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Riunione con i colleghi

Saluto le colleghe e i colleghi presenti in aula magna senza quasi accorgermi di un volto nuovo: e lui chi è? Bel fisico, capello lungo, occhiali e un paio di orecchini che immagino non avranno vita lunga in questa scuola. Si presenta, dicendo di aver lavorato proprio in questa sede in passato.
Strano, non mi ricordo di lui. Ha un tono meno inquadrato e rigoroso rispetto alla media dei maestri della scuola.

Gli altri colleghi sono quasi tutti più in là con gli anni, mentre per quanto riguarda le donne, l’unica collega con cui sono ho un rapporto anche di amicizia è Sonia, siamo quasi coetanee ed è realmente l’unica persona  a conoscermi fuori da questo posto.

Appena finite le lezioni mi dirigo in aula magna, lì trovo Sonia a pochi centimetri di distanza da questo Marco, il nuovo insegnante. Parlano, ma quando mi vedono si interrompono, allontanandosi.
Questa situazione mi ha fatto sentire leggermente in imbarazzo, quindi li saluto, prendo la borsa, ma me ne vado con un filo di curiosità. Di che stavano discutendo?Poco dopo entro in casa, appoggio la borsa all’ingresso, mi tolgo le scarpe e mi spoglio, rimanendo in maglietta e mutande. Mi piace la sensazione dei piedi nudi sul tappeto morbido del soggiorno.

Accendo una sigaretta, riempio mezzo calice di vino rosso, e metto su l’ultimo vinile che ho comprato. Inizio a ballare semi nuda per casa. Ad interrompermi è un messaggio di Sonia, che leggo subito curiosa di sapere che stava succedendo prima. Dice che poi mi avrebbe spiegato tutto, riferendosi ovviamente al faccia a faccia con Marco.

Trascorro la serata cenando e fra le pagine di un libro, sprofondata sul divano.
Mentre sto per addormentarmi, ripenso a Sonia e Marco. Chissà cosa c’è tra di loro…A metà mattina del giorno dopo non sono ancora riuscita a parlare con Sonia, quando in corridoio vengo raggiunta da Marco: fa scorrere la sua mano sul mio braccio, come se ci fosse confidenza tra di noi e mi chiede se mi andrebbe di bere qualcosa insieme dopo il lavoro. Non nascondo che quest’approccio inatteso mi lascia leggermente un po’ perplessa…la mia mente corre per un attimo a Sonia…decido di declinare l’invito e ritorno in aula magna….

Tornando a casa  mi squilla il telefono: è lei, vuole raccontarmi tutto di Marco, me ne dipinge un quadro generale e poi mi parla del loro passato; classica storia da vecchi compagni all’università, si sono frequentati, per poi lasciarsi quando lui ha deciso di partire per un Erasmus.

Mi racconta anche della mattina precedente, di come lui stesse facendo un po’ lo scemo con lei… Colgo la palla al balzo e le parlo dell’invito a bere qualcosa che lui mi ha fatto. Sonia non si arrabbia, non c’è più niente tra di loro… ma concordiamo che forse possiamo cogliere l’occasione per tirarlo un po’ in mezzo…e forse divertirci un po’ insieme. Arrivo in sala riunioni dopo le lezioni. Con Sonia siamo le prime, ci assicuriamo gli ultimi posti al fondo e teniamo un posto per Marco. Naturalmente vicino a noi due. Arriva il resto dei docenti con il preside, che inizia subito a proiettare alcune slide, lasciando la stanza al buio.

Marco arriva in ritardo…Sonia gli indica il posto che abbiamo preso per lui, vicino a lei.Mentre le slide e la presentazione continuano Sonia ed io, annoiate, iniziamo a bisbigliarci all’orecchio, indirizzando qualche rapido sguardo a Marco.Sonia appoggia una mano sulla mia coscia e inizia ad accarezzarmi con lo sguardo rivolto verso le slide.
Io ricambio, la mia mano dal ginocchio risale con dolcezza fino alla coscia per poi stringere leggermente la presa. Marco è visibilmente distratto da quello sta succedendo al suo fianco.
Con il buio della stanza nessuno può vederci se non lui.
Il momento è quanto mai inappropriato, così come anche il luogo.Ed è proprio questo che mi diverte.
Voglio provocare Sonia e vedere come reagisce Marco.

Spingo la mia mano fino a sotto la gonna a fiori di Sonia che non riesce a trattenere il sorriso e inizia a muoversi agitata sulla sedia. Ma non fa nulla per fermarmi.
A questo punto, non credo che la situazione dispiaccia più a nessuno.

Così mi spingo fino alle sue mutandine, la accarezzo da sopra con le dita. Inizia a mordersi un labbro. La cosa più eccitante è che deve assolutamente mantenere il controllo. Marco ci guarda e capisce la nostra provocazione, così appoggia la sua mano sul ginocchio di Sonia, l’accarezza, e solo con un paio di dita sulla pelle scivola fino a raggiungere la mia.Le nostre mani lì, al centro di Sonia iniziano a muoversi, a giocare, a esplorare fino a quando lei non stringe le cosce intorno alle nostre mani e capiamo che forse stiamo andando troppo in là.Mi ritraggo e con il gomito mi appoggio sul banco davanti a me, diretta verso Sonia e Marco… porto le stesse dita che fino a un attimo prima esploravano Sonia verso la mia bocca, le assaggio e sorrido. Sonia scoppia a ridere, e io la seguo. Marco trattiene un sorriso mentre ritorna con lo sguardo verso la proiezione.Ci ricomponiamo e un paio di minuti dopo il preside si alza e inizia il discorso finale.
Le luci si accendono, recupero le mie cose, saluto i colleghi e me ne vado, come se nulla fosse successo.

Mi avvicino a Sonia e con un discreto bacio sulla guancia, mi avvio verso casa.

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Scritto da Nina

elena

Letto da Elena

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