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Il bar del piacere

Seduta al bancone del bar, ho davanti l’ennesimo gin tonic. Ho decisamente perso il conto stasera. La musica mi avvolge, ma non riesce a distogliermi dai miei pensieri, so che dovrei andare a casa a dormire, è tardi, ma non ho voglia. Ho bisogno di qualcosa di più.

Osservo distrattamente la folla intorno a me. Gente che ride, scherza e si gode la serata. E poi, i miei occhi si posano su un ragazzo. Alto, capelli scuri e sguardo fisso sul telefono. Sta chattando con qualcuno chiaramente. È seduto da solo, proprio come me, ma emana un’aria di sicurezza che mi attrae immediatamente.

Mi chiedo chi sia, cosa faccia nella vita. Non l’ho mai visto qui. Ma soprattutto, mi chiedo come sarebbe finire a letto con lui… Il solo pensiero mi fa salire un brivido di piacere lungo la schiena.

Decido di avvicinarmi. Non ho nulla da perdere in fondo. Mi alzo dal mio sgabello e mi dirigo verso di lui, sentendomi improvvisamente vulnerabile e eccitata allo stesso tempo.

Mentre mi avvicino, i suoi occhi si posano su di me. Li vedo scorrere su di me, come se stesse già immaginando qualcosa di decisamente poco casto.

Arrivo davanti a lui e, con un sorriso malizioso, gli chiedo: “Posso offrirti da bere?”. Lui mi guarda per un momento, come se stesse valutando la mia proposta. E’ decisamente sorpreso. Poi, con un sorriso che mi fa venire i brividi, annuisce.

Mentre ordino i drink al bancone, sento la tensione salire alle stelle. È come se ci stessimo già toccando, anche se lui è seduto al tavolino e io sono in piedi al bancone. Mi giro e lo guardo mentre aspetto e il suo sguardo mi fa capire che anche lui ha i miei stessi pensieri.

Quando finalmente abbiamo i nostri drink, ci spostiamo in un angolo più tranquillo del bar. Lontano dalla folla, dalla musica, dal rumore. Solo noi due, i nostri sguardi, i nostri corpi che si avvicinano sempre di più.

Mentre parliamo, le sue mani iniziano a toccare le mie, poi ad esplorare il mio corpo. Prima con delicatezza, poi con sempre maggiore insistenza. Le sue dita mi accarezzano lungo le cosce, mi fanno sentire voluta. E io decido di lasciarmi andare, fregandomene completamente del fatto che qualcuno possa vedere.

Il mio respiro si fa sempre più affannoso, mentre le sue mani si spostano sul mio seno, sulle mie cosce. Lo voglio, come se non aspettassi altro. E so che lui lo sa, lo percepisce, lo sente.

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Mi guarda negli occhi, poi con un sorriso malizioso, mi sussurra all’orecchio: “Vieni con me”. Mi alzo dalla sedia e lo seguo, felice della sua proposta e curiosa di sapere dove vuole andare.

Lo seguo in una stanza in fondo al bar, lontana da occhi indiscreti. E’ il magazzino, immagino non sia la prima volta che ci viene visto che sembra conoscerla così bene. Chiude la porta alle sue spalle e, con un gesto deciso, mi spinge contro il muro.

Il suo corpo preme sul mio, mi schiaccia contro la parete. Lo sento duro, eccitato, desideroso di me. E io mi sento sempre più bagnata, sempre più pronta a cedere alle sue voglie, ai suoi desideri.

Le sue labbra si posano sulle mie, in un bacio appassionato e bruciante. Le sue mani mi accarezzano, mi toccano, mi esplorano. Mi sento come se stessi per esplodere, come se il mio corpo stesse per essere consumato dalle fiamme.

Mentre ci baciamo, le sue mani si spostano sul mio seno, lo accarezzano, lo stringono. Lo voglio dentro di me. Lui lo sa, mi tira giù la zip dei jeans e me li sfila, insieme alle mutandine…

Poi mi solleva e mi fa sedere su un tavolo. Le sue mani si spostano sulle mie cosce, le accarezzano, le aprono. E io mi lascio fare, mi lascio esplorare.

Il suo respiro si fa sempre più affannoso, mentre le sue dita si avvicinano sempre di più… E quando finalmente le sue dita mi toccano, mi penetrano, io non riesco a trattenere un gemito di piacere.

Le sue dita mi accarezzano, prima delicatamente esplorandomi lentamente. Poi inizia a massaggiarmi con tutta la mano, in modo più deciso, premendo sul mio clitoride sempre di più…

Il mio corpo si muove al ritmo delle sue dita, mentre il piacere mi invade, mi consuma, mi fa sentire viva.

Mentre le sue dita continuano a esplorarmi, io non riesco a fare a meno di pensare a cosa succederà dopo. Lo voglio dentro di me e glielo dico: “Scopami”.

Mi guarda fissa negli occhi e si sfila i pantaloni, si lascia cadere le mutande. Non aspettava altro. Io neanche. E quando finalmente lo vedo nudo, duro, eccitato, non riesco a trattenere un gemito di piacere.

Si avvicina a me, mi bacia e poi, con un gesto deciso, mi penetra. Io sento duro e caldo dentro di me, e non riesco a trattenere un grido.

Mentre ci muoviamo insieme, il mio corpo si adatta al suo, il mio respiro si sincronizza con il suo. L’eccitazione, l’alcol e la paura che qualcuno possa entrare da un momento all’altro rendono la situazione esplosiva. Sento il mio clitoride spingere forte contro di lui e dopo pochi istanti veniamo, praticamente insieme… mio dio, mi gira completamente la testa.

Rimaniamo abbracciati per qualche istante, a riprendere fiato… lui ancora tra le mie gambe e io che cerco di ridarmi un tono…

Lui invece, con uno sguardo malizioso, mi sussurra all’orecchio: “Non è ancora finita, voglio sentirti ancora godere”.

Con un gesto inaspettato, mi gira e mi fa appoggiare al tavolo. E io lo lascio fare, voglio capire cos’ha ancora in mente. Mi passa prima le dita adagio in mezzo alle gambe, rigirandole e poi, mentre con una mano mi accarezza la schiena, mi infila un dito dietro. Mi si mozza il respiro per l’eccitazione, in un istante mi torna la voglia di essere presa, di lasciarmi andare completamente.

E lui inizia torturarmi, giocando con il suo dito dentro di me e con l’altra mano, massaggiando il mio clitoride… io comincio a non capire più nulla e lui inizia a penetrarmi con le dita davanti e dietro, sempre più a fondo e sempre più veloce… io sono completamente bagnata e sento l’orgasmo aprirmi e scuotermi da capo a piedi, in modo inarrestabile…

Vengo con una forza che non ricordavo da tempo… è un urlo liberatorio il mio, di totale godimento.

Mentre io mi siedo sul tavolo per riprendermi, lui si avvicina e con un tono malizioso mi sussurra all’orecchio: “È stato un piacere”. Mi da un bacio leggero sulle labbra, si ricompone ed esce.

Rimango sola, mezza nuda, nella stanza. Sento il brusio e la musica del bar di sottofondo. Mentre inizio a rivestirmi mi sale una risata incontenibile, una risata che sa di libertà e di godimento… adesso posso finalmente andare dormire!

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