La mente è un turbinio di pensieri e desideri, anche se sono passati alcuni giorni, non riesco a smettere di pensare a Gede e Julia, ai loro sguardi… Non riesco a smettere di pensare a quello che è successo, a quello che sarebbe potuto succedere. Una notifica – distolgo l’attenzione da questi pensieri. È Gede che mi scrive, mi chiede se voglio ancora fare quel tatuaggio.

Sì, non ho dubbi, voglio quel tatuaggio. Non so cosa aspettarmi, ma so che voglio vederlo di nuovo, voglio sentire le sue mani su di me. Mi chiede di raggiungerlo in studio, si trova ad Amed, voglio assolutamente andarci. Mi hanno anche detto c’è uno dei tramonti più belli che si possano vedere sull’isola.

Mi preparo con calma, indossando un abito leggero e svolazzante che lascia scoperte le spalle e le gambe. Mi guardo allo specchio, mi piace questa sensazione di eccitazione e libertà che mi sento addosso. La strada in motorino passa in un attimo, con la testa persa nei pensieri e il vento fresco addosso. Tra le mie sensazioni preferite.

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Quando arrivo allo studio lui sta tatuando una ragazza, con lei ci sono due amiche, sorridono, lui è concentrato, appena mi faccio più vicina alla sua postazione solleva lo sguardo e mi sorride. È più bello di quello che ricordavo. Da come chiacchierano con lui le ragazze, è evidente che non sono l’unica ad esserne affascinata…

Per distrarmi inizio a guardarmi attorno, mi piace il suo studio, è pieno di disegni e schizzi di tatuaggi, mi piace il suo stile… lo vedo perfetto su di me anche se ancora non so esattamente cosa farmi tatuare. Mi sono così tanto persa tra i miei pensieri che non ho neanche fatto caso che le ragazze sono andate via e Gede è dietro di me.

“Allora hai pensato cosa potresti tatuarti?” mi chiede iniziando a mostrarmi i suoi disegni. Mi spiega che lui fa solo tatuaggi hand poke, cioè a mano senza macchinetta, che sono tipici dell’isola. È diverso dall’altra sera, è di poche parole, concentrato sul suo lavoro, quasi distaccato…Come se si fosse dimenticato di quello che è successo al bar mentre io, non riesco a togliermelo dalla testa.

“Qualcosa che rappresenti il mio viaggio” gli dico. La mia avventura a Bali, non so perchè ma ho la sensazione di essere solo all’inizio di questo viaggio…Gede sembra capire subito quello che intendo. Inizia a disegnare qualcosa sulla mia pelle, con un pennarello. Sentire la sua mano su di me mi fa venire i brividi, è la prima volta che sento la sua pelle sulla mia. Sento come un mix tra adrenalina per il tatuaggio e eccitazione per la sua vicinanza…

Mi propone di tatuarmi un Unalome, un simbolo buddhista che rappresenta la strada che ogni persona percorre durante il viaggio della vita. Mi sembra un’idea perfetta, è esattamente il tipo di significato che stavo cercando. Faccio di sì con la testa, gli indico dove vorrei farlo, nella parte bassa della schiena.

C’è qualcosa di lui che mi mette un po’ in soggezione, ha un’energia così forte che le parole sembrano quasi superflue, mi piace questa sensazione… Senza parlare prepara tutto il necessario, l’attenzione che mette nell’allineare gli strumenti, la cura con cui procede, mi intriga. Poi, con un cenno della testa, mi indica di stendermi a pancia in giù, la tensione che sento è altissima…

Sul lettino alzo il vestito e abbasso gli slip. Mi sento quasi inerme davanti a lui. Lui osserva lentamente il mio corpo, è perplesso, mi chiede se è il mio primo tatuaggio. Faccio di nuovo un segno di sì con la testa. “Ti farò un po’ di male” aggiunge quasi sussurrando. “Lo so”.

E per la prima volta da quando sono arrivata gli vedo fare un piccolo sorriso, sembra quasi di piacere. Passa per qualche istante le sue mani sulla zona da tatuare, arrivando fino all’osso sacro, sfiorando le mie curve… vorrei continuasse a scendere, ma quello che sento invece è il primo ago sulla pelle… è strano, è una sensazione di dolore mista a piacere.

È lui adesso che porta avanti il gioco, io posso solo stare immobile, sotto le sue mani ed accettare in silenzio il dolore del tatuaggio. Trovo tutta questa situazione eccitante, vorrei che non finisse mai o che invece finisse in fretta per potere andare oltre…

Ogni tanto giro la testa per guardarlo, ma lui è concentrato, non distoglie lo sguardo dalla mia schiena. Sento la sua mano che tiene ferma la mia pelle… ha le mani così calde. Inizio a parlare confusamente, perché è così che mi sento. Lui però mi ferma subito… “Sssshhh” mi sussurra.

Non ho altre alternative che lasciarmi andare e aspettare che finisca. Lui continua a lavorare, mi punge e mi fa male, proprio come aveva detto. Provo a cercare di nuovo il suo sguardo ma niente, è concentrato. Mi imprime l’inchiostro sulla pelle con movimenti veloci. Quando ripassa sulle parti già tatuate è il momento in cui il dolore si fa più intenso, ma stranamente vorrei non smettesse.

E invece sento che appoggia l’ago sul carrello, mi pulisce con cura il tatuaggio, brucia, e nel farlo sfiora le mie natiche, sento un brivido di eccitazione che mi percorre la schiena. È come se il dolore si fosse trasformato in un sottile piacere, quasi come un preludio a qualcosa di più grande. Gede si alza e mi aiuta a rialzarmi. I suoi occhi finalmente incontrano i miei e in quel momento sento un’energia che non avevo mai provato prima.

“È finito,” dice, ma il tono della sua voce suggerisce che qualcosa sta per iniziare. Mi giro per guardarlo, i nostri corpi sono così vicini che posso sentire il suo respiro sulla mia pelle. Gede mi guarda, i suoi occhi scuri sono pieni di desiderio. Non dice nulla, ma non c’è bisogno di parole. Mi avvicino a lui, la mia mano si posa sul suo petto. Posso sentire il suo cuore battere forte. Mi guarda con un misto di sorpresa e desiderio nei suoi occhi.

“Gede,” gli sussurro. “Shhh,” ripete nuovamente, mettendomi un dito sulle labbra. Non ho bisogno di parole per sentire che mi vuole quanto lo voglio io…Mi si avvicina ancora, fino a che le nostre labbra si sfiorano. È un bacio lento, pieno di tensione. Io rispondo al suo bacio con la stessa voglia. Le sue mani si posano sulla mia vita, tirandomi a sé.

Il bacio è sempre più intenso, le nostre lingue si esplorano. Le mani di Gede scivolano sulla mia schiena, seguendo la linea del nuovo tatuaggio. Mi sfugge un gemito, un suono che sembra aumentare il desiderio tra di noi. Mi solleva, le sue braccia forti mi sostengono mentre le mie gambe si avvolgono intorno alla sua vita. Mi porta sul divano nel retro dello studio, i nostri corpi si uniscono in un abbraccio di eccitazione.

La tensione erotica tra di noi è palpabile, sento come un fuoco che brucia sempre più forte.Le sue mani iniziano ad esplorare il mio corpo… ogni tocco è un brivido di piacere. Le sue dita scivolano lungo le mie curve, accarezzano la mia pelle, mi fanno desiderare di più. Prima mi sfila gli slip…. poi il vestito… e si ferma a guardarmi. Sono nuda, davanti a lui.

Sento i suoi occhi addosso che si muovono lungo ogni centimetro del mio corpo, sono totalmente persa. Le sue mani forti ma delicate, sfiorano il mio collo e subito un brivido mi percorre la schiena. Scende lungo le braccia, tracciando linee invisibili sulla mia pelle. Ad ogni tocco è un crescere di piacere. Le sue mani si muovono poi sul mio petto, accarezzando i miei seni con una delicatezza che contrasta con il desiderio nei suoi occhi.

I suoi pollici sfiorano i miei capezzoli, inizia a baciarli, ci passa sopra la lingua facendomi godere ancora di più, poi quasi inaspettatamente inizia a stringerli… prima piano, poi sempre più forte fino a farmi male. Strizza la punta del capezzoli con indice e pollice, me li tira per farmi rialzare con il busto verso di lui. Il bacio che mi da mentre stringe i miei capezzoli forte tra le dita, provoca un’ondata di piacere che mi fa gemere.

Scende di nuovo, lungo il mio stomaco, le sue dita seguono la linea dei miei fianchi, scivolano verso le mie cosce. Ogni tocco è un invito a volere di più, a lasciarmi andare completamente a lui. Allungo le mani su di lui, sulla sua schiena, sulle sue braccia…Ma lui, senza preavviso, si allontana da me e si dirige verso un cassetto.

Torna con una lunga sciarpa di seta tra le mani. Mi guarda con un sorriso sicuro e mi chiede se posso fidarmi di lui. Annuisco, ho il cuore che batte forte. Mi lega i polsi ad un gancio che esce dal muro. La sensazione di essere intrappolata e completamente nelle sue mani, aumenta la mia eccitazione. Poi ricomincia ad accarezzarmi corpo, le sue mani si fermano sulle mie gambe, accarezzando la pelle liscia con un tocco che è quasi una carezza.

Le sue dita si muovono in su, verso l’interno cosce, provocando un brivido di anticipazione. E con un movimento lento ma deciso, apre le mie gambe e le sue dita mi sfiorano lì, dove il desiderio è più forte. Si sofferma sul mio clitoride con un tocco che è fermo e gentile allo stesso tempo… mi sfugge un gemito, un suono che riempie la stanza.

Le sue dita si muovono con una sicurezza che mi fa sentire desiderata, posseduta. Ora, ogni tocco, ogni carezza, ogni sfioramento delle sue mani sul mio corpo mi fa desiderare di più, mi fa desiderare lui. Sono completamente sua, legata e vulnerabile, e l’anticipazione del piacere è quasi insopportabile.

Quando finalmente mi penetra, lentamente ma con fermezza, il piacere è così intenso che mi sembra di non capire più niente. Mi lascio andare completamente a lui, mi abbandono al piacere, alla voglia, a Gede. Questa sensazione di essere legata, di essere completamente alla sua mercé, rende ogni tocco, ogni movimento, ogni respiro ancora più intenso.

Gede continua a muoversi dentro di me, ogni spinta è un’onda di piacere che mi travolge. Sento il calore che si diffonde nel mio corpo, un fuoco che brucia dentro di me, alimentato da ogni tocco, ogni bacio, ogni movimento. Sento il piacere crescere ad ogni respiro. È come se tutto il mio corpo stesse convergendo verso un unico punto, un punto di puro piacere…è come se il tempo si fermasse.

Mi attraversa un brivido che mi scuote fino in fondo: Gede viene insieme a me, i suoi versi di puro piacere mi fanno godere ancora di più…È un momento di totale abbandono, un momento in cui non esisto più come persona, ma come parte di qualcosa di più grande, di più potente. Mi lascio andare completamente.

Mentre l’orgasmo si attenua, lasciandomi esausta, ma incredibilmente soddisfatta, Gede scioglie lentamente il fiocco che mi teneva legata, le sue braccia mi avvolgono, mi sollevano e mentre mi tengono stretta a lui mi porta sul divano. Si stende di fianco a me. E in quel momento, so che non importa cosa succederà dopo, perché in quel momento, sono esattamente dove voglio essere.

Questa esperienza con Gede ha aperto una porta a nuove possibilità, a nuovi desideri. Mi distacco da lui lentamente, i nostri sguardi si incrociano e in quel momento, so che questo è solo l’inizio. C’è ancora molto da esplorare, da scoprire. E la prossima tappa del mio viaggio mi aspetta.

La mia mente torna per poco alla serata prima con Julia, ai suoi occhi pieni di promesse. Mi chiedo come sarebbe stato essere con lei, toccarla, sentirla, peccato sia già ripartita… Ma ritorno presente al momento. Bacio Gede e mi rivesto.

“Arrivederci”, gli dico lasciando il suo studio con un sorriso sulle labbra e un battito ancora un po’ accelerato nel petto. E così, mentre il sole tramonta su Bali, lascio Gede e mi dirigo verso la mia prossima avventura.

[Continua..]

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