Non ne potevo più di sentire Sophie piagnucolare per quel cretino del suo ex. Stasera l’ho praticamente costretta a mettersi in tiro e ad uscire un po’, per guardarsi di nuovo intorno. E la verità è che neanche a me un po’ di divertimento farebbe male. Negli ultimi mesi non ho fatto altro che lavorare, quasi non mi sono accorta di essermi trasferita qui a Parigi da un anno.
Siamo venute al “Mirage”, un club privato molto divertente, all’interno di un hotel un po’ retrò, ma elegante nel cuore della città. Ogni volta che ho voglia di divertirmi vengo qui, ma adesso sono mesi che manco. L’atmosfera è sempre carica di tensione sessuale, forse per le luci basse e la bella musica che suona sempre di sottofondo.
La mia amica, vestita con un abito attillato nero, inizia subito a flirtare con uno sconosciuto alto e moro. Io, invece, rimango seduta al bancone, sorseggiando un cocktail e osservando la scena. Mi sento un po’ fuori luogo, ma allo stesso tempo eccitata dall’adrenalina che scorre nelle mie vene. Mentre sono intenta a guardarmi intorno, noto un tipo seduto accanto a me. Ha i capelli scuri e un sorriso malizioso stampato sul volto. Mi guarda con aria quasi di sfida, e la cosa accende la mia curiosità.
Si avvicina e mi chiede in un francese incerto: “Tu es seul ici?”. Capisco subito che è italiano…Gli rispondo con un sorriso: “Sei italiano?”. Lui scoppia ridere. “Sì, lo so, il mio francese è pessimo! Ciao sono Luca. Sono qui in viaggio di lavoro. Posso offrirti un drink?”. La serata inizia a farsi interessante, molto bene! Iniziamo a parlare, e scopriamo di essere entrambi milanesi. Da lì la conversazione in pochi minuti diventa subito…”Ma tu conosci…?”. E finiti i convenevoli, dopo un altro paio di drink, iniziamo entrambi a flirtare esplicitamente e la conversazione si fa velocemente sexy.
Mentre sorseggiamo i nostri drink, la conversazione si fa sempre più piccante. Da parlare di locali e posti nuovi mai provati, siamo passati a parlare di di cose che non abbiamo mai fatto, ma vorremmo fare. Luca mi guarda negli occhi, con un’espressione maliziosa. “Ti piacerebbe provare qualcosa di nuovo?” mi chiede, con voce roca. Io sorrido, sentendo un brivido di eccitazione percorrermi la schiena.
Io annuisco, sentendo l’adrenalina salire alle stelle. “Sono pronta a tutto. E tu sei pronto?” gli rispondo, con voce ferma. Luca sorride, mi prende per mano, con un gesto deciso. “Allora seguimi” mi dice, con un sorriso enigmatico. Alloggia nell’hotel, al decimo piano. Mi conduce verso l’ascensore, senza dire una parola. Mentre le porte si chiudono, sento il mio cuore battere all’impazzata. Non so cosa mi aspetta, ma so che sarà un’esperienza indimenticabile. Ho voglia di divertirmi stasera.
Mentre saliamo, mi bacia appassionatamente e mi accarezza il sedere. Io mi sento sempre più eccitata, e non vedo l’ora di arrivare nella sua camera. Quando entriamo nella suite, rimango senza fiato. La camera è enorme, con un letto king size e una vista mozzafiato sulla città. Luca mi avvicina al letto e mi ordina di spogliarmi. Io eseguo, e lui fa lo stesso. Rimango senza parole quando lo vedo nudo: il suo corpo è scolpito alla perfezione, e il suo cazzo è enorme.
Luca mi ordina di mettermi in ginocchio sul letto, e io obbedisco. Mi lega le mani dietro la schiena con una cravatta, e poi mi benda gli occhi. Mi sento vulnerabile, ma allo stesso tempo eccitata. Non so cosa mi aspetta, ma so che ho voglia di provare tutto, ho voglia di staccare la testa e seguire solo l’istinto. Luca inizia a toccarmi il corpo, accarezzandomi la pelle con le dita e le labbra. Mi lecca i capezzoli, e io gemo di piacere. Poi si sposta verso il basso, e inizia a leccarmi la figa. Io mi contorco dal piacere, e lui continua a leccarmi con sempre più intensità.
Ad un tratto, sento qualcosa di caldo sulla mia pelle. Faccio un salto per la sorpresa. Luca mi sta versando della cera calda sul corpo, e io grido di piacere e dolore allo stesso tempo. Il dolore si trasforma presto in piacere, e io mi sento sempre più eccitata. Luca continua a versarmi piccole gocce di cera calda sul corpo, e io gemo sempre più forte. Non sapere dove cadrà la prossima goccia ti lascia in uno stato di attesa costante… Poi, sento il suo cazzo premere tra le mie gambe…
Per un istante si allontana, sento il rumore di una zip ma non capisco di cosa si tratta. Poi lo sento versarmi tra le gambe qualcosa di freddo… lubrificante! Evidentemente i suoi viaggi di lavoro si concludono spesso così… ho giusto il tempo di pensarlo che sento il suo cazzo dentro di me. È enorme, e mi riempie completamente. Sono completamente bagnata!
Mi sento come se stessi per esplodere. Lui continua a scoparmi con sempre più intensità, e io gemo sempre più forte. Mi sento come se stessi per venire, e lui lo capisce. Inizia a scoparmi ancora più forte, e io grido di piacere. Poi, sento un’esplosione di piacere dentro di me, e io vengo con tutto il corpo. Lui però non smette… continua a scoparmi, e io vengo di nuovo e poi ancora. È come se non riuscissi più a smettere… che meraviglia!
Dopo il mio terzo orgasmo lui si stacca da me. Io sono esausta, ma so che lui non è ancora venuto. Mi toglie la benda dagli occhi e mi slega le mani, poi si inginocchia per terra davanti a me, chiedendomi: “Vuoi dominarmi? Vuoi essere tu a comandare?”.
Io sono un po’ titubante all’inizio, non mi sono mai trovata in questa situazione. Decido di provarci… Mi alzo dal letto, ancora nuda e con il corpo coperto di sudore. Luca mi guarda con aria interrogativa, e io sorrido. “Adesso sei tu a dover obbedire a me”, gli dico. Lui annuisce, e io inizio a dargli ordini. “Mettiti in ginocchio sul letto”, gli ordino. Lui esegue, e io gli lego le mani dietro la schiena con la stessa cravatta che lui ha usato su di me.
Poi, gli bendò gli occhi con la sciarpa di seta. Inizio a toccarlo, accarezzandogli la pelle con le dita e le labbra. Lui geme di piacere, e io mi sento di nuovo eccitata. Non è male essere dall’altra parte, avere il controllo della situazione.
“Puoi prendere qualcosa dalla mia valigia? Vorrei provare qualcosa con te”, mi chiede tutto d’un fiato, con un velo di incertezza nella voce. “E’ nella tasca interna”. Mi alzo e mi avvicino alla borsa con curiosità, non ho idea di cosa sia.
Quando apro la tasca rimango in silenzio per un istante, non so cosa pensare. E’ uno strap-on, non l’ho mai indossato prima e sicuramente non ci ho mai giocato. “Vuoi che lo usi?” gli chiedo forse un po’ troppo ingenuamente. “Sì”. Mi sento in un mix di sensazioni, curiosità, eccitazione, imbarazzo… ma lo indosso, è meno complicato di quello che pensavo.
Mi guardo allo specchio. Mi sento bellissima, nuda, con un cazzo gigante nero tra le mie gambe. Sì, voglio provarlo! Luca è fermo sul letto, con le braccia dietro la schiena. Inerme. Sento l’adrenalina che mi sale e l’eccitazione alle stelle. Mi allungo e prendo lo stesso lubrificante che ha usato prima lui su di me, cospargo il mio enorme cazzo nero e poi mi avvicino a Luca. Appena lo appoggio sulla sua schiena, ha un piccolo sussulto di piacere… io prendo il mio nuovo cazzo inizio a strofinarglielo sul sedere, tra le natiche… molto lentamente.
Sento il suo respiro farsi più veloce. Allungo la mano e inizio a masturbarlo, mentre da dietro mi strofino su di lui. Il suo cazzo è durissimo e io sono completamente bagnata per l’eccitazione.
Riprendo il lubrificante e decido di versarne ancora, direttamente sul suo culo. Non l’ho mai fatto, ma voglio fare le cose per bene.
Poi prendo la punta dello strap-on e la punto sul suo ano, con una leggera pressione. “Vado avanti?” gli sussurro nell’orecchio. Lui annuisce. E poco alla volta entro dentro di lui, completamente. Lo sento godere e muoversi sotto di me, preso totalmente dall’eccitazione e dalla sensazione di essere dominato. E allora mi lascio andare, tolgo i freni e inizio a penetrarlo, fuori e dentro, sempre più a fondo e sempre più veloce.
Lui urla di piacere mentre io mi immergo completamente in questo nuovo ruolo di dominatrice e sento di essere anche io completamente bagnata per l’eccitazione. Dopo pochi minuti con un urlo animalesco Luca viene e io sono così elettrizzata da questa nuova situazione che non vorrei mai smettere. Mi sfilo lo strap-on e mi masturbo accanto a lui, che rimane inerme a riprendere fiato accanto a me, ancora legato. Sono così eccitata che dopo un istante vengo anche io, per la quarta volta questa sera.
Prima di lasciarmi andare completamente lo slego e mi sdraio anche io sul letto a riprendere fiato e cado in un sonno profondissimo.
La mattina quando mi risveglio, Luca non c’è più. Trovo solo un bigliettino che dice ”Ho l’aereo di ritorno alle 7, avrei voluto baciarti ma ho preferito farti dormire. Tornerò a Parigi tra un mese, sempre per lavoro. Se vuoi rivedermi, questo è il mio numero…”. Mi allungo verso la borsa per prendere il cellulare e salvare subito il suo numero. Non ho nessuna intenzione di perdermi il bis.