Le colline piemontesi in autunno sono qualcosa di magico, con i colori caldi delle foglie che cadono, il profumo della terra umida e l’aria fresca che riempie i polmoni. Per questo ho deciso di partecipare a un retreat di yoga per staccare dalla città, dal lavoro e dalla frenesia quotidiana. Questo posto è un casolare immerso nel verde, lontano dal mondo, un piccolo rifugio accogliente e silenzioso, in cui circondarsi di natura e serenità.
Il primo giorno mi siedo su un cuscino nella sala della meditazione. Chiudo gli occhi e mi concentro sul respiro, ma sento uno sguardo intenso e penetrante su di me. È un insegnante, dal sorriso caldo e gli occhi profondi, che mi osserva incuriosito. Una strana connessione prende vita, fatta di sguardi silenziosi e sfioramenti nascosti. I giorni passano, e la tensione tra noi cresce come un desiderio non detto, finché una sera, durante la meditazione, decido di osare… Un tocco, un respiro affannoso, un gioco silenzioso di seduzione.
Dopo la meditazione, mi ritiro nella mia stanza, sento il suo sguardo appena oltre la porta; bussano leggermente e lo vedo, intenso più che mai. Entra senza parole, chiudendo la porta. Ci guardiamo; prendo coraggio, lo bacio. Le sue mani accarezzano ogni centimetro del mio corpo come fosse un tempio sacro; i suoi baci mi percorrono dal collo al ventre, fino a quel momento sacro e intimo. Mi fa salire su di lui, e il nostro corpo diventa un’unica danza. Mi penetra lentamente, io inspirando ed espirando seguo il suo ritmo. L’orgasmo arriva come una scossa, attraversandomi e illuminandomi, fino a perdere ogni misura.
Quando il respiro si calma, mi alzo. Mi rivesto con calma mentre lui mi guarda e sorride, poi esce, chiudendo la porta. Resto lì, da sola, con un sorriso imparando ad amare, accettare e vivere pienamente ogni singolo istante.