nina

Prima di arrivare

Scritto da Nina

valerio

Letto da Valerio

È molto che mi aspetti? Devi essere morta di freddo. 

Si gela fuori, eh? Con quelle gambe nude, poi… 

Dio, hai messo il vestito che mi fa impazzire… Salta su, forza. 

Vedrai che qui dentro fa un bel calduccio. 

Solito posto.

No, hai ragione, stasera cambiamo… scegli tu, guidami. 

Questo mi eccita di te, che mi sorprendi sempre. 

Ah, arrossisci pure. Ti dona. Sì, ti dona parecchio. Anche se sorridi così. 

Se cominci a morderti il labbro in quel modo, però, – te lo dico – mi fai andare fuori strada. 

Anche se ti accarezzi il collo e fai… fai scivolare le mani nella scollatura. 

Che intenzioni hai stasera? 

Adoro quando hai quello sguardo. Sì, quello sguardo…. Fallo ancora. 

Ho capito… stasera vuoi farmi andare fuori di testa.

Ti prendi gioco di me… mi piace. E a te piace ancora di più, te lo leggo in faccia. 

Allora perché ti fermi? 

Io penso a tenere gli occhi sulla strada, ma tu continua… continua ad accarezzarti. 

 Piano. Sbottona il vestito. Ancora più piano. Sì, un bottone alla volta. 

Me l’hai fatto diventare durissimo. 

No, non pensarci nemmeno. Non smettere. Fammeli vedere… i tuoi seni meravigliosi. 

Guarda che capezzoli, già sull’attenti. 

Quanto vorrei prenderteli in bocca… 

Perchè non socchiudi un po’ le gambe per me?… Di più. Fatti accarezzare. Dal ginocchio, all’interno coscia… la tua pelle è così soffice. 

Rabbrividisci… alzo il riscaldamento? No, non è un brivido di freddo, vero? 

Allora alza il vestito. 

Lentamente. Non c’è nessuna fretta. Guarda… è anche scattato il rosso. Abbiamo tutto il tempo.

Forza, fammi vedere… sollevalo piano. Così. Voglio godermi ogni centimetro. Mostrami cosa indossi sotto…

Sento il tuo odore. Lo sai, mi piace da morire. 

Oh sì… mi conosci bene. 

Non hai messo le mutandine. 

Sono così eccitato. 

Prendi la mia mano, brava, così, accarezzati. 

Quanto ti piace farmi impazzire? 

È scattato di nuovo il verde, ma tu non fermarti. Continua. Usa la mia mano. Toccati dove ti piace. 

Sul clitoride? Intorno alle labbra? 

Sei così calda. Bagnata. 

Portati la mia mano alla bocca…. Lecca le dita. 

Sì, guardami. So che lo stai facendo. 

Tranquilla, vado piano, ma tu non ti fermare. Succhiami le dita, senti il tuo sapore.

Lo so, è buono. 

Ora torna giù. Fammi sentire, di nuovo, quanto sei eccitata. 

Spalanca le gambe. Ancora di più. 

Brava, punta i piedi contro il cruscotto. 

Guidami. Le mie dita sul tuo clitoride… così in cerchio, piano, o avanti e indietro, più veloce, fammelo stringere tra indice e medio… la mia mano è la tua. 

E ansima, brava. Voglio sentirti più forte. Ancora più forte. 

Ti piace l’idea che possa sentirci qualcuno, vero? Che possa vederci dal finestrino… 

Sì, lo so che ti piace. Anche a me.

Allora continua a gemere. Più forte. 

Vuoi le dita dentro. Te le metto dentro. Anche se vorrei mettere il mio cazzo dentro di te. 

Due dita? Tre. Tre dita. 

Spingile dentro. Scopati. 

Io tengo d’occhio la strada, ma tu continua a godere. 

Ho il cazzo così duro che rischia di uscirmi dai pantaloni. 

Mi chiedi ancora un dito?

Non devi chiedere. Mettilo e basta. La mia mano è tua. Così. Continua. 

Non hai idea di quanto vorrei leccartela… affondare la lingua dentro di te. 

Ma non ancora. No, vediamo se riesco a farti venire almeno una volta, prima di arrivare. Ovunque stiamo andando…

Sì, brava, toccati. Non ce la fai più? 

Lo so che vuoi venire. 

Al prossimo semaforo rosso. Voglio vederti per bene. 

Ecco, ci siamo… 

Sì, continua a guardarmi. Sei stupenda. 

E continua a toccarti. Così, più veloce… Non voglio perdermi il momento esatto in cui vieni. Sudata, le guance rosse. 

Toccati. Ecco, così. La mia mano dentro e la tua fuori. 

E guardami. Non smettere di guardarmi. 

Tremi. 

Ci sei quasi. 

Aggrappati a me. Baciami…

e adesso vieni, vieni, così! 

Tranquilla, io penso alla strada. Tu respira. Questi semafori durano troppo poco… 

Dammi la mano… un attimo solo, mettila qui, sì, tra le mie gambe. 

Senti come me l’hai fatto diventare? 

Che ne dici? Possiamo andare al solito posto, ora. 

Magari nel tragitto riesco a farti venire un’altra volta.

 

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