mi sfila i leggins e gli slip. Sono completamente nuda davanti a questo sconosciuto. Poi si rialza, si slaccia i pantaloni, mi afferra e mi solleva spingendomi contro il tronco dell’albero. Avvolgo le mie gambe intorno alla sua vita. Lentamente mi penetra, si ferma sorpreso di trovarmi così bagnata. Gli sorrido rivelandogli il mio piccolo segreto “la sella di Leo ti ha preceduto nel farmi bagnare” gli sussurro, lui mi guarda e scoppia a ridere.

Lui inizia a muoversi dentro di me e io mi adatto ai suoi colpi. Sento la corteccia dell’albero dura contro la schiena, ma non importa. Qualcuno potrebbe vederci, ma anche questo non mi interessa. Sono così eccitata che vengo quasi subito. L’orgasmo arriva e io mi lascio andare a un grido liberatorio. Lo eccita questa situazione e non si fa pregare, aumenta il ritmo sbattendomi sempre più forte contro l’albero, finché anche lui non gode dentro di me.

Delicatamente mi aiuta a rimettermi in piedi e a recuperare i miei vestiti, prende una coperta da sotto la sella di Fiore e la stende sul prato. Ci sdraiamo a riprendere fiato. Solo adesso mi viene in mente che questa passeggiata avrei dovuto farla con le mie amiche, per una volta sono contenta abbiano paccato: non avrei voluto condividere Giorgio con loro! Rido al pensiero di come rosicheranno quando glielo racconterò stasera. Mi sento felice e rilassata, connessa con la natura e con me stessa come non succedeva da mesi.

Dopo un po’ decidiamo di rientrare al maneggio. Sistemati Leo e Fiore nei box ci salutiamo con un abbraccio e un bacio leggero. Mi chiede se tornerò presto. Non lo so. Non so cosa voglio. Però gli assicuro che lascerò una recensione a cinque stelle a questa meravigliosa avventura.

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