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Sottomessa al mio padrone

Sono ad una festa in provincia di Como, circondata da persone che non conosco tra cui, ogni tanto scorgo un volto noto. Non è la prima volta che vengo qui. L’atmosfera è elettrica, siamo tutti qui per lo stesso motivo, per la stessa voglia. È stato Massimo a chiedermi di venire. Massimo, il mio padrone, l’uomo che da 2 anni ha il controllo assoluto del mio corpo e della mia mente. Mi ha ordinato di indossare questo abito nero così corto che devo stare attenta ad ogni movimento, sono senza mutandine così come mi ha chiesto. Le scarpe col tacco vertiginoso, mi fanno sentire sexy e allo stesso tempo potente. Mi sento bellissima stasera.

Mi guardo intorno, cercando il suo volto tra la folla. Lo vedo, finalmente, che parla con un gruppo di persone. Mi osserva di sottecchi, mentre sorseggia il suo drink. So cosa sta pensando, lo conosco bene. Mi vuole… Ma non mi toccherà, non ancora. Mi farà aspettare, come sempre. Mi farà implorare il suo tocco…

Cammino verso di lui, con passo lento e sinuoso. So di essere osservata dagli altri uomini, so di essere desiderata. Ma io desidero solo lui, solo il mio padrone.

Sono qui perché sono la sua schiava, la sua sottomessa, la sua proprietà. E non c’è posto al mondo dove vorrei essere, se non qui, accanto a lui.

Mi fermo a pochi passi da lui, abbassando lo sguardo in segno di sottomissione. Massimo sorride, compiaciuto. Mi ordina di alzare lo sguardo, di guardarlo negli occhi. Lo faccio, obbediente. I suoi occhi sono scuri, profondi, ipnotici. Mi ci perdo dentro, mi sento trasportata in un’altra dimensione.

Lui mi ordina di inginocchiarmi. Lo faccio, senza esitare. Sento gli sguardi curiosi ed eccitati delle persone intorno a noi, mi piace che vedano il suo potere su di me. Siamo i primi a dare inizio ufficialmente alla festa. Massimo mi ordina di aprire la bocca. Lo faccio, obbediente. Estrae il suo cazzo dall’abito elegante, già duro e pulsante. Lo infila nella mia bocca, profondamente. Io lo succhio, avidamente, mentre mi afferra i capelli e mi spinge la testa verso l’alto, sempre più a fondo. Sento il suo respiro affannoso mentre mi usa per il suo piacere. Sento l’eccitazione crescere dentro di me mentre mi sottomette davanti a tutti.

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Dopo pochi minuti, mi ordina di alzarmi e di seguirlo. Io obbedisco, mentre lui ripone il cazzo nei pantaloni. Mi prende per mano, guidandomi attraverso la folla. So dove mi sta portando, lo conosco bene. Mi sta portando in un luogo più comodo, dove potrà usarmi come vuole, senza essere disturbato. Appena entriamo nella stanza mi spinge contro il muro, con forza. Io gemo, mentre sento il suo corpo premere contro il mio. Mi bacia con violenza, mentre le sue mani mi accarezzano il corpo. Io mi lascio andare, mi abbandono al suo tocco… Mi ordina di sollevare la gonna e di mostrargli la mia figa, completamente depilata. Io obbedisco, mentre sento l’eccitazione crescere dentro di me. Mi accarezza, con delicatezza, mentre io gemo di piacere.

Vedo che la stanza inizia riempirsi, ci sono alcune persone che ci guardano. Sento la musica nelle orecchie, il mio respiro che si fa più affannoso. Sono appoggiata al muro, con il vestito alzato, davanti allo sguardo di tutti.

Massimo mi infila un dito dentro, poi due, mentre io mi aggrappo a lui, implorando di più. Mi ordina di girarmi, di mettermi a pecorina. Io obbedisco, mentre sento la sua mano schiaffeggiare il mio sedere, con sempre più forza. Io gemo, mentre sento il dolore mescolarsi al piacere. Mi penetra da dietro, con violenza, mentre io urlo.

Mi dà della troia, dice che sono sua e che mi può usare quando vuole. Ha ragione. Mi scopa con forza, senza pietà, non mi dà il permesso di toccarmi. Si sfila e mi ordina di inginocchiarmi, di nuovo, mi fa mettere a quattro zampe in mezzo alla stanza. Estrae un vibratore viola lungo e affusolato dalla tasca, lo accende. Lo sento sputarci sopra e me lo infila dietro, dentro di me. Dio come mi piace…

Io gemo, mentre sento le vibrazioni avvolgermi, penetrarmi. Mi chiede di leccargli le dita, di pulirle dalla mia umidità, e io obbedisco, mentre sento il suo sapore sulla mia lingua. Vuole che gli mostri il seno, poi mi mette il cazzo in bocca, di nuovo. È uno spettacolo assolutamente osceno e eccitante allo stesso tempo, ma non mi dà il permesso di venire…

Mi porta al limite, ma ancora non ho il permesso di venire. Cerco di pregarlo, mugolando, ma ho la bocca impegnata. Lui lo sa, e sorride. Mi fa alzare e mi fa appoggiare alla parete mentre mi prende di nuovo, mi dà finalmente il permesso di venire e lo faccio. È come se il mio corpo fosse in preda alle scosse di un terremoto. Ho ancora il toy che vibra dentro di me e il cazzo di Massimo che non smette di muoversi. Mi dice di guardarlo negli occhi mentre viene, e sento il suo calore invadermi, il suo respiro affannoso esplodere… è un privilegio per me sentirlo venire così.

Non vorrei essere di nessun altro.

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