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Mi piace viaggiare da sola

Mi piace viaggiare da sola: trolley, zaino, sguardo fiero, passo veloce, mi piace muovermi negli aeroporti, comprare souvenir turistici, il toblerone, le riviste di moda da sfogliare in aereo, mi piace osservare le persone e immaginare le loro storie, incrociare gli sguardi di uomini sconosciuti e pensare per un attimo che potrebbe succedere qualcosa.

Oggi parto per Barcellona, città vivace, allegra, passionale, ho due giorni di convegno e poi due giorni solo per me, lontano dagli impegni, dalle scadenze, dalle responsabilità. Albergo 4 stelle ultramoderno, camera ampia e luminosa, vista mare.

Mi faccio una lunga doccia calda e mi butto sul letto, la finestra è aperta, in lontananza sento il rumore del mare, entra una brezza tiepida che mi sfiora il corpo ancora umido, inizio ad accarezzarmi mentre mi spalmo la crema al cocco, mmm che buona, mi viene voglia di mangiarla.

Me la spalmo sulla pancia con movimenti circolari, poi la passo sul seno, mi soffermo sui capezzoli che si inturgidiscono, mentre sento che in mezzo alle gambe sono calda e umida. Continuo a spalmarmi la crema sulle cosce, i glutei, l’interno coscia, l’inguine, mi stuzzico il clitoride, piano piano, allargo le gambe, mi massaggio le grandi labbra, e poi ancora il clitoride, sono gonfia, l’eccitazione sale, sto ansimando, comincio a contorcermi e a strusciare la mano con più forza un po’ dentro e un po’ fuori, facendo su e giù col bacino finché arriva un orgasmo intenso e liberatorio. Ottimo inizio!

I due giorni di convegno sono piuttosto noiosi, c’è qualche uomo interessante ma nessuno con cui valga la pena andare oltre, a pranzo e cena si parla sempre di lavoro, la mia mente cerca di portarmi altrove.

Per fortuna il convegno è finito, saluto, riprendo il mio trolley e salgo sul taxi che mi porta in centro città, dove ho prenotato un alberghetto vicino alla Rambla. Per stasera ho preso un biglietto per un concerto di musica classica. Non ho molto tempo, il concerto è alle 8, doccia veloce, trucco leggero, come sempre, indosso un tubino nero semplice, calze velate nere e tacchi sottili ma non esageratamente alti.

Mi piaccio, è il mio stile, sexy ma sobrio, unica nota di colore: rossetto rosso fuoco. Mi incammino verso il teatro, c’è un sacco di gente in giro, dentro e fuori dai locali, un’atmosfera allegra. Arrivo al teatro appena in tempo, la maschera mi indica il mio palchetto, e’ vuoto, meglio così, potrò godermi la musica in pace! Mi accomodo sulla sedia, accavallo le gambe e mi affaccio alla balconata proprio mentre stanno entrando i musicisti.

Dopo qualche minuto si apre la porta del palchetto, mi giro per vedere chi è lo scocciatore, ma mi scappa un sorriso malizioso, è un uomo piuttosto affascinante: slanciato, capelli corti brizzolati, viso interessante. Ricambia il sorriso, saluta e si siede accanto a me disinvolto, appoggiando le mani alla balaustra. Ha mani lunghe e curate, me le immagino per un attimo sul mio corpo e ho un fremito di piacere. I nostri sguardi si incrociano, mi sorride di nuovo, come se avesse intuito i miei pensieri. Cerco di concentrarmi sulla musica.

Durante l’intervallo chiacchieriamo un po’, mi chiede da dove vengo, mi dice che ama l’Italia; ha una voce molto sensuale, uno sguardo profondo che mi mette un po’ in imbarazzo, mi sta ripartendo l’ormone, sento caldo, mi spoglio la giacca e l’appoggio allo schienale, il suo sguardo indugia sulla mia scollatura.

Ricomincia il concerto, ma non riesco più a sentire la musica, sento solo la sua presenza, il suo profumo, il suo respiro. È questione di un attimo, lui mi appoggia una mano sulla spalla e inizia ad accarezzarmi, un tocco delicato che mi fa venire i brividi e trattenere il respiro.

Lo lascio fare senza girarmi, la mano scende verso il gomito continuando ad accarezzarmi delicatamente, arriva alla mia mano, mi accarezza il dorso e poi il palmo, mentre con le labbra mi sfiora la spalla.

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Sento nelle narici il suo profumo invitante, il suo respiro un po’ affannato, eccitato, come il mio. Mi lecca la spalla con la punta della lingua, sempre con delicatezza e sensualità.

Sento i capezzoli inturgidirsi e mi bagno in mezzo alle gambe, ho un fremito di eccitazione, istintivamente appoggio una mano sulla sua gamba, lui fa altrettanto. Scavallo le gambe, il vestito a portafoglio si apre un po’, lui infila una mano sotto e comincia ad accarezzarmi l’interno coscia, con quel suo tocco lento e sensuale, fermandosi a pochi centimetri dal mio inguine.

Stringo la mano sulla sua gamba e risalgo fino al suo pacco, è duro e gonfio dentro i pantaloni, pulsa di desiderio. Prende la mia mano e se la porta alle labbra, mi succhia un dito, io faccio lo stesso con le sue dita, poi me le passo ancora umide sul collo, sulla clavicola, nell’incavo tra le tette. Lui infila lentamente una mano nel reggiseno e raggiunge il mio capezzolo, lo stringe tra indice e medio, mi sfugge un sospiro di piacere.

Si alza di scatto, agile e silenzioso, sposta la mia sedia lontano dalla balaustra e si inginocchia davanti a me aprendomi le gambe, mi sfila scarpe, collant e slip e con la lingua percorre tutta la mia gamba, dalla caviglia fino all’inguine, fino ad arrivare con la faccia davanti alla mia figa.

Io devo trattenermi per non mugulare troppo, stringo le mani ai lati della sedia e sollevo un po’ il bacino, lui mette le mani sotto le mie natiche e comincia a baciarmi, succhiarmi e leccarmi con movimenti lenti su e giù, e poi in cerchio, mi succhia il clitoride mentre mi massaggia con le dita, me le mette dentro continuando a leccarmi e succhiarmi, finché non resisto più e gli vengo in bocca.

Lo guardo un po’ frastornata, lui sorride, si slaccia i pantaloni e tira fuori l’uccello, mi inginocchio e glielo prendo in bocca, e’ duro e gonfio, lo succhio, lo afferro con entrambe le mani, facendolo diventare ancora più duro.

Ho una voglia matta di farmi scopare, mi siedo di fronte a lui sul pavimento e lo guardo negli occhi mentre continuo a masturbarlo, sussurra qualcosa che non capisco ma capisco che gli piace, mi avvicino col bacino al suo e uso il suo cazzo per masturbarmi.

Ogni tanto lo metto dentro e poi lo tolgo, i nostri sospiri sono sempre più strozzati, lui continua a pizzicarmi e succhiarmi i capezzoli, non so quanto posso resistere, si spinge dentro di me tenendomi per i fianchi e dopo qualche colpo vengo di nuovo, soffocando un urlo nell’incavo della sua spalla.

Ci guardiamo negli occhi, i suoi sono pazzi di desiderio, non è ancora venuto, mi sfila dal suo uccello e mi fa mettere a pecorina, mi alza il vestito e mi da una sculacciata, mi infila due dita dentro e subito dopo, senza tanti complimenti, mi sfonda con forza, con urgenza, poche spinte e finalmente viene anche lui, io ho il terzo orgasmo, proprio mentre scrosciano gli applausi per la fine dell’esibizione.

Scritto da: Sam

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